sabato 1 febbraio 2014

La favola delle camere a Gas naziste:MAI ESISTITE!!!




 Vediamo come è stato creato questo "mito"...

Per quello che concerne le camere a gas, cominceremo il nostro
discorso esaminando il tipo di gas. Si tratta dello Zyklon-B, a base di acido cianidrico....
L'acido cianidrico è stato utilizzato già da prima della Prima Guerra
Mondiale per combattere topi e insetti dannosi.
È quindi utilizzato abitualmente per impedire la diffusione di
epidemie di tifo e peste su battelli ed edifici. È classificato, secondo le normative CEE, come sostanza tossica e infiammabile. L'inalazione di forti quantità è letale in brevissimo tempo. Se viene inalato in piccole quantità causa mal di testa, vertigini, nausea e vomito.
Può essere assimilato anche per contatto con la pelle. Per
riscaldamento o per azione di catalizzatori può esplodere, ed è quindi conservato in presenza di stabilizzanti.
Risulta instabile al contatto con l'acqua e, mescolato con aria diventa una potente miscela esplosiva.
Il suo odore è caratteristico, di mandorle amare, non spiacevole.
Riesce ad uccidere tutti gli animali superiori e gli insetti, ma non i
batteri: questo significa che non è un disinfettante.
Spesso è prodotto quando viene bruciata la cellulosa, costituendo un possibile pericolo in caso di incendio.
Gli effetti tossici sono: nausea, malessere diffuso, respirazione
accelerata, svenimenti, coma, morte per arresto dell'ossidazione del
metabolismo. La persona che lo maneggia deve indossare una tuta
antichimica che copra tutto il corpo: di solito le maschere antigas non sono molto efficaci, ma per lo più può essere utilizzata, per brevi periodi di esposizione, una maschera con filtro di tipo "J", considerata la più "severa" di tutte. La ditta tedesca che sovrintese alla fabbricazione e alla distribuzione dello Zyklon-B fu la DEGESCH di Francoforte.
Veniva quindi distribuito assorbito su un supporto poroso come polpa di legno o terra di diatomee, confezionato in pasticche e sigillato ermeticamente in scatole di latta.
Le pasticche vengono sparse sul pavimento dell'area da fumigare.
Questa è l'unica maniera per spargere efficacemente il gas: è quindi un falso il racconto secondo il quale il gas fosse immesso dai fori dei pomi delle docce, tecnica di gasazione assurda inventata dai testimoni (cosiddetti oculari) più sprovveduti che non avevano la minima idea di cosa fosse lo Zyklon-B. Il procedimento di diffusione richiede da 24 a 48 ore.
Dopo la fumigazione, la ventilazione avviene in un minimo di 10 ore.Se l'ambiente non ha finestre, il tempo necessario si allunga
notevolmente. Nel caso di un edificio, dovrebbe essere in mattoni ed essere ricoperto all'interno e all'esterno di catrame o asfalto.
Le porte e le finestre devono essere sigillate con tela gommata ed
impermeabilizzate con un buon sigillante, come il catrame o il neoprene al fine di prevenire filtrazioni e rendere le superfici porose impermeabili all'impregnazione da parte del gas.
Il controllo dell'aria dopo la ventilazione è effettuato mediante un test chimico costituito da un foglio di carta rivelatore imbevuto di una miscela di acetato di rame e benzene e che diventa azzurro in presenza di acido cianidrico.
Per quel che riguarda l'uso in camere a gas per esecuzioni, è poco
raccomandabile.
Infatti la progettazione di una camera a gas per esecuzioni implica
l'attento esame di molti problemi che, se trascurati, potrebbero causare la morte o lesioni a testimoni e operatori.
Lo Zyklon-B è poco pratico per il tempo che comporta la rimozione del gas dal supporto inerte.
Inoltre, c'è sempre il rischio di esplosione: è necessario, infatti,
l'impiego di aria riscaldata per evitare che il gas condensi, e la presenza di un riscaldatore può causare una detonazione.
Tutti i contatti elettrici e gli interruttori devono essere ridotti al
minimo indispensabile, devono essere a prova d'esplosione e ubicati fuori dalla camera.
Per questo, infatti, nelle camere a gas usate negli Stati Uniti, si
preferisce utilizzare il metodo di produrre il gas nella stessa camera al momento della esecuzione: viene infatti riempito un recipiente in ceramica di acido solforico mediante una leva.
Quindi vengono immessi nel recipiente 25 grammi di cianuro di
sodio, sufficienti per produrre una concentrazione di 3000-3200 ppm, rapidamente mortale.
Dato che il gas è più leggero dell'aria, viene utilizzato un dispositivo di espulsione nella parte superiore della camera.
Una tubatura di almeno 13 metri provvede a disperdere il gas
all'esterno senza causare danni.
È sempre necessario un sistema elettrico di chiusura che impedisca
l'apertura della porta prima che la camera sia in condizioni di sicurezza.
Inoltre, fuori dalla camera, dove si trovano i testimoni e il personale,si trovano allarmi sonori e un sistema di immissione ed estrazione dell'aria. È sempre installato anche un dispositivo per bloccare l'esecuzione al fine di proteggere i testimoni e permettere di evacuare la camera in caso di pericolo.
Deve essere sempre presente personale medico qualificato con a
portata di mano apparati di respirazione d'emergenza e attrezzature mediche contro avvelenamenti da acido cianidrico.
La camera a gas deve essere infine lavata con ammoniaca, così come il cadavere.
Una possibile soluzione agli inconvenienti dell'uso dello Zyklon-B
avrebbe potuto essere quella di riscaldare il gas all'esterno della camera e far circolare la miscela di gas e aria attraverso una tubatura per poi introdurre tale miscela nella camera, come fu fatto per gli apparecchi di disinfestazione della DEGESCH, ma ciò potrebbe causare un rischio maggiore e situazioni poco prevedibili per gli operatori.
D'altronde l'apparato di disinfestazione della DEGESCH fu progettato per l'utilizzo all'aria aperta, in un'area ben ventilata e alla presenza di personale qualificato.
Molti stati americani hanno usato e usano tuttora il gas come mezzo di esecuzione, ma, a causa dei pericoli inerenti all'uso del gas e del costoso mantenimento dell'attrezzatura, oltre che della produzione dello stesso gas, è in atto la tendenza a sostituire la camera a gas con l'iniezione letale.

