venerdì 12 febbraio 2016
Non se ne parla: migliaia di denunce di cittadini contro governo per ist...
L’istigazione al suicidio è un reato. Si può trovare nell’articolo 580 del codice penale. Per questo tutti gli italiani che si trovano allo stremo, per le varie problematiche che negli anni stanno aumentando, si sono scagliati contro lo stato. Precari, disoccupati, esodati e tutti coloro che si trovano a vivere giorno per giorno non vedendo un futuro si sono scagliati contro questo stato che non riesce a garantire più nulla, ma richiede a tutti l’impossibile, sbattendo per strada chi non riesce a pagare un debito, che non è stato creato da lui. In questo momento le querele contro il governo hanno superato le 15mila e sono state depositate, questa è una grandissima impennata, ma i TG nazionali non ne hanno mai parlato. Quale sarà il motivo? L’unico TG che ha menzionato questa notizia è quello di una nota emittente pugliese. Guardando questo video capirete meglio di cosa stiamo parlando. I magistrati passeranno in rassegna tutte le querele per vedere se vi sono i requisiti per iniziare un’indagine. Questo video hanno provato a censurarlo più volte, ma noi lo ricondividiamo… CONDIVIDILO ANCHE TU, OVUNQUE, FALLO GIRARE IL PIU’ POSSIBILE.
RIVOLTA IDEALE, di ALFREDO ORIANI.
La prefazione che Benito Mussolini scrisse per diffondere tra le nuove generazioni RIVOLTA IDEALE, di ALFREDO ORIANI. La nostra nuova edizione è disponibile, nella consueta tiratura limitata di 250 copie. Potete Ordinarlo qui (212 pag., 17 euro + 3 di s.s in raccomandata.
Pubblicato da Massimiliano Mazzanti su Giovedì 11 febbraio 2016
LA RIVOLTA IDEALE di ALFREDO ORIANI.
La sintesi del mio "invito alla lettura", con cui si apre la nuove edizione limitata (212, pag, 17 euro, per sole 250 copie) de LA RIVOLTA IDEALE di ALFREDO ORIANI. Potete contattati qui per l'acquisto
Pubblicato da Massimiliano Mazzanti su Giovedì 11 febbraio 2016
lunedì 8 febbraio 2016
LA “COMMISSIONE EUROPEA”
Art. Camerata
Marco Affatigato.
Oggi vi scriverò circa la “politica interna” all’Unione Europea per la semplice ragione che questa politica è a molti di voi del tutto oscura. Essa procede in parte per trattative dirette fra le parti forti: alcuni Stati, alcuni complessi industriali, quelle strane figure che sono i Commissari Europei, ministri di un Governo che non risponde a nessuno, la discreta ma potentissima alta burocrazia europea, che si perpetua per cooptazione ed è l'anima, se volete l'anima nera, del mostro di Bruxelles che tutti noi chiamiamo: Commissione Europea. La “politica interna” europea in buona parte è condotta direttamente dalla Commissione Europea. Questo organismo va se non proprio distrutto ridimensionato, privato di fondi e di poteri, e riportata sotto il controllo degli elettori. Questa Unione Europea controllata dalla Commssione Europea serve per distruggere le Nazioni ed i popoli dell’Europa. Non lo dico ! Lo hanno scritto i suoi “padri fondatori” e se volete lo potete leggere da voi stessi , sono giusto tre o quattro paginette :
http://www.italialibri.net/contributi/0407-1.html.
L'aspetto più interessante e più occultato di qusto appello è proprio la seconda parte, in cui si spiega in sostanza che la futura Europa servirà a distruggere le Nazioni e i suoi popoli, che probabilmente resisteranno e potrebbero convincere l'elettorato. Dunque l'Europa del “Manifesto di Ventotene” dovrà nascere da una rivoluzione in forma di dittatura allo scopo di fare il socialismo, anche se naturalmente non proprio quello che vorrebbero i comunisti, e che solo così in futuro, sconfitti i reazionari antieuropeisti, si apriranno i veri “spazi democratici e forme di libertà più elevate” . Ma questo è stato ed è il discorso con cui si sono fondate e si fondano tutte le dittature di sinistra.
