domenica 28 febbraio 2016
giovedì 25 febbraio 2016
venerdì 19 febbraio 2016
L’ANPI DI IMOLA BOICOTTA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU “DONNA RACHELE MUSSOLINI
Testo preso da Facebook .
Mattia Grandi
4 ore fa · Imola ·
..
Grazie a Roberto Mugavero e a Minerva Editore per il costante sostegno
L’ANPI DI IMOLA BOICOTTA LA PRESENTAZIONE DEL LIBRO SU “DONNA RACHELE MUSSOLINI”
Sono passati oltre 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ma per qualcuno sembra (strumentalmente) invece ieri.
Ho letto attonito la notizia (allego l’articolo apparso ieri su Repubblica) che l’ex sindaco di Imola Bruno Solaroli ora a capo dell’ANPI imolese con un comunicato ha posto un chiaro veto alla presentazione del libro edito dalla mia casa editrice su “Donna Rachele Mussolini” e scritto dalla nipote Edda Negri Mussolini e dalla giornalista romana Emma Moriconi.
Ho letto le assurde motivazioni che mi hanno fatto guardare immediatamente incredulo al calendario di casa per vedere se vivo nel 2016 o nel ’48.
Ma possibile che ci siano ancora persone che vedono (senza aver letto di certo il libro) complotti e sovversioni dentro le pagine di un volume che narra in modo intimo la vita di una donna che si chiama Rachele Guidi Mussolini, convenzionalmente per gli italiani “Donna Rachele Mussolini”.
Avevamo fissato una presentazione in un locale di Imola per la sera del prossimo 26 febbraio e ora l’ANPI imolese grida allo scandalo mettendo negli organizzatori un tal terrore che hanno ovviamente “abdicato” alla serata.
Mi domando a questo punto se il Sig. Solaroli e l’ANPI di Imola hanno letto il libro?
Se lo avessero fatto, avrebbero visto che non è una apologia del fascismo, ma la dettagliata storia di una donna e di una famiglia.
Lo sanno all'ANPI di Imola che in soli 4 mesi dalla sua uscita sono state organizzate fra quelle fatte e quelle già programmate una cinquantina di presentazioni in Italia e che il libro ha fatto quindi già 2 edizioni visto il suo grande successo di pubblico?
Sanno all’ANPI di Imola che queste presentazioni sono state fatte non da circoli di “fanatici della destra estrema”, ma praticamente da tutto l’arco costituzionale: Comuni governati dal centrosinistra come da quelli governati dal centrodestra e da associazioni culturali non politicizzate. E tutte le serate hanno portato tantissima gente per sentire la storia di una donna e della sua famiglia tra tante curiosità, inediti e anche del dolore che quella famiglia ha comunque anch'essa patito pesantemente.
L’ANPI imolese sa che le stesse autrici hanno sempre preteso che “non fossero presentazioni a fine politico/elettorale con la presenza di loghi di partito” proprio perché non amano le strumentalizzazioni di una storia come questa?
Al Sig. Solaroli e all’ANPI imolese tutto ciò invece non importa.
Importa solo ciò che a loro fa comodo, coprirsi dietro alla medaglia d’oro data alla città di Imola (qualcuno la voleva togliere?) e a una arzigogolata teoria di revisionismo (termine trito e antistorico anche per gli storici stessi). La storia - a prescindere da questo libro - è naturalmente sempre sotto esame e deve essere corretta se vi sono stati fatti degli errori. Lo dobbiamo alle nuove generazioni e alle nostre coscienze.
E cosa pretendono ora l’ANPI che tutto finisca così? Mettendo paura a chi doveva ospitare la serata (persone civili e aperte alla storia e alla cultura in quanto tale e non di certo al fanatismo) in città?
Il Sig. Solaroli si sbaglia di grosso, perché se potremo troveremo un altro luogo dove effettuare la presentazione. Se qualcuno ci aiuterà in tutto questo ve ne saremo grati fin d’ora!
Non bisogna aver paura di un libro! I libri si fanno leggere e non uccidono nessuno.
I libri lasciano il “libero pensiero” e non impongono nulla!
I libri raccontano storie di uomini e di donne che meritano pari dignità.
La mia casa editrice non si può poi certo tacciare (non l’hanno per fortuna fatto) di essere “di parte”. La Minerva edita i libri che ritiene meritevoli e se lo sono, possono raccontare storie di Destra come di Centro e di Sinistra senza che a noi destino scandalo.
O fior di amici di Sinistra, di Centro e di Destra che apprezzo e rispetto come so che la medesima cosa vale per loro.