AUSCHWITZ

Iniziamo con Auschwitz: era logico che i creatori del mito delle
camere a gas facessero di Auschwitz il centro della loro propaganda.
Era infatti il campo più importante, aveva registrato, per epidemie
di tifo, elevati tassi di mortalità, e aveva inoltre in dotazione dei
crematori.
Inoltre, Birkenau faceva da campo di transito per gli ebrei trasferiti
all'Est.
Quindi, non si potevano avere di certo condizioni più favorevoli per
la nascita di un mito.
Auschwitz fu occupata dai sovietici il 27 gennaio 1945. Dopo
l'occupazione, il campo venne chiuso.
Successivamente, solo alcuni osservatori occidentali (scelti con cura) vi furono ammessi, fino a che non fu aperto il museo di Auschwitz.
Finita la guerra, gli inglesi diedero la caccia a Rudolf Höss , che
doveva diventare il testimone chiave del più grande crimine di tutti i
tempi. Höss si era nascosto e viveva sotto il nome di Franz Lang in una fattoria nello Schleswig-Holstein. Truppe britanniche lo scoprirono l'11 marzo 1946.
Il resoconto dell'arresto e dell'interrogatorio di Höss si può trovare in un libro di Rupert Butler "Legions of Death" (Hamlyn Paperbacks, 1983).
Tale libro è di ispirazione ferocemente antinazista. L'autore afferma di aver fatto ricerche presso l' "Imperial War Museum" di Londra, la "Wiener Library" e altri istituti altrettanto prestigiosi. All'inizio di tale testo, l'autore esprime la propria gratitudine a Bernard Clarke "che catturò Rudolf Höss, il comandante di Auschwitz".
Ora, in questo libro viene apertamente e tranquillamente dichiarato
che il prigioniero Rudolf Höss venne torturato in maniera veramente
selvaggia.
Né Bernard Clarke né Butler provano alcun rimorso per il fatto di
aver estorto "confessioni" tramite tortura. Cosa ancor più interessante, non si rendono conto dell'importanza di tale rivelazione.
Affermano che Höss è stato catturato l'11 marzo 1946 e che ci sono
voluti tre giorni di tortura per ottenere "una dichiarazione coerente", non capendo che la cosiddetta "dichiarazione coerente" non fu altro che la confessione, veramente folle, firmata dalla loro vittima ansante il 14 o il 15 marzo 1946 alle due e mezza del mattino.
L'11 marzo 1946 il sergente ebreo-britannico Clarke e altri cinque
specialisti del servizio segreto di informazioni, in uniforme britannica,per la maggior parte di alta statura, entrarono in casa della signora Höss e dei suoi figli. I sei uomini, sono tutti "esperti nelle tecniche più sofisticate di interrogatori prolungati e spietati" (pag. 235).
Clarke si mise a urlare: "Se non ci dice dov'è suo marito, noi la
consegneremo ai Russi che la metteranno davanti al plotone di esecuzione e suo figlio andrà in Siberia".
La signora Höss crolla e rivela l'ubicazione della fattoria dove si
nasconde suo marito e il nome falso: Franz Lang.
Bernard Clarke rivela: "Una intimidazione appropriata esercitata sul
figlio e sulla figlia produsse informazioni identiche".
Il sergente ebreo e gli altri cinque partono alla caccia e sorprendono
Höss in piena notte.
"Höss lanciò un grido alla semplice vista della uniformi britanniche.
Clarke urlò: "Il tuo nome?"
Ogni volta che la risposta era 'Franz Lang', Clarke colpiva con un
pugno la faccia del prigioniero. Al quarto colpo Höss crollò e ammise chi fosse.[...].
Il prigioniero fu tirato via dalla sua cuccetta e gli fu strappato il
pigiama. Poi fu trascinato nudo verso uno dei tavoli di macellazione e là Clarke credette che colpi e urla non avrebbero avuto fine.
Alla fine, l'ufficiale di sanità intervenne con insistenza presso il
capitano: 'Dica loro di smettere, altrimenti riporterà un cadavere'.
Si gettò su Höss una coperta ed egli fu trascinato verso l'automobile di Clarke, dove quest'ultimo gli versò in gola un bicchierone di whisky.
Poiché Höss allora tentava di dormire, Clarke gli cacciò il suo bastone di comando sotto le palpebre e gli ordinò in tedesco: 'Tieni aperti i tuoi occhi di maiale, specie di porco!'.[...]
La squadra fu di ritorno a Heide verso le tre del mattino, la neve
continuava a turbinare ma a Höss fu strappata la coperta ed egli
dovette attraversare completamente nudo il cortile della prigione fino alla sua cella.
Ci si trovava, infatti, in un locale che serviva da mattatoio della fattoria.
È così che Clarke rivela "Ci sono voluti tre giorni per ottenere (da
Höss) una dichiarazione coerente". Tale dichiarazione fu ottenuta con i metodi che sappiamo ed è quella che diventerà la prima confessione di Höss, la confessione fondamentale registrata col numero di classificazione NO-1210. Lo storico Martin Broszat, nel suo libro "Kommandant in Auschwitz" (Herausgegeben von Martin Broszat, München 1981) riporta il resoconto fatto a Höss del primo interrogatorio da parte degli inquirenti inglesi. "Il primo interrogatorio si concluse con una confessione, dati gli
argomenti più che persuasivi usati contro di me. Non so cosa contenga la deposizione, sebbene l'abbia firmata. Ma l'alcool e la frusta furono troppo, anche per me." (pag. 158-159).
Ciò significa che la prima deposizione di Höss è stata redatta dagli
inquirenti inglesi che lo interrogarono: egli l'ha solo firmata, sotto l'effetto della frusta e dell'alcool, senza neanche leggerla !
Ora, il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi: infatti, gli accusatori
hanno fatto più di una sessantina tra evidenti falsi e contraddizioni.
Basta infatti confrontare tra loro i documenti NO-1210
(deposizione di Höss del 14 marzo 1946), PS-3868 (dichiarazione giurata di Höss del 5 aprile 1946) e ciò che si trova nel libro "Comandante ad Auschwitz" (Torino 1985). Si può citare qualcuno di questi sbagli (tra i più eclatanti); egli infatti:

-Afferma (PS-3868) che i campi di sterminio di Belzec e Treblinka
esistevano già nel giugno 1941, mentre questi campi entrarono in
funzione rispettivamente il 17 marzo e il 23 luglio 1942.
-Afferma (NO-1210) dell'esistenza di un campo di Wolzec presso
Lublino, campo che non è mai esistito.
-Afferma (PS-3868) di aver fatto un sopralluogo a Treblinka per
studiarvi le tecniche di sterminio mediante Zyklon-B, al fine di applicarle
anche ad Auschwitz. Ciò significa che tale visita sarebbe avvenuta
anteriormente al 3 settembre 1941, data della prima (presunta)
gassazione sperimentale effettuata ad Auschwitz. Peccato che, come si è detto, Treblinka entrò in funzione solo il 23 luglio 1942.
-Afferma (NO-1210) che tutti i crematori di Birkenau furono
terminati nel 1942, mentre in realtà sono stati terminati, nell'ordine:
1) Crematorio IV: 22 marzo 1943
2) Crematorio II: 31 marzo 1943
3) Crematorio V: 4 aprile 1943
4) Crematorio III: 25 giugno 1943.

Tra l'altro è egli stesso che afferma, in Comandante ad Auschwitz, che"i grandi crematori I e II [secondo la numerazione di Höss, in realtà II e III, in quanto il crematorio I si trova in Auschwitz I, e non a Birkenau] furono costruiti nell'inverno 1942-43, ed entrarono in funzione nella primavera del 1943". Ne consegue una palese contraddizione.
Fermarci qui, rimandando, per una trattazione completa
di questo argomento, all'ottimo libro di Carlo Mattogno" Auschwitz: le Confessioni di Höss "(edizioni La Sfinge).
È interessante notare che le autorità filosovietiche del Museo di
Auschwitz hanno preteso, fino al 1990, che 4 milioni di persone fossero state assassinate in questo campo.
Di colpo, senza fornire spiegazioni, si sono recentemente ridotte
queste cifre a "poco più di un milione", riconoscendo così, implicitamente, che ci si era ingannati per mezzo secolo. Ma la nuova cifra non è provata più di quanto fosse la vecchia.
Secondo il ricercatore Carlo Mattogno, la cifra dei decessi di questo
campo sarebbe intorno a 170.000 unità, il 50% ebrei.
Ora, come detto, è stato affermato, da parte sovietica, che solo in
questo lager sarebbero stati uccisi ben quattro dei sei milioni di ebrei; tutto questo nello stesso momento in cui si cercava di far ricadere sui Tedeschi la responsabilità dell'eccidio di Katyn...
È ammesso che gran parte di queste informazioni provengono
dall'Europa Orientale .
I presunti eccidi di massa in grande stile avrebbero avuto luogo ad
Auschwitz tra il marzo 1942 e l'ottobre 1944. Per uccidere in 32 mesi solo la metà dei supposti sei milioni, cioè tre milioni di ebrei, i Tedeschi avrebbero dovuto eliminare 94.000 persone al mese, cioè 3.350 al giorno 24 ore su 24 e sbarazzarsi dei cadaveri (analizzeremo questi dati più avanti).
Queste cifre sono state superate da Reitlinger, che sostiene che
Auschwitz era attrezzato per poter annientare quotidianamente non
meno di 6.000 persone.
Ciò significherebbe, calcolando tutti i giorni fino all'ottobre 1944,
una cifra complessiva di più di 5.000.000.
Ma simili valutazioni impallidiscono se confrontate con le
fantasticherie di una Olga Lengyel ("Five Chimmeys", Londra 1959).
L'autrice sostiene di essere una ex internata di Auschwitz e assicura che questo lager poteva cremare non meno di "720 uomini all'ora"; cioè"17.280 al giorno". Aggiunge che ogni giorno 8.000 persone venivano bruciate in "fosse della morte", e che, pertanto "dovevano essere rimossi, quotidianamente, più di 24.000 cadaveri, in cifra tonda" (pag. 80-81).
Tutto ciò significherebbe più di 8.500.000 vittime all'anno. Ad
Auschwitz sarebbero stati liquidati, dal marzo 1942 all'ottobre 1944, più di 21.000.000 di persone. Sei milioni in più di tutta la popolazione ebraica mondiale.
Rendiamoci conto del valore di queste affermazioni!!!!