Le cose per fortuna non sono andate così velocemente come volevano Spinelli e Rossi. Alla fine della II^ Guerra Mondiale non c'è stata quella “rivoluzione europea” e neanche la “costruzione del socialismo reale” , almeno in questa parte occidentale del continente Europa. La Gran Bretagna e in parte la Francia come anche la Spagna hanno saputo opporsi. L’Italia è rimasta , come d’abitudine con un piede su due staffe con l’asse PCI-URSS e DC-USA. E così ci sono stati risparmiati i lutti e l'oppressione vissuta nell’Est del continente Europa. Ma l'idea che gli Stati europei andassero sostituiti con “istituzioni continentali” ha camminato per conto suo e con essa quella che il compito fondamentale di queste istituzioni non fosse di coordinare le politiche nazionali, di favorire la pace e lo sviluppo economico collettivo, ma la fondazione di un “superstato” che spiantasse le Nazioni e rifondasse completamente la civiltà europea, che piacesse o meno agli europei.
Ed è con questa idea che “i padri” dell’Unione Europea, non solo quelli italiani, hanno dato vita alla Commissione Europea, organo burocratico-amministrativo che vede volentieri ogni occasione di intervento nel funzionamento degli Stati e negli ultimi anni cerca di modificarne la demografia favorendo l'immigrazione. Non occorre essere “complottasti” per vedere che l'attuale crisi, l'ondata migratoria con cui abbiamo a che fare è stata provocata dalle politiche di apertura dell'Unione Europea e non viceversa; che l'Unione Europea favorisce un rapporto con le masse islamiche non solo per un malinteso senso di giustizia storica anticolonialista, ma proprio per modificare e possibilmente distruggere le identità nazionali, come strumento di quell'internazionalismo, che viene presentato come valore supremo nel manifesto di Ventotene: lo stesso valore, soprattutto se accostato, com'è nel testo, al “socialismo” e al “proletariato”, che era l'ideologia della vecchia Unione Sovietica. E’ la via al “socialismo reale” , al communitarismo.
Ed è per questa ragione che l'Unione Europea della Commissione Europea è nemica degli “identitari” perché difendono l’identità nazionale, la cultura propria europea. Ora essa si trova alla svolta decisiva, perché è riuscita a incidere pesantemente sulla demografia del nostro continente contro l'evidente volontà dei suoi cittadini. Se le cose nelle istituzioni europee andassero normalmente, il gruppo che la regge dovrebbe essere sostituito e le sue politiche rovesciate. Ma l'Europa della Commissione Europea è sostanzialmente una dittatura, benché ancora morbida. Le sue politiche non sono soggette davvero alla volontà dell'elettorato. E dunque c'è chi cerca di forzare la situazione, chiedendo “più Unione Europa”, cioè più immigrazione, più interferenze negli Stati nazionali finanche a sostituirsi ad essi.
E' necessario quindi resistere a questa tendenza e spiegare a tutti che questa Europa della Commissione Europea , questa Europa dei vari Boldrini e di tanti altri è la strada della distruzione delle nostre libertà, della nostra cultura, della nostra identità.
Marco Affatigato.
Oggi vi scriverò circa la “politica interna” all’Unione Europea per la semplice ragione che questa politica è a molti di voi del tutto oscura. Essa procede in parte per trattative dirette fra le parti forti: alcuni Stati, alcuni complessi industriali, quelle strane figure che sono i Commissari Europei, ministri di un Governo che non risponde a nessuno, la discreta ma potentissima alta burocrazia europea, che si perpetua per cooptazione ed è l'anima, se volete l'anima nera, del mostro di Bruxelles che tutti noi chiamiamo: Commissione Europea. La “politica interna” europea in buona parte è condotta direttamente dalla Commissione Europea. Questo organismo va se non proprio distrutto ridimensionato, privato di fondi e di poteri, e riportata sotto il controllo degli elettori. Questa Unione Europea controllata dalla Commssione Europea serve per distruggere le Nazioni ed i popoli dell’Europa. Non lo dico ! Lo hanno scritto i suoi “padri fondatori” e se volete lo potete leggere da voi stessi , sono giusto tre o quattro paginette :
http://www.italialibri.net/contributi/0407-1.html.
L'aspetto più interessante e più occultato di qusto appello è proprio la seconda parte, in cui si spiega in sostanza che la futura Europa servirà a distruggere le Nazioni e i suoi popoli, che probabilmente resisteranno e potrebbero convincere l'elettorato. Dunque l'Europa del “Manifesto di Ventotene” dovrà nascere da una rivoluzione in forma di dittatura allo scopo di fare il socialismo, anche se naturalmente non proprio quello che vorrebbero i comunisti, e che solo così in futuro, sconfitti i reazionari antieuropeisti, si apriranno i veri “spazi democratici e forme di libertà più elevate” . Ma questo è stato ed è il discorso con cui si sono fondate e si fondano tutte le dittature di sinistra.