A Imola invece NO. Non si può parlare della vita e delle tragedie legate a Donna Rachele Guidi Mussolini. Una donna romagnola che ha lottato con tutte le sue forze per difendere la sua famiglia e la sua stessa vita e non ha mai voluto cedere alla politica e al denaro.
Donna Rachele è morta che non possedeva palazzi, ville e conti in banca a 6 zeri.
Donna Rachele è stata aiutata anche dal prete del suo paese per andare avanti.
Donna Rachele ha patito la morte prematura di due dei suoi 5 figli.
Donna Rachele ha amato suo marito Benito Mussolini come fa una moglie e più di una volta (il libro lo racconta molto bene) lo ha anche redarguito e richiamato all’ordine, sapendo quali fossero i veri bisogni degli italiani. E lui, Benito Mussolini l'ha sempre ascoltata.
Nessuno dice che gli italiani non abbiano patito e sofferto durante la guerra. Vi sono stati tanti e troppi dolori da ambo le parti che sarebbe ora di sanare e guardare con fiducia avanti.
Invece no, per l’ANPI di Imola il libro su “Donna Rachele Mussolini” non si deve presentare perché corrisponde praticamente al Demonio!
Cosa facciamo? Lo dobbiamo bruciare? C’è già stato chi bruciava i libri e non è finito bene.
Le autrici poi… Una non va bene perché porta da prima nipote il cognome Mussolini.
La seconda pure perché scrive su “Il Giornale d’Italia”.
Gravi colpe per queste due donne che ho conosciuto un anno fa e che si sono dimostrate non solo con me, ma in tutte le presentazioni pubbliche (l’ultima solo ieri sera a Terracina davanti a oltre 100 persone) con estrema educazione e correttezza. Donne alle quali va la mia sincera stima e amicizia. Quella stessa stima e amicizia che hanno trovato ovunque in Italia durante questo tour che non sente la stanchezza.
Invito quindi il Sig. Solaroli e l’ANPI di Imola a ripensare alle parole spese, a ritirare il proprio comunicato e se vogliono ad assistere alla presentazione, dove potranno constatare in prima persona la bontà di quanto qui ho raccontato.
Non si aiuta il futuro della nostra Italia creando “fantasmi” dove non ci sono.
Nel frattempo abbiamo però la necessità - come dicevo - di trovare un nuovo locale ad Imola dove presentare il libro. Se qualcuno ci può aiutare ad andare oltre a questo “delirio” e a trovare casa a “Donna Rachele” noi siamo qui.
Fin d’ora, grazie!!!
Un libro su donna Rachele presentato nel Bolognese: l'Anpi in rivolta
L’Anpi non vuole ricordare gli italiani infoibati da Tito. Ecco perché
giovedì 18 febbraio 2016
Ecco perchè io gay orgogliosamente di destra, dico no alla Cirinnà
POPOLO DI DESTRA RIPRENDI IN MANO ILTUO DESTINO E QUELLO DELL’ITALIA !
mercoledì 17 febbraio 2016
ATTENTI AL CANONE.
RENDERE TUTTI POVERI PER “GOVERNARE” MEGLIO
martedì 16 febbraio 2016
Si chiama "La Ducevita" ed è un documentario interattivo
lunedì 15 febbraio 2016
NON E’ LA FINE DELLA CHIESA …MA DELL’ITALIA !
domenica 14 febbraio 2016
“Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura”
sabato 13 febbraio 2016
NON SPARATE al rapinatore che vi entra in casa, magari vuole solo una "MELA"!!!
Quello che non deve capitare è che lo Stato stia dalla loro parte e si accanisca contro chi è costretto, proprio per le lacune e l'incapacità dello Stato stesso, a difendersi da solo.
Credo che sia tempo di dire basta con questi politicanti, questi hanno distrutto una nazione.
Compagniucci di merende .....!!!
La Mussolini e la Concia. La prima parla, la seconda se ne va
La notizia viene riportata dal sito dell’Unità in modo alquanto bizzarro. Secondo il giornale dei comunisti italiani, Paola Concia sarebbe stata provocata, mentre è stata lei che, messa in imbarazzo dalla Mussolini, e non riuscendo ad argomentare, le ha detto “Stai zitta” e poi ha abbandonato lo studio. LA7 Scontro sull’utero in affitto tra Alessandra Mussolini e Paola Concia, quest’ultima si alza e lascia lo studio. Mussolini:’ Sono veramente preoccupata, appena parlo la gente se ne va’ Questa volta un'applauso Alessandra Parole sante qualcosa in lei del nonno è rimasto .