È infine istruttivo osservare i dati ufficiali, secondo diverse
fonti, sui decessi di Auschwitz:

DATA. FONTI DECESSI 31/12/1945 Centro d'indagine francese
sui crimini di guerra
Le Monde (Parigi)
8.000.000
5.000.000
20.04. 1978
23.01.1995 Die Welt 5.000.000
01.10.1946 IMT Tribunale di 4.000.000
Norimberga, Documento
008-URSS
24.11.1989
26.07.1990
08.10.1993
Procuratore Majorowsly,
Wuppertal
Allgemeine Jüdische
Wochenzeitung
ZDF
4.000.000
4.000.000
4.000.000
25.01.1995
01.10.1946
Wetzlater Neue Zeitung
IMT Tribunale di
4.000.000
3.000.000
Norimberga, Documento
3868-PS
01.01.1995
25.07.1990
11.06.1992
23.01.1995
Damals (rivista storica
tedesca)
Hamburger Abendblatt
Allgemeine Jüdische
Wochenzeitung
Die Welt.
3.000.000
2.000.000
1.500.000
1.500.000
01.09.1989
02.02.1995
22.01.1995
21.12.1994
31.12.1989
Le Monde (Parigi)
Bunte (periodico illustrato
tedesco)
Welt am Sonntag
IfZ (Istituto di Storia
Contemporanea, Monaco)
Pressac, "Auschwitz:
1.433.000
1.400.000
1.200.000
1.000.000
928.000
27.09.1993
technique and operation of
the gas chambers"
Focus 700.000
31.12.1994 Pressac, "Le macchine 470.000
dello sterminio"
06.01.1990 Frankfurter Rundschau 74.000

Ma questa specie di gioco con milioni di morti sembra che non
preoccupi gli scribacchini del regime, che ogni giorno pontificano sullo sterminio degli ebrei.