Le cose per fortuna non sono andate così velocemente come volevano Spinelli e Rossi. Alla fine della II^ Guerra Mondiale non c'è stata quella “rivoluzione europea” e neanche la “costruzione del socialismo reale” , almeno in questa parte occidentale del continente Europa. La Gran Bretagna e in parte la Francia come anche la Spagna hanno saputo opporsi. L’Italia è rimasta , come d’abitudine con un piede su due staffe con l’asse PCI-URSS e DC-USA. E così ci sono stati risparmiati i lutti e l'oppressione vissuta nell’Est del continente Europa. Ma l'idea che gli Stati europei andassero sostituiti con “istituzioni continentali” ha camminato per conto suo e con essa quella che il compito fondamentale di queste istituzioni non fosse di coordinare le politiche nazionali, di favorire la pace e lo sviluppo economico collettivo, ma la fondazione di un “superstato” che spiantasse le Nazioni e rifondasse completamente la civiltà europea, che piacesse o meno agli europei.
Ed è con questa idea che “i padri” dell’Unione Europea, non solo quelli italiani, hanno dato vita alla Commissione Europea, organo burocratico-amministrativo che vede volentieri ogni occasione di intervento nel funzionamento degli Stati e negli ultimi anni cerca di modificarne la demografia favorendo l'immigrazione. Non occorre essere “complottasti” per vedere che l'attuale crisi, l'ondata migratoria con cui abbiamo a che fare è stata provocata dalle politiche di apertura dell'Unione Europea e non viceversa; che l'Unione Europea favorisce un rapporto con le masse islamiche non solo per un malinteso senso di giustizia storica anticolonialista, ma proprio per modificare e possibilmente distruggere le identità nazionali, come strumento di quell'internazionalismo, che viene presentato come valore supremo nel manifesto di Ventotene: lo stesso valore, soprattutto se accostato, com'è nel testo, al “socialismo” e al “proletariato”, che era l'ideologia della vecchia Unione Sovietica. E’ la via al “socialismo reale” , al communitarismo.
Ed è per questa ragione che l'Unione Europea della Commissione Europea è nemica degli “identitari” perché difendono l’identità nazionale, la cultura propria europea. Ora essa si trova alla svolta decisiva, perché è riuscita a incidere pesantemente sulla demografia del nostro continente contro l'evidente volontà dei suoi cittadini. Se le cose nelle istituzioni europee andassero normalmente, il gruppo che la regge dovrebbe essere sostituito e le sue politiche rovesciate. Ma l'Europa della Commissione Europea è sostanzialmente una dittatura, benché ancora morbida. Le sue politiche non sono soggette davvero alla volontà dell'elettorato. E dunque c'è chi cerca di forzare la situazione, chiedendo “più Unione Europa”, cioè più immigrazione, più interferenze negli Stati nazionali finanche a sostituirsi ad essi.
E' necessario quindi resistere a questa tendenza e spiegare a tutti che questa Europa della Commissione Europea , questa Europa dei vari Boldrini e di tanti altri è la strada della distruzione delle nostre libertà, della nostra cultura, della nostra identità.
domenica 7 febbraio 2016
Foibe 10 Febbraio.
Brano dedicato alla tragedia delle Foibe, unitamente a quella dell'Esodo Giuliano - Dalmata. "Italiani clandestini in Italia"
Onore ai caduti!
"Colpevoli di essere italiani. E per questo assassinati e poi dimenticati, ignorati, cancellati dalla storia: Ma l'identità di un popolo e di una nazione nata in trincea non si cancella col sangue, né con le censure sui libri di storia.
MA DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO SENZA AVER FINITO DI PENSARE ?
Art. Camerata
Marco Affatigato.
Come scritto in un precedente post , di qualche giorno fa: “Spesso il nostro pensiero si ferma alla superficie delle cose, senza fare lo sforzo di andare un po' più sotto per cogliere la complessità. Ci si ferma alle risposte immediate, senza lasciare che esse generino altre domande di vitale importanza.”