CANONE RAI , FESTIVAL DI SANREMO E DDL CIRINNA’
venerdì 12 febbraio 2016
Non se ne parla: migliaia di denunce di cittadini contro governo per ist...
L’istigazione al suicidio è un reato. Si può trovare nell’articolo 580 del codice penale. Per questo tutti gli italiani che si trovano allo stremo, per le varie problematiche che negli anni stanno aumentando, si sono scagliati contro lo stato. Precari, disoccupati, esodati e tutti coloro che si trovano a vivere giorno per giorno non vedendo un futuro si sono scagliati contro questo stato che non riesce a garantire più nulla, ma richiede a tutti l’impossibile, sbattendo per strada chi non riesce a pagare un debito, che non è stato creato da lui. In questo momento le querele contro il governo hanno superato le 15mila e sono state depositate, questa è una grandissima impennata, ma i TG nazionali non ne hanno mai parlato. Quale sarà il motivo? L’unico TG che ha menzionato questa notizia è quello di una nota emittente pugliese. Guardando questo video capirete meglio di cosa stiamo parlando. I magistrati passeranno in rassegna tutte le querele per vedere se vi sono i requisiti per iniziare un’indagine. Questo video hanno provato a censurarlo più volte, ma noi lo ricondividiamo… CONDIVIDILO ANCHE TU, OVUNQUE, FALLO GIRARE IL PIU’ POSSIBILE.
LA RIVOLTA IDEALE di ALFREDO ORIANI.
La sintesi del mio "invito alla lettura", con cui si apre la nuove edizione limitata (212, pag, 17 euro, per sole 250 copie) de LA RIVOLTA IDEALE di ALFREDO ORIANI. Potete contattati qui per l'acquisto.
Di Massimiliano Mazzanti.
lunedì 8 febbraio 2016
LA “COMMISSIONE EUROPEA”
Art. Camerata
Marco Affatigato.
Oggi vi scriverò circa la “politica interna” all’Unione Europea per la semplice ragione che questa politica è a molti di voi del tutto oscura. Essa procede in parte per trattative dirette fra le parti forti: alcuni Stati, alcuni complessi industriali, quelle strane figure che sono i Commissari Europei, ministri di un Governo che non risponde a nessuno, la discreta ma potentissima alta burocrazia europea, che si perpetua per cooptazione ed è l'anima, se volete l'anima nera, del mostro di Bruxelles che tutti noi chiamiamo: Commissione Europea. La “politica interna” europea in buona parte è condotta direttamente dalla Commissione Europea. Questo organismo va se non proprio distrutto ridimensionato, privato di fondi e di poteri, e riportata sotto il controllo degli elettori. Questa Unione Europea controllata dalla Commssione Europea serve per distruggere le Nazioni ed i popoli dell’Europa. Non lo dico ! Lo hanno scritto i suoi “padri fondatori” e se volete lo potete leggere da voi stessi , sono giusto tre o quattro paginette :
http://www.italialibri.net/contributi/0407-1.html.
L'aspetto più interessante e più occultato di qusto appello è proprio la seconda parte, in cui si spiega in sostanza che la futura Europa servirà a distruggere le Nazioni e i suoi popoli, che probabilmente resisteranno e potrebbero convincere l'elettorato. Dunque l'Europa del “Manifesto di Ventotene” dovrà nascere da una rivoluzione in forma di dittatura allo scopo di fare il socialismo, anche se naturalmente non proprio quello che vorrebbero i comunisti, e che solo così in futuro, sconfitti i reazionari antieuropeisti, si apriranno i veri “spazi democratici e forme di libertà più elevate” . Ma questo è stato ed è il discorso con cui si sono fondate e si fondano tutte le dittature di sinistra.
Le cose per fortuna non sono andate così velocemente come volevano Spinelli e Rossi. Alla fine della II^ Guerra Mondiale non c'è stata quella “rivoluzione europea” e neanche la “costruzione del socialismo reale” , almeno in questa parte occidentale del continente Europa. La Gran Bretagna e in parte la Francia come anche la Spagna hanno saputo opporsi. L’Italia è rimasta , come d’abitudine con un piede su due staffe con l’asse PCI-URSS e DC-USA. E così ci sono stati risparmiati i lutti e l'oppressione vissuta nell’Est del continente Europa. Ma l'idea che gli Stati europei andassero sostituiti con “istituzioni continentali” ha camminato per conto suo e con essa quella che il compito fondamentale di queste istituzioni non fosse di coordinare le politiche nazionali, di favorire la pace e lo sviluppo economico collettivo, ma la fondazione di un “superstato” che spiantasse le Nazioni e rifondasse completamente la civiltà europea, che piacesse o meno agli europei.