AUSCHWITZ: LE CAMERE A GAS

Per quello che riguarda le camere a gas naziste in Auschwitz, si sa
che i lavori iniziarono in un periodo imprecisato verso la fine del 1941 e sarebbero state utilizzate fino alla loro presa da parte degli alleati, avvenuta nel 1944. I nazisti avrebbero cominciato con una prima gasazione in un edificio di Auschwitz I, a cui seguirono due casolari di contadini appositamente modificati a Birkenau, conosciuti come Bunker I e II o Casa Rossa e Casa Bianca, e infine i Krema II, III, IV e V a Birkenau.
Tali installazioni per esecuzioni furono ubicate in campi di
concentramento costruiti in aree industrializzate, dove gli internati
costituivano la manodopera nelle fabbriche che producevano materiale bellico.
Le presunte installazioni per esecuzioni in Auschwitz I sussistono in
un aspetto che si sostiene essere originario.
In Birkenau i Crematori II, III, IV, V sono crollati e demoliti. Il Bunker
I non esiste più ed il II è adibito a casa privata.
L'ispezione dell'ingegner Leuchter nei crematori I, II, III, IV e V ha
chiarito che tali edifici erano degli obitori e, al tempo stesso, dei
crematori.
Se dovevano servire come camere a gas per esecuzioni, si sarebbe
trattato, infatti, di progetti di estrema rozzezza e pericolosità.
Non potevano essere camere a gas!!!
Non ci sono predisposizioni per le guarnizioni delle porte, delle
finestre e degli sfiatatoi; la struttura non è coperta con catrame o altro sigillante che servirebbe a impedire la filtrazione e l'assorbimento del gas.
I crematori adiacenti costituiscono un potenziale pericolo di
esplosione. I mattoni esposti e porosi, oltre agli intonaci, tratterrebbero il gas e renderebbero gli edifici pericolosi per anni. Il crematorio I è addirittura ubicato accanto all'ospedale delle SS in Auschwitz ed ha nei pavimenti drenaggi collegati con il principale canale di scolo e, da questo, alle fognature, il che avrebbe consentito l'accesso del gas a tutti gli edifici del complesso .
Non c'erano sistemi di estrazione per ventilare il gas dopo l'uso e non c'erano riscaldatori o altri meccanismi per diffondere il gas, né per la sua introduzione, né per la sua evaporazione.
Si potrebbe supporre che lo Zyklon-B fosse introdotto dagli sfiatatoi del tetto o delle finestre, ma ciò non avrebbe permesso la distribuzione uniforme delle pasticche.
Le installazioni sono umide e non riscaldate: questo fatto è di notevole importanza, in quanto l'umidità e lo Zyklon-B sono incompatibili tra loro.
Le camere sono troppo anguste perché possano fisicamente aver
contenuto tutte le persone che si è preteso contenessero; tutte le porte si aprono verso l'interno, ciò che avrebbe impedito, successivamente, la rimozione dei corpi.
Con le camere riempite di gente fino al massimo della capienza, non ci sarebbe stata circolazione di gas all'interno del locale.
Se il gas avesse riempito la camera per un tempo prolungato, le
persone che avessero gettato lo Zyklon-B dagli sfiatatoi sul tetto e
verificato la morte, sarebbero morte anch'esse per l'esposizione al gas.
Il sistema di illuminazione è tutt'altro che a prova di esplosioni. Ora,
supponendo un'area di 0,83 m per persona, al fine di permettere la
circolazione del gas (il che sarebbe uno spazio già troppo ridotto) un massimo di 94 persone avrebbe potuto trovarsi ogni volta nel locale.
È stato dichiarato, tuttavia, che quel locale poteva contenere più di