“Detestava le persone che parlano senza aver finito di pensare, dunque detestava quasi tutta l’umanità” , diceva Thomas Bernhard. Spesso il nostro pensiero non riesce a cogliere la realtà nel suo complesso, nella sua magmatica poliedricità. Magari per pigrizia o sfiniti dall’abitudine, ci fermiamo alle risposte confezionate o a quelle che diamo per scontate. Non indaghiamo in profondità, perché la ricerca comporta un impegno e una capacità di analisi che non siamo più in grado di sostenere o non vogliamo più “ricercare”. D’altronde c’è così tanto da fare per sopravvivere, che non si ha mai il tempo per riflettere. Resta più comodo prendere in prestito i pensieri, o comprare i pensieri che “gli altri” , i professionisti della politica ed i loro lacché attraverso giornali e radio televisioni ci danno a buon mercato. Pensieri che non diventano più ma che sono spesso incubi. Ma a noi che importa? Tanto domani è un altro giorno, e si edrà …per oggi abbiam mangiato e forse domani sarà il giorno buono. Quello della svolta. Quello in cui riusciremo finalmente a scalare la piramide sociale per fissarci al vertice e dominare finalmente. Dominare. Questo è l’obiettivo.
E potrei continuare con altre contraddizioni del nostro sentire comune, come per esempio lo “stato sociale”. Chi potrebbe mettere in dubbio la sua valenza positiva? Chi vorrebbe tornare indietro a un’epoca che non lo aveva ancora neppure pensato? Eppure tutti ci lamentiamo della odierna mancanza di solidarietà. Dell’individualismo sfrenato. Dei legami sociali distrutti. Ma non è forse questa una lampante contraddizione? Una contraddizione pari solo all’altra grande contraddizione di quando ci lamentiamo di essere troppo consumisti e, al tempo stesso, affidiamo al “far ripartire i consumi” tutte le nostre speranze. Lo stato sociale è nemico della solidarietà. Ivan Illich diceva : “La sirena di un’ambulanza udita per la prima volta in un paese che non ne aveva, distrugge il legame sociale”. Superfluo forse aggiungere qualcosa a una così lampante evidenza: se c’è uno Stato che provvede a un tuo bisogno, io sono esentato dal venirti in aiuto. Se stai male, non è compito mio portarti in ospedale: c’è l’ambulanza, che per di più è accessoriata per ogni evenienza. Inoltre, rispetto agli anni ’70, nei quali Illich scrive “Nemesi medica” (da cui la citazione), oggi la situazione è ulteriormente cambiata (aggravata?): io non sono più esentato dal venirti in aiuto, ma spesso ne sono impossibilitato per legge. Se ti soccorro, devo stare attento a non compiere qualcosa al di fuori del protocollo legale, oppure rischio seriamente una denuncia penale, un processo ed anche il carcere e poi il risarcimento del danno “civile” e “sociale”.
Se ci si ferma un attimo a pensare , a riflettere, si vede bene come sia tutta una questione di orizzonte, di visione del mondo (qualcuno, come me, la chiamerebbe weltanschauung ) . Dal momento che un’azione, un fatto, un evento sono di per se stessi neutri. Solo lo scopo li qualifica. Perché è in virtù di un certo scopo che l’azione o un dato fatto sono proprio quell’azione e quel fatto. Solidarietà, equità, sostenibilità ambientale, dignità umana e giustizia sociale. Una lista di parole per un mondo di pensieri che sono i punti fondanti del “bene comune”.Un sistema di valori che promuovono il bene comune e si pone l’obiettivo di conciliare l’ambizione al profitto delle aziende ad una condotta che contribuisca al bene della collettività.
“Teniamo in serbo le nostre domande perché noi stessi ne abbiamo paura, poi ad un tratto è troppo tardi per porle. Vogliamo lasciare in pace l’interrogato, non vogliamo ferirlo profondamente perché vogliamo lasciare in pace noi stessi e non ferirci profondamente. Rimandiamo le domande decisive
e facciamo senza posa domande ridicole, inutili e meschine, e quando facciamo le domande decisive è ormai troppo tardi”, diceva sempre Thomas Bernhard.
Marco Affatigato.
Come scritto in un precedente post , di qualche giorno fa: “Spesso il nostro pensiero si ferma alla superficie delle cose, senza fare lo sforzo di andare un po' più sotto per cogliere la complessità. Ci si ferma alle risposte immediate, senza lasciare che esse generino altre domande di vitale importanza.”