Ed è con questa idea che “i padri” dell’Unione Europea, non solo quelli italiani, hanno dato vita alla Commissione Europea, organo burocratico-amministrativo che vede volentieri ogni occasione di intervento nel funzionamento degli Stati e negli ultimi anni cerca di modificarne la demografia favorendo l'immigrazione. Non occorre essere “complottasti” per vedere che l'attuale crisi, l'ondata migratoria con cui abbiamo a che fare è stata provocata dalle politiche di apertura dell'Unione Europea e non viceversa; che l'Unione Europea favorisce un rapporto con le masse islamiche non solo per un malinteso senso di giustizia storica anticolonialista, ma proprio per modificare e possibilmente distruggere le identità nazionali, come strumento di quell'internazionalismo, che viene presentato come valore supremo nel manifesto di Ventotene: lo stesso valore, soprattutto se accostato, com'è nel testo, al “socialismo” e al “proletariato”, che era l'ideologia della vecchia Unione Sovietica. E’ la via al “socialismo reale” , al communitarismo.
Ed è per questa ragione che l'Unione Europea della Commissione Europea è nemica degli “identitari” perché difendono l’identità nazionale, la cultura propria europea. Ora essa si trova alla svolta decisiva, perché è riuscita a incidere pesantemente sulla demografia del nostro continente contro l'evidente volontà dei suoi cittadini. Se le cose nelle istituzioni europee andassero normalmente, il gruppo che la regge dovrebbe essere sostituito e le sue politiche rovesciate. Ma l'Europa della Commissione Europea è sostanzialmente una dittatura, benché ancora morbida. Le sue politiche non sono soggette davvero alla volontà dell'elettorato. E dunque c'è chi cerca di forzare la situazione, chiedendo “più Unione Europa”, cioè più immigrazione, più interferenze negli Stati nazionali finanche a sostituirsi ad essi.
E' necessario quindi resistere a questa tendenza e spiegare a tutti che questa Europa della Commissione Europea , questa Europa dei vari Boldrini e di tanti altri è la strada della distruzione delle nostre libertà, della nostra cultura, della nostra identità.
Marco Affatigato.
Oggi vi scriverò circa la “politica interna” all’Unione Europea per la semplice ragione che questa politica è a molti di voi del tutto oscura. Essa procede in parte per trattative dirette fra le parti forti: alcuni Stati, alcuni complessi industriali, quelle strane figure che sono i Commissari Europei, ministri di un Governo che non risponde a nessuno, la discreta ma potentissima alta burocrazia europea, che si perpetua per cooptazione ed è l'anima, se volete l'anima nera, del mostro di Bruxelles che tutti noi chiamiamo: Commissione Europea. La “politica interna” europea in buona parte è condotta direttamente dalla Commissione Europea. Questo organismo va se non proprio distrutto ridimensionato, privato di fondi e di poteri, e riportata sotto il controllo degli elettori. Questa Unione Europea controllata dalla Commssione Europea serve per distruggere le Nazioni ed i popoli dell’Europa. Non lo dico ! Lo hanno scritto i suoi “padri fondatori” e se volete lo potete leggere da voi stessi , sono giusto tre o quattro paginette :
http://www.italialibri.net/contributi/0407-1.html.
L'aspetto più interessante e più occultato di qusto appello è proprio la seconda parte, in cui si spiega in sostanza che la futura Europa servirà a distruggere le Nazioni e i suoi popoli, che probabilmente resisteranno e potrebbero convincere l'elettorato. Dunque l'Europa del “Manifesto di Ventotene” dovrà nascere da una rivoluzione in forma di dittatura allo scopo di fare il socialismo, anche se naturalmente non proprio quello che vorrebbero i comunisti, e che solo così in futuro, sconfitti i reazionari antieuropeisti, si apriranno i veri “spazi democratici e forme di libertà più elevate” . Ma questo è stato ed è il discorso con cui si sono fondate e si fondano tutte le dittature di sinistra.