600 persone. In questo edificio non esiste la minima prova che esistesse un sistema di ventilazione o di sfogo dei gas. L'unico sistema di ventilazione consisteva in quattro aperture quadrate nel tetto, che evacuavano i gas a meno di un metro da esso. In tal modo era inevitabile che il gas giungesse in vicinanza dell'ospedale delle SS sito al lato opposto della strada.
L'edificio non era sigillato per evitare perdite, e nessuna porta
possedeva guarnizioni per evitare che il gas raggiungesse il crematorio.
Non esisteva, dunque, nessuna maniera di introdurre efficacemente
lo Zyklon-B. Non esisteva nessun sistema di distribuzione del gas.
In conclusione, usare tale locale per effettuare gasazioni sarebbe stato letteralmente un suicidio, in quanto le conseguenze di tale uso sarebbero potute essere solo due: una esplosione, se il gas avesse raggiunto il vicino forno crematorio, od una "semplice" fuga di gas che avrebbero, in entrambi i casi, provocato una strage.
In presenza di un ventilatore, ci sarebbero volute più di 20 ore. È da
dubitare che, senza un ventilatore, il gas avrebbe potuto dissiparsi in una settimana, e questo contraddice il preteso uso della camera a gas per varie gasazioni al giorno.
Anche i crematori II e III non rispondono ai requisiti: non c'è un
sistema di circolazione del gas, né alcun sistema di riscaldamento, né sigillante dentro e fuori.
Nessuna porta negli obitori del crematorio II. Tutte le colonne sono
massicce e piene, e non esiste quindi, nessuna possibilità di introduzione di Zyklon-B attraverso colonne forate, come affermano certe relazioni.
Non esiste nessuna possibilità di spargere efficacemente lo Zyklon-B; a meno di credere che le SS avrebbero pregato gentilmente le vittime di portare i barattoli nella camera e di aprirli dopo la chiusura della porta...
Le aperture del tetto non hanno guarnizioni. La costruzione è in
mattoni, malta cementizia e calcestruzzo.
Anche in questo caso, l'uso di tali installazioni come camere a gas
provocherebbe la morte di chi le facesse funzionare e una esplosione qualora il gas raggiungesse il crematorio.
Le camere dei crematori II e III hanno un'area complessiva di 232 m.
Utilizzando l'approssimazione di 0,83 m per persona, otteniamo 278 persone (a settimana, ovviamente).
I crematori IV e V sono stati demoliti e poi ricostruiti, ma non è stato rinvenuto alcun sigillante nelle fondamenta.
Secondo i racconti, lo Zyklon-B sarebbe stato gettato all'interno da
aperture alle pareti.
In base a tale grottesca ricostruzione dei fatti, ci sarebbe stata una SS equilibrista che, con la maschera sul viso, sarebbe salita su di una scala e avrebbe aperto con una mano la finestra, mentre con l'altra avrebbe gettato lo Zyklon-B.Siamo al ridicolo!!!
Inoltre avrebbe dovuto gentilmente pregare che le vittime non lo
spingessero indietro o che non lo afferrassero e lo tirassero dentro, cosa possibilissima in quanto la finestra era a 1,70 m dal pavimento della supposta camera a gas.
La costruzione era in mattoni e intonaco con pavimento in
calcestruzzo. La presunta camera a gas del crematorio IV era di 127,73 m e, secondo i criteri già esposti, avrebbe potuto gasare, se fosse stata funzionante, 209 persone alla settimana.
Per quel che riguarda la camera a gas del crematorio V, era di 476
m, e avrebbe potuto accogliere tutt'al più 570 persone, con le stesse modalità esposte per le altre camere.
Stando al documento L-022 del Tribunale Militare Internazionale,
1.765.000 persone sarebbero state gassate a Birkenau tra l'aprile 1942 e l'aprile 1944.
Facendo i conti secondo ciò che è stato fin qui esposto, avrebbero
potuto essere gassate, se le camere a gas avessero funzionato al di fuori di ogni logica, approssimativamente 106.000 persone.