“Detestava le persone che parlano senza aver finito di pensare, dunque detestava quasi tutta l’umanità” , diceva Thomas Bernhard. Spesso il nostro pensiero non riesce a cogliere la realtà nel suo complesso, nella sua magmatica poliedricità. Magari per pigrizia o sfiniti dall’abitudine, ci fermiamo alle risposte confezionate o a quelle che diamo per scontate. Non indaghiamo in profondità, perché la ricerca comporta un impegno e una capacità di analisi che non siamo più in grado di sostenere o non vogliamo più “ricercare”. D’altronde c’è così tanto da fare per sopravvivere, che non si ha mai il tempo per riflettere. Resta più comodo prendere in prestito i pensieri, o comprare i pensieri che “gli altri” , i professionisti della politica ed i loro lacché attraverso giornali e radio televisioni ci danno a buon mercato. Pensieri che non diventano più ma che sono spesso incubi. Ma a noi che importa? Tanto domani è un altro giorno, e si edrà …per oggi abbiam mangiato e forse domani sarà il giorno buono. Quello della svolta. Quello in cui riusciremo finalmente a scalare la piramide sociale per fissarci al vertice e dominare finalmente. Dominare. Questo è l’obiettivo.
E potrei continuare con altre contraddizioni del nostro sentire comune, come per esempio lo “stato sociale”. Chi potrebbe mettere in dubbio la sua valenza positiva? Chi vorrebbe tornare indietro a un’epoca che non lo aveva ancora neppure pensato? Eppure tutti ci lamentiamo della odierna mancanza di solidarietà. Dell’individualismo sfrenato. Dei legami sociali distrutti. Ma non è forse questa una lampante contraddizione? Una contraddizione pari solo all’altra grande contraddizione di quando ci lamentiamo di essere troppo consumisti e, al tempo stesso, affidiamo al “far ripartire i consumi” tutte le nostre speranze. Lo stato sociale è nemico della solidarietà. Ivan Illich diceva : “La sirena di un’ambulanza udita per la prima volta in un paese che non ne aveva, distrugge il legame sociale”. Superfluo forse aggiungere qualcosa a una così lampante evidenza: se c’è uno Stato che provvede a un tuo bisogno, io sono esentato dal venirti in aiuto. Se stai male, non è compito mio portarti in ospedale: c’è l’ambulanza, che per di più è accessoriata per ogni evenienza. Inoltre, rispetto agli anni ’70, nei quali Illich scrive “Nemesi medica” (da cui la citazione), oggi la situazione è ulteriormente cambiata (aggravata?): io non sono più esentato dal venirti in aiuto, ma spesso ne sono impossibilitato per legge. Se ti soccorro, devo stare attento a non compiere qualcosa al di fuori del protocollo legale, oppure rischio seriamente una denuncia penale, un processo ed anche il carcere e poi il risarcimento del danno “civile” e “sociale”.
Se ci si ferma un attimo a pensare , a riflettere, si vede bene come sia tutta una questione di orizzonte, di visione del mondo (qualcuno, come me, la chiamerebbe weltanschauung ) . Dal momento che un’azione, un fatto, un evento sono di per se stessi neutri. Solo lo scopo li qualifica. Perché è in virtù di un certo scopo che l’azione o un dato fatto sono proprio quell’azione e quel fatto. Solidarietà, equità, sostenibilità ambientale, dignità umana e giustizia sociale. Una lista di parole per un mondo di pensieri che sono i punti fondanti del “bene comune”.Un sistema di valori che promuovono il bene comune e si pone l’obiettivo di conciliare l’ambizione al profitto delle aziende ad una condotta che contribuisca al bene della collettività.
“Teniamo in serbo le nostre domande perché noi stessi ne abbiamo paura, poi ad un tratto è troppo tardi per porle. Vogliamo lasciare in pace l’interrogato, non vogliamo ferirlo profondamente perché vogliamo lasciare in pace noi stessi e non ferirci profondamente. Rimandiamo le domande decisive
e facciamo senza posa domande ridicole, inutili e meschine, e quando facciamo le domande decisive è ormai troppo tardi”, diceva sempre Thomas Bernhard.
sabato 6 febbraio 2016
IL CALIFFATO ISLAMICO .
Art. Camerata
Marco Affatigato.
IL CALIFFATO ISLAMICO (ISIS O DAECH CHE LO SI VOGLIA CHIAMARE) DA IERI E’ ACCUSATO DAL PARLAMENTO EUROPEO DI GENOCIDIO E CON QUELLA RISOLUZIONE IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AGLI STATI DI TRADURRE IN GIUSTIZIA TUTTI COLORO CHE LO FAVORISCONO.
COMINCIAMO DAI CONTI DEL CALIFFATO ISLAMICO
Visto che il Parlamento Europeo chiede agli Stati di applicare la risoluzione , quindi anche all'Italia , nei confronti del Califfato Islamico adesso come la mettiamo con Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Turchia, Fratelli Musulmani , ecc. ecc che finanziano e organizzano e sostengono il Califfato Islamico ? In Italia confischiamo tutti i loro averi ? Chiudiamo le loro sedi diplomatiche e non ? In Lombardia , a Milano, chiudiamo la sede ei Fratelli Musulmani ? In Italia chiudiamo tutte le moschee salafite ?