Le cose per fortuna non sono andate così velocemente come volevano Spinelli e Rossi. Alla fine della II^ Guerra Mondiale non c'è stata quella “rivoluzione europea” e neanche la “costruzione del socialismo reale” , almeno in questa parte occidentale del continente Europa. La Gran Bretagna e in parte la Francia come anche la Spagna hanno saputo opporsi. L’Italia è rimasta , come d’abitudine con un piede su due staffe con l’asse PCI-URSS e DC-USA. E così ci sono stati risparmiati i lutti e l'oppressione vissuta nell’Est del continente Europa. Ma l'idea che gli Stati europei andassero sostituiti con “istituzioni continentali” ha camminato per conto suo e con essa quella che il compito fondamentale di queste istituzioni non fosse di coordinare le politiche nazionali, di favorire la pace e lo sviluppo economico collettivo, ma la fondazione di un “superstato” che spiantasse le Nazioni e rifondasse completamente la civiltà europea, che piacesse o meno agli europei.
Ed è con questa idea che “i padri” dell’Unione Europea, non solo quelli italiani, hanno dato vita alla Commissione Europea, organo burocratico-amministrativo che vede volentieri ogni occasione di intervento nel funzionamento degli Stati e negli ultimi anni cerca di modificarne la demografia favorendo l'immigrazione. Non occorre essere “complottasti” per vedere che l'attuale crisi, l'ondata migratoria con cui abbiamo a che fare è stata provocata dalle politiche di apertura dell'Unione Europea e non viceversa; che l'Unione Europea favorisce un rapporto con le masse islamiche non solo per un malinteso senso di giustizia storica anticolonialista, ma proprio per modificare e possibilmente distruggere le identità nazionali, come strumento di quell'internazionalismo, che viene presentato come valore supremo nel manifesto di Ventotene: lo stesso valore, soprattutto se accostato, com'è nel testo, al “socialismo” e al “proletariato”, che era l'ideologia della vecchia Unione Sovietica. E’ la via al “socialismo reale” , al communitarismo.
Ed è per questa ragione che l'Unione Europea della Commissione Europea è nemica degli “identitari” perché difendono l’identità nazionale, la cultura propria europea. Ora essa si trova alla svolta decisiva, perché è riuscita a incidere pesantemente sulla demografia del nostro continente contro l'evidente volontà dei suoi cittadini. Se le cose nelle istituzioni europee andassero normalmente, il gruppo che la regge dovrebbe essere sostituito e le sue politiche rovesciate. Ma l'Europa della Commissione Europea è sostanzialmente una dittatura, benché ancora morbida. Le sue politiche non sono soggette davvero alla volontà dell'elettorato. E dunque c'è chi cerca di forzare la situazione, chiedendo “più Unione Europa”, cioè più immigrazione, più interferenze negli Stati nazionali finanche a sostituirsi ad essi.
E' necessario quindi resistere a questa tendenza e spiegare a tutti che questa Europa della Commissione Europea , questa Europa dei vari Boldrini e di tanti altri è la strada della distruzione delle nostre libertà, della nostra cultura, della nostra identità.
domenica 7 febbraio 2016
Foibe 10 Febbraio.
Brano dedicato alla tragedia delle Foibe, unitamente a quella dell'Esodo Giuliano - Dalmata. "Italiani clandestini in Italia"
Onore ai caduti!
"Colpevoli di essere italiani. E per questo assassinati e poi dimenticati, ignorati, cancellati dalla storia: Ma l'identità di un popolo e di una nazione nata in trincea non si cancella col sangue, né con le censure sui libri di storia.
MA DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO SENZA AVER FINITO DI PENSARE ?
Art. Camerata
Marco Affatigato.
Come scritto in un precedente post , di qualche giorno fa: “Spesso il nostro pensiero si ferma alla superficie delle cose, senza fare lo sforzo di andare un po' più sotto per cogliere la complessità. Ci si ferma alle risposte immediate, senza lasciare che esse generino altre domande di vitale importanza.”
“Detestava le persone che parlano senza aver finito di pensare, dunque detestava quasi tutta l’umanità” , diceva Thomas Bernhard. Spesso il nostro pensiero non riesce a cogliere la realtà nel suo complesso, nella sua magmatica poliedricità. Magari per pigrizia o sfiniti dall’abitudine, ci fermiamo alle risposte confezionate o a quelle che diamo per scontate. Non indaghiamo in profondità, perché la ricerca comporta un impegno e una capacità di analisi che non siamo più in grado di sostenere o non vogliamo più “ricercare”. D’altronde c’è così tanto da fare per sopravvivere, che non si ha mai il tempo per riflettere. Resta più comodo prendere in prestito i pensieri, o comprare i pensieri che “gli altri” , i professionisti della politica ed i loro lacché attraverso giornali e radio televisioni ci danno a buon mercato. Pensieri che non diventano più ma che sono spesso incubi. Ma a noi che importa? Tanto domani è un altro giorno, e si edrà …per oggi abbiam mangiato e forse domani sarà il giorno buono. Quello della svolta. Quello in cui riusciremo finalmente a scalare la piramide sociale per fissarci al vertice e dominare finalmente. Dominare. Questo è l’obiettivo.