Qualcos'altro c'è da dire sui Bunker I e II, detti anche "Casa rossa" e
"Casa bianca".
Queste erano delle case coloniche polacche, e si sa molto poco circa di esse: di queste non rimane altro che la traccia delle fondamenta incluse nel perimetro del campo vicino al confine nord-ovest di Birkenwald.
Addirittura negli anni Settanta le autorità del museo di Auschwitz
avevano smesso di parlarne ed il sito non era né segnalato né visitato.
Anche gli storici di regime non ne hanno parlato né ne parlano tuttora.
Al loro proposito, non si hanno che testimonianze vaghe e
contraddittorie. Solo lo sterminazionista Pressac ne vuole parlare, non riuscendo a dimostrare nulla di concreto.
Lui stesso afferma, infatti, che il Bunker I era privo di apparecchi di
ventilazione, il che la dice lunga sulla possibilità che fosse una camera a gas. Per quel che riguarda il Bunker II, i dati forniti da Pressac, sulla base delle carte conservate a Mosca, concernono l'uso della camera come dispositivo per lo spidocchiamento: non esiste nulla di criminale nei piani di costruzione, e vi partecipavano anche imprese civili.
Infine sono state effettuate dall'ingegner Leuchter delle analisi su
campioni prelevati sulla muratura delle pretese camere a gas.

Scopo di tali analisi è la verifica della presenza di cianuri. I campioni
furono prelevati nelle stesse condizioni di freddo, oscurità ed umidità.
Solo i crematori IV e V differiscono nel fatto che ricevevano luce
solare, e questa luce può accelerare la distruzione del cianuro non
ricombinato.
Il cianuro, infatti, si combina con il ferro contenuto nella malta
cementizia e nei mattoni sotto forma di ossido.
A tale riguardo va detto che l'ossido di ferro viene comunemente
aggiunto all'impasto dei mattoni per abbassare il punto di fusione e
abbattere così i costi di fabbricazione.
Tra l'altro l'ossido di ferro è anche responsabile del tipico color
ruggine dei mattoni.
Il ferro, quindi, reagisce col cianuro anche in quantità esigue dando
luogo al ferrocianuro ferrico, o pigmento blu di Prussia, sostanza di un bel colore azzurro molto intenso.
Questo è un composto molto stabile, ed il test che sfrutta tale reazione è molto conosciuto dai chimici per la sua sensibilità.

Ora, l'analisi chimica ha fatto registrare un contenuto di 1.050
mg/kg di cianuri per il campione di riferimento (prelevato
nell'installazione di disinfestazione di Birkenau) e un contenuto massimo di 7,9 mg/kg per le presunte camere a gas omicide.