Per il 2013 e il 2014 le “donazioni private” procurate al Califfato Islamico in provenienza dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Koweit s’ammontano ad oltre 40milioni di dollari statunitensi....
Il Center for Strategic and International Studies di Washington, su domanda del Congresso americano (aprile 2015) , ha calcolato a più di 40 milioni di dollari statunitensi, per il 2013 ed il 2014, l’ammontare delle donazioni private procurate al Califfato Islamico provenienti dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Kuwait. Nello stesso rapporto viene indicato che la Lega Islmica Mondiale finanzia a colpi di miliardi di dollari statunitensi (e questo in totale opacità) i jihadisti , nostri nemici.
Marco Affatigato.
IL CALIFFATO ISLAMICO (ISIS O DAECH CHE LO SI VOGLIA CHIAMARE) DA IERI E’ ACCUSATO DAL PARLAMENTO EUROPEO DI GENOCIDIO E CON QUELLA RISOLUZIONE IL PARLAMENTO EUROPEO CHIEDE AGLI STATI DI TRADURRE IN GIUSTIZIA TUTTI COLORO CHE LO FAVORISCONO.
COMINCIAMO DAI CONTI DEL CALIFFATO ISLAMICO
Visto che il Parlamento Europeo chiede agli Stati di applicare la risoluzione , quindi anche all'Italia , nei confronti del Califfato Islamico adesso come la mettiamo con Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Turchia, Fratelli Musulmani , ecc. ecc che finanziano e organizzano e sostengono il Califfato Islamico ? In Italia confischiamo tutti i loro averi ? Chiudiamo le loro sedi diplomatiche e non ? In Lombardia , a Milano, chiudiamo la sede ei Fratelli Musulmani ? In Italia chiudiamo tutte le moschee salafite ?
Per il 2013 e il 2014 le “donazioni private” procurate al Califfato Islamico in provenienza dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Koweit s’ammontano ad oltre 40milioni di dollari statunitensi....
Il Center for Strategic and International Studies di Washington, su domanda del Congresso americano (aprile 2015) , ha calcolato a più di 40 milioni di dollari statunitensi, per il 2013 ed il 2014, l’ammontare delle donazioni private procurate al Califfato Islamico provenienti dall’Arabia Saudita, dal Qatar e dal Kuwait. Nello stesso rapporto viene indicato che la Lega Islmica Mondiale finanzia a colpi di miliardi di dollari statunitensi (e questo in totale opacità) i jihadisti , nostri nemici.
Allora , innanzi all’accusa di genocidio portata dal Parlamento Europeo nei confronti del Califfato Islamico , la questione che si pone è una sola : l’Italia cosa intende fare ? Continuare a spendere miliardi di euro partecipando ai bombardamenti della “coalizione occidentale” , che non servono altro che a spostare il problema verso altri territori , come possiamo constatare in questi giorni con la Libia, la Tunisia e domani in altri paesi del Maghreb e dell’Africa sub sahariana oppure…colpire al cuore il Califfato Islamico blocandogli tutti gli afflussi di denaro ? e isolandolo con la messa all’indice dei suoi “alleati” : Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Emirati, Lega Islamica mondiale, Fratellanza Musulmana bloccando i loro beni sul nostro territorio ? Non ci sarebbe “misura più efficace” , a nostra disposizione, per obbligare questi paesi arabi non tanto a combattere contro lo Stato Islamico – che non faranno mai ufficialmente – ma ad impedire che facciano pervenire loro fondi economici per proseguire la guerra contro l’Occidente. Gli strumenti che abbiamo a disposizione sono : blocco dei conti bancari , blocco dei fondi, dei beni , embargo, ecc. Mezzi che sono già stati imiegat , per esempio, contro l’Iran (prima dello sdoganamento statunitense) e contro la Russia e altri paesi fra i quali la Siria di al-Assad e altre ragioni ben meno evidenti di queste stragi di civili, questi massacri che quotidianamente fa lo Stato Islamico.
Siamo in guerra ! Una guerra che ci ha dichiarato lo Stato Islamico. Una guerra in cui decine e decine e decine ma che dico centinaia e centinaia e centinaia di migliaia di vittime innocenti sono state sacrificate sul terreno laddove si svolge . E non è “accogliendo” delle centinaia di migliaia di fuggiaschi che li salveremo . Al contrario, noi moriremo con loro .