E potrei continuare con altre contraddizioni del nostro sentire comune, come per esempio lo “stato sociale”. Chi potrebbe mettere in dubbio la sua valenza positiva? Chi vorrebbe tornare indietro a un’epoca che non lo aveva ancora neppure pensato? Eppure tutti ci lamentiamo della odierna mancanza di solidarietà. Dell’individualismo sfrenato. Dei legami sociali distrutti. Ma non è forse questa una lampante contraddizione? Una contraddizione pari solo all’altra grande contraddizione di quando ci lamentiamo di essere troppo consumisti e, al tempo stesso, affidiamo al “far ripartire i consumi” tutte le nostre speranze. Lo stato sociale è nemico della solidarietà. Ivan Illich diceva : “La sirena di un’ambulanza udita per la prima volta in un paese che non ne aveva, distrugge il legame sociale”. Superfluo forse aggiungere qualcosa a una così lampante evidenza: se c’è uno Stato che provvede a un tuo bisogno, io sono esentato dal venirti in aiuto. Se stai male, non è compito mio portarti in ospedale: c’è l’ambulanza, che per di più è accessoriata per ogni evenienza. Inoltre, rispetto agli anni ’70, nei quali Illich scrive “Nemesi medica” (da cui la citazione), oggi la situazione è ulteriormente cambiata (aggravata?): io non sono più esentato dal venirti in aiuto, ma spesso ne sono impossibilitato per legge. Se ti soccorro, devo stare attento a non compiere qualcosa al di fuori del protocollo legale, oppure rischio seriamente una denuncia penale, un processo ed anche il carcere e poi il risarcimento del danno “civile” e “sociale”.
Se ci si ferma un attimo a pensare , a riflettere, si vede bene come sia tutta una questione di orizzonte, di visione del mondo (qualcuno, come me, la chiamerebbe weltanschauung ) . Dal momento che un’azione, un fatto, un evento sono di per se stessi neutri. Solo lo scopo li qualifica. Perché è in virtù di un certo scopo che l’azione o un dato fatto sono proprio quell’azione e quel fatto. Solidarietà, equità, sostenibilità ambientale, dignità umana e giustizia sociale. Una lista di parole per un mondo di pensieri che sono i punti fondanti del “bene comune”.Un sistema di valori che promuovono il bene comune e si pone l’obiettivo di conciliare l’ambizione al profitto delle aziende ad una condotta che contribuisca al bene della collettività.
“Teniamo in serbo le nostre domande perché noi stessi ne abbiamo paura, poi ad un tratto è troppo tardi per porle. Vogliamo lasciare in pace l’interrogato, non vogliamo ferirlo profondamente perché vogliamo lasciare in pace noi stessi e non ferirci profondamente. Rimandiamo le domande decisive
e facciamo senza posa domande ridicole, inutili e meschine, e quando facciamo le domande decisive è ormai troppo tardi”, diceva sempre Thomas Bernhard.
Marco Affatigato.
Come scritto in un precedente post , di qualche giorno fa: “Spesso il nostro pensiero si ferma alla superficie delle cose, senza fare lo sforzo di andare un po' più sotto per cogliere la complessità. Ci si ferma alle risposte immediate, senza lasciare che esse generino altre domande di vitale importanza.”
“Detestava le persone che parlano senza aver finito di pensare, dunque detestava quasi tutta l’umanità” , diceva Thomas Bernhard. Spesso il nostro pensiero non riesce a cogliere la realtà nel suo complesso, nella sua magmatica poliedricità. Magari per pigrizia o sfiniti dall’abitudine, ci fermiamo alle risposte confezionate o a quelle che diamo per scontate. Non indaghiamo in profondità, perché la ricerca comporta un impegno e una capacità di analisi che non siamo più in grado di sostenere o non vogliamo più “ricercare”. D’altronde c’è così tanto da fare per sopravvivere, che non si ha mai il tempo per riflettere. Resta più comodo prendere in prestito i pensieri, o comprare i pensieri che “gli altri” , i professionisti della politica ed i loro lacché attraverso giornali e radio televisioni ci danno a buon mercato. Pensieri che non diventano più ma che sono spesso incubi. Ma a noi che importa? Tanto domani è un altro giorno, e si edrà …per oggi abbiam mangiato e forse domani sarà il giorno buono. Quello della svolta. Quello in cui riusciremo finalmente a scalare la piramide sociale per fissarci al vertice e dominare finalmente. Dominare. Questo è l’obiettivo.