Le piccolissime quantità rilevate indicano che in qualche momento
quelle installazioni furono disinfestate con Zyklon-B, così come lo erano tutti gli edifici e le costruzioni in quelle installazioni.
Ci si sarebbe dovuto aspettare il rinvenimento di una quantità più
elevata di cianuro nei campioni presi nelle presunte camere a gas (ciò per la maggior quantità di gas ivi presumibilmente usata) o tutt'al più paragonabile.
Dato che siamo in presenza di dati contrari, non resta che aggiungere anche questa alle altre prove riguardo alla infondatezza dell'esistenza delle camere a gas.
L'unica obiezione fatta a questo riguardo è quella dello
sterminazionista George Wellers: egli infatti afferma che le vittime
avrebbero assorbito nei loro polmoni la maggior parte del gas tossico.
Affermazione peregrina e facilmente smontabile con qualche
semplice calcolo: infatti un uomo adulto di 70 kg in buona salute può introdurre nei polmoni circa 500 centimetri cubici di aria.
Con una inspirazione forzata può arrivare a 2.500 centimetri cubici,
secondo l'Enciclopedia Rizzoli Larousse, volume XII pagina 625, voce Respirazione.

Con una semplice equazione si può calcolare la massa di questa
quantità d'aria; essa oscilla sui 3 grammi, a una temperatura variabile tra 0 e 25 gradi; si può vedere a pagina 655 del volume I dell'Enciclopedia Rizzoli Larousse, voce Aria.
Stando a ciò che è scritto nel manuale "Noxioures gases" di Henderson e Hoggard, edizioni Reinhold, è sufficiente una concentrazione di Zyklon-B pari a 3.000 parti per milione per determinare una morte pressoché istantanea.
Si ottiene che, nei 3 grammi di aria ispirati, si trovino all'incirca
0,009 grammi di acido cianidrico: basta prendere le 3000 parti per
milione, moltiplicarle per 1.000.000 e moltiplicare il risultato per i tre grammi.

Quindi è sufficiente, per uccidere un uomo robusto e in piena salute, l'inalazione di circa 9 milligrammi di composto; ovvero 0,009 grammi.
Ora, ad esempio, lo storico sterminazionista Pressac parla di una
presunta gasazione di 2000 persone nei crematori II e III avvenuta
utilizzando 6 kg di Zyklon-B.
2000 persone possono quindi aver consumato 18 g di acido
cianidrico, ossia lo 0,003 %. Rimane a disposizione il 99,997 %: un
quantitativo più che sufficiente.

Tutti i testimoni cosiddetti oculari affermano, infine, che i cadaveri
avevano uno strano colore. Prendiamo, per brevità, le testimonianze dei testimoni oculari della presunta prima gasazione: i testimoni Banach, Kurant e Weber parlano di cadaveri bluastri.
Il testimone Halgas di cadaveri verdi, il testimone Wolny di cadaveri
blu, il testimone Kula di cadaveri di colore verdognolo, il testimone Kielar di cadaveri blu, quasi viola-nero.
Secondo le testimonianze (cosiddette) oculari avremmo di fronte dei
cadaveri di individui morti per intossicazione da acido cianidrico di un colore che varia dal blu al nero.

Peccato che sull'Enciclopedia della Chimica, Edizioni Scientifiche
Uses voce Cianidrico, Acido; volume III, pagina 386 sia scritto
testualmente :
"Comunque venga assorbito, l'HCN agisce bloccando l'enzima cellulare citocromossidasi, indispensabile alla cellula per utilizzare l'ossigeno.Impedendo a detto enzima il suo ruolo nell'ossidazione della catena dei citocromi, l'HCN si comporta come un reale veleno protoplasmatico. Pertanto il sangue del paziente resta con un carico di ossigeno inutilizzato e il colore della cute diventa rosso per eccesso di ossigeno nel sangue circolante".
Adesso ci verranno a dire che nei campi di concentramento nazisti si diventava anche daltonici!
Queste sono prove scientifiche che provano l'inesistenza delle camere a gas,domani analizzeremo la capacità dei forni crematori di bruciare cadaveri e anche lì le cose non sono come ci vengono raccontate...Tutto questo perchè si deve sapere la verità...Adesso due domande:
1) Come mai hanno dovuto montare tutta questa menzogna? Per nascondere cosa?
2)Coma mai non si può fare un confronto tra storici su questi temi? Come mai agli storici revisionisti si vuole tappare la bocca imponenedo leggi che condannano al carcere chi divulga queste informazioni?
 
Art. di Lara Pastro.
 
 

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