Ed allora poichè siamo in guerra ….vinciamola questa guerra, vinciamola con degli atti e non a parole !!
Siamo in guerra ! Una guerra che ci ha dichiarato lo Stato Islamico. Una guerra in cui decine e decine e decine ma che dico centinaia e centinaia e centinaia di migliaia di vittime innocenti sono state sacrificate sul terreno laddove si svolge . E non è “accogliendo” delle centinaia di migliaia di fuggiaschi che li salveremo . Al contrario, noi moriremo con loro .
Ed allora poichè siamo in guerra ….vinciamola questa guerra, vinciamola con degli atti e non a parole !!
NON MI SOTTOMETTO !
Art. Camerata
Marco Affatigato
Circolano, sui giornali come sui media di rete, tante di quelle sciocchezze autolesionistiche, per giunta masochistiche per non dire suicide, che è giunto il momento di mettere un poco di ordine e di verità su quella fenomenologia, ferocemente distruttiva, che si chiama islamismo.
Attraverso fasi alterne più o meno virulente i suoi atti politici e militari con le sue sanguinarie e distruttive conseguenze sociali e morali si dispiegano ormai da 1.500 anni. Ovvero, dal 627 A.D, da quando cioè Maometto dichiarò guerra al mondo trucidando a Medina gli Ebrei allora i suoi alleati contro le tribù ribelli dell’Asir. Né San Bernardino né l’attacco di massa alle donne di Colonia, tanto meno gli attacchi jihadisti che ormai , quotidianamente, colpiscono ogni parte del Mondo hanno minimamente scosso la idiota sicurezza con la quale l’intera classe dirigente, a questo punto non solo più italiana, ma europea e statunitense, sta drammaticamente accelerando la nostra fine – oggi civile ma domani fisica.
Questo nuovo anno si è aperto con il più inquietante dei segni distruttivi: I cosiddetti migranti, che altro non sono che clandestini invasori, con le massicce aggressioni alle donne di Colonia e delle altre città del Nord Europa hanno mostrato la capacità e la volontà di attaccare una intera società, ovunque e comunque, e, senza nemmeno il bisogno ricorrere alle armi.
È una vera e propria resa quella che ha manifestato la imbelle e sciagurata Sindachessa di Colonia che commentando in sede istituzionale quelle aggressioni non ha trovato altra soluzione che quella di raccomandare alle donne tedesche “state a distanza di sicurezza dagli aggressori”! Peggio ha fatto il Presidente americano Obama Barack Hussein, il quale nell’ultimo e recentissimo messaggio sullo stato dell’Unione ha impudentemente dichiarato che “Non bisogna odiare i musulmani (che uccidono), ma bisogna prevenire che gli americani dispongano delle armi per difendersi dai musulmani che sono portatori di una religione di pace! Vedi per l’appunto i massacratori di San Bernardino. Ma siccome al peggio non vi è limite la Cancelliera Merkel definita la donna più potente del mondo (sic!) ha dichiarato a qualche giorno fa: “Nulla giustifica l’ondata di islamfobia contro i musulmani che rischia di attraversare l’intera Germania”. Piccolo particolare nel frattempo nella città di Breibel a nord di Colonia si è dovuto impedire ai profughi (ridicola definizione di clandestini musulmani) musulmani l’accesso alla piscina comunale a causa delle continue aggressioni sessuali alle donne.
Come non capire allora che la guerra dichiarata da Maometto, qui da noi in Europa, non ha più nemmeno bisogno delle armi? Essa, ormai, complice la imbelle e idiota classe dirigente, tutta intera da quella politica a quella giudiziaria a quella accademica giù, giù, fino a quella culturale e giornalistica . E, alla luce della cultura di cui sono portatori questi musulmani la donna è il loro primo bersaglio. Una cultura, da rispettare e da temere, che si riassume con il termine “ISLAMISMO” la cui fenomenologia merita la nostra massima attenzione. Intendo qui per fenomenologia dell’Islamismo; quell’insieme delle manifestazioni militari, sociali, morali, e dottrinali del progetto politico di dominio del mondo proprio dell’islamismo: l’Islam Universale.
Progetto che si manifesta attraverso differenti procedimenti, ma tutti storicamente, a grande prevalenza, caratterizzati da campagne militari di conquista, di sottomissione e dunque di dominio.