E potrei continuare con altre contraddizioni del nostro sentire comune, come per esempio lo “stato sociale”. Chi potrebbe mettere in dubbio la sua valenza positiva? Chi vorrebbe tornare indietro a un’epoca che non lo aveva ancora neppure pensato? Eppure tutti ci lamentiamo della odierna mancanza di solidarietà. Dell’individualismo sfrenato. Dei legami sociali distrutti. Ma non è forse questa una lampante contraddizione? Una contraddizione pari solo all’altra grande contraddizione di quando ci lamentiamo di essere troppo consumisti e, al tempo stesso, affidiamo al “far ripartire i consumi” tutte le nostre speranze. Lo stato sociale è nemico della solidarietà. Ivan Illich diceva : “La sirena di un’ambulanza udita per la prima volta in un paese che non ne aveva, distrugge il legame sociale”. Superfluo forse aggiungere qualcosa a una così lampante evidenza: se c’è uno Stato che provvede a un tuo bisogno, io sono esentato dal venirti in aiuto. Se stai male, non è compito mio portarti in ospedale: c’è l’ambulanza, che per di più è accessoriata per ogni evenienza. Inoltre, rispetto agli anni ’70, nei quali Illich scrive “Nemesi medica” (da cui la citazione), oggi la situazione è ulteriormente cambiata (aggravata?): io non sono più esentato dal venirti in aiuto, ma spesso ne sono impossibilitato per legge. Se ti soccorro, devo stare attento a non compiere qualcosa al di fuori del protocollo legale, oppure rischio seriamente una denuncia penale, un processo ed anche il carcere e poi il risarcimento del danno “civile” e “sociale”.
Se ci si ferma un attimo a pensare , a riflettere, si vede bene come sia tutta una questione di orizzonte, di visione del mondo (qualcuno, come me, la chiamerebbe weltanschauung ) . Dal momento che un’azione, un fatto, un evento sono di per se stessi neutri. Solo lo scopo li qualifica. Perché è in virtù di un certo scopo che l’azione o un dato fatto sono proprio quell’azione e quel fatto. Solidarietà, equità, sostenibilità ambientale, dignità umana e giustizia sociale. Una lista di parole per un mondo di pensieri che sono i punti fondanti del “bene comune”.Un sistema di valori che promuovono il bene comune e si pone l’obiettivo di conciliare l’ambizione al profitto delle aziende ad una condotta che contribuisca al bene della collettività.
“Teniamo in serbo le nostre domande perché noi stessi ne abbiamo paura, poi ad un tratto è troppo tardi per porle. Vogliamo lasciare in pace l’interrogato, non vogliamo ferirlo profondamente perché vogliamo lasciare in pace noi stessi e non ferirci profondamente. Rimandiamo le domande decisive
e facciamo senza posa domande ridicole, inutili e meschine, e quando facciamo le domande decisive è ormai troppo tardi”, diceva sempre Thomas Bernhard.
sabato 6 febbraio 2016
IL CALIFFATO ISLAMICO .
Art. Camerata
Marco Affatigato.
IL CALIFFATO ISLAMICO (ISIS O DAECH CHE LO SI VOGLIA CHIAMARE) DA IERI E’ ACCUSATO DAL PARLAMENTO EUROPEO DI GENOCIDIO E CON QUELLA RISOLUZIONE IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AGLI STATI DI TRADURRE IN GIUSTIZIA TUTTI COLORO CHE LO FAVORISCONO.
COMINCIAMO DAI CONTI DEL CALIFFATO ISLAMICO
Visto che il Parlamento Europeo chiede agli Stati di applicare la risoluzione , quindi anche all'Italia , nei confronti del Califfato Islamico adesso come la mettiamo con Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Turchia, Fratelli Musulmani , ecc. ecc che finanziano e organizzano e sostengono il Califfato Islamico ? In Italia confischiamo tutti i loro averi ? Chiudiamo le loro sedi diplomatiche e non ? In Lombardia , a Milano, chiudiamo la sede ei Fratelli Musulmani ? In Italia chiudiamo tutte le moschee salafite ?
Per il 2013 e il 2014 le “donazioni private” procurate al Califfato Islamico in provenienza dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Koweit s’ammontano ad oltre 40milioni di dollari statunitensi....
Il Center for Strategic and International Studies di Washington, su domanda del Congresso americano (aprile 2015) , ha calcolato a più di 40 milioni di dollari statunitensi, per il 2013 ed il 2014, l’ammontare delle donazioni private procurate al Califfato Islamico provenienti dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Kuwait. Nello stesso rapporto viene indicato che la Lega Islmica Mondiale finanzia a colpi di miliardi di dollari statunitensi (e questo in totale opacità) i jihadisti , nostri nemici.
Marco Affatigato.
IL CALIFFATO ISLAMICO (ISIS O DAECH CHE LO SI VOGLIA CHIAMARE) DA IERI E’ ACCUSATO DAL PARLAMENTO EUROPEO DI GENOCIDIO E CON QUELLA RISOLUZIONE IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AGLI STATI DI TRADURRE IN GIUSTIZIA TUTTI COLORO CHE LO FAVORISCONO.
COMINCIAMO DAI CONTI DEL CALIFFATO ISLAMICO
Visto che il Parlamento Europeo chiede agli Stati di applicare la risoluzione , quindi anche all'Italia , nei confronti del Califfato Islamico adesso come la mettiamo con Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Turchia, Fratelli Musulmani , ecc. ecc che finanziano e organizzano e sostengono il Califfato Islamico ? In Italia confischiamo tutti i loro averi ? Chiudiamo le loro sedi diplomatiche e non ? In Lombardia , a Milano, chiudiamo la sede ei Fratelli Musulmani ? In Italia chiudiamo tutte le moschee salafite ?
Per il 2013 e il 2014 le “donazioni private” procurate al Califfato Islamico in provenienza dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Koweit s’ammontano ad oltre 40milioni di dollari statunitensi....
Il Center for Strategic and International Studies di Washington, su domanda del Congresso americano (aprile 2015) , ha calcolato a più di 40 milioni di dollari statunitensi, per il 2013 ed il 2014, l’ammontare delle donazioni private procurate al Califfato Islamico provenienti dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Kuwait. Nello stesso rapporto viene indicato che la Lega Islmica Mondiale finanzia a colpi di miliardi di dollari statunitensi (e questo in totale opacità) i jihadisti , nostri nemici.
Allora , innanzi all’accusa di genocidio portata dal Parlamento Europeo nei confronti del Califfato Islamico , la questione che si pone è una sola : l’Italia cosa intende fare ? Continuare a spendere miliardi di euro partecipando ai bombardamenti della “coalizione occidentale” , che non servono altro che a spostare il problema verso altri territori , come possiamo constatare in questi giorni con la Libia, la Tunisia e domani in altri paesi del Maghreb e dell’Africa sub sahariana oppure…colpire al cuore il Califfato Islamico blocandogli tutti gli afflussi di denaro ? e isolandolo con la messa all’indice dei suoi “alleati” : Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati, Lega Islamica mondiale, Fratellanza Musulmana bloccando i loro beni sul nostro territorio ? Non ci sarebbe “misura più efficace” , a nostra disposizione, per obbligare questi paesi arabi non tanto a combattere contro lo Stato Islamico – che non faranno mai ufficialmente – ma ad impedire che facciano pervenire loro fondi economici per proseguire la guerra contro l’Occidente. Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono : blocco dei conti bancari , blocco dei fondi, dei beni , embargo, ecc. Mezzi che sono già stati imiegat , per esempio, contro l’Iran (prima dello sdoganamento statunitense) e contro la Russia e altri paesi fra i quali la Siria di al-Assad e altre ragioni ben meno evidenti di queste stragi di civili, questi massacri che quotidianamente fa lo Stato Islamico.
Siamo in guerra ! Una guerra che ci ha dichiarato lo Stato Islamico. Una guerra in cui decine e decine e decine ma che dico centinaia e centinaia e centinaia di migliaia di vittime innocenti sono state sacrificate sul terreno laddove si svolge . E non è “accogliendo” delle centinaia di migliaia di fuggiaschi che li salveremo . Al contrario, noi moriremo con loro .
Ed allora poichè siamo in guerra ….vinciamola questa guerra, vinciamola con degli atti e non a parole !!
Siamo in guerra ! Una guerra che ci ha dichiarato lo Stato Islamico. Una guerra in cui decine e decine e decine ma che dico centinaia e centinaia e centinaia di migliaia di vittime innocenti sono state sacrificate sul terreno laddove si svolge . E non è “accogliendo” delle centinaia di migliaia di fuggiaschi che li salveremo . Al contrario, noi moriremo con loro .
Ed allora poichè siamo in guerra ….vinciamola questa guerra, vinciamola con degli atti e non a parole !!
Iscriviti a:
Post (Atom)