Nel passato la conquista di un territorio o di uno Stato non poteva che avvenire muovendo eserciti, valicando i confini territoriali, sconfiggendo l’esercito opposto e quindi prendendo violentemente possesso del territorio con tutti i beni umani e materiali che il conseguente saccheggio permetteva. Le immense conquiste arabe sotto l’egida della spada di Allah hanno seguito quel corso. In verità l’espansione coloniale o imperialista, in tutto il mondo è in tutte le epoche, ha seguito, sempre, lo stesso percorso di quello arabo; dalle conquiste cinesi fine a quelle britanniche passando per quelle romane con l’intermezzo di innumerevoli invasioni più o meno barbariche.
In quel piccolo lembo di pianeta che si chiama Europa, a cavallo tra i secoli XV e XVI della nostra epoca, avvengono quattro cesure fisico-concettuali, rispetto al canovaccio storico consolidato nei processi di espansione dell’uomo, le quali avrebbero cambiato il corso della storia di tutta l’umanità. La scoperta dell’America – L’invenzione della stampa – La rivoluzione Copernicana e la Riforma protestante. E ai tanti stolidi relativisti di oggi e ai loro compagni che si sperticano nell’inneggiare al terzomondismo del diverso (vedi la Taqqiya islamica della porta accanto) rinnovo l’invito a meditare sul fatto che tutto ciò è avvenuto in quel lembo di terra fecondata dalle tavole di Mosè e dal messaggio di Cristo. Entrambi, Mosè e Cristo, cacciati, espulsi e mille volte uccisi nel corso dei secoli proprio da coloro che ieri brandivano contro di loro la spada di Allah e che oggi seminano il terrore fra di noi, gli (inconsapevoli) eredi giudeo-cristiani qui in Occidente. Allora e a loro domando: ma come è possibile solo lontanamente comparare o peggio discutere di Corano di Sharia e di Vangelo quando , questi ha portato a quella monumentale conquista umana che si chiama “La dichiarazione universale dei diritti umani”?
L’Occidente ha fornito all’umanità intera i più formidabili strumenti di progresso materiale e spirituale mai immaginati nel corso della sua storia e stiamo qui a perdere il nostro tempo, ma purtroppo anche le nostre vite, di fronte a idee della preistoria umana e a uomini fermi al saccheggio e alla schiavizzazione come strumento di dominio predatore. Tutta la nostra classe dirigente da quella politica a quella della informazione per finire a quella clericale si sono letteralmente bevuti il cervello? La realtà è perfino peggiore: quella classe dirigente è regredita nell’ignoranza e nella codardia! Nell’ignoranza di chi vive beato nella sua piccola oasi e non si avvede che il deserto della ragione, quello che tutto inaridisce e tutto uccide, ne sta distruggendo la risorsa più preziosa; quella intellettuale della conoscenza. Nella codardia di chi ha dimenticato, o lo finge, che il mondo è retto da quello che Darwin ha definito la selezione della specie nella competizione delle risorse.
L’Occidente, in quanto specie è oggi sotto attacco, piaccia o non piaccia. Il passato – l’Islam – sta ponendo in scacco il presente – l’Occidente – e se non riscopriamo Darwin e alla svelta, quel distruttivo passato si mangerà anche il nostro futuro. Ma, la cosa buffa è che sono proprio coloro che non sanno nemmeno chi sia Darwin (gli islamici) a provvedere a ricordarcelo. La tragedia è che uccidendoci, per impadronirsi delle nostre vite e delle nostre risorse, distruggono anche tutto ciò che l’uomo ha costruito, a cominciare dai monumenti, per liberarsi dalla schiavitù primordiale impostaci dalla natura. Il senso di questi avvenimenti di guerra dichiarata è che la guerra è in casa nostra!
Dunque, abbiamo un nemico mortale che ci sta aggredendo, proprio nel momento storico dove dovremmo celebrare il nostro trionfo; il trionfo della dichiarazione universale dei diritti umani. Questo cari signori non è l’inizio dello scontro di civiltà ipotizzato da Huntington, ma in verità è l’Armageddon della barbarie contro la civiltà. Attraverso l’ISIS, ovvero il Califfato, stiamo ripiombando nell’epoca di Salamina, di Poitiers, di Lepanto e di Vienna, il tempo della guerra totale contro l’Occidente! Siamo tutti sotto attacco e dobbiamo assolutamente rendercene conto, almeno noi come popolo se non quella scellerata classe dirigente che sta consumando le nostre vite.
Ma come è potuto succedere che una torma di cavallette primordiali potesse attentare alla nostra civiltà e alle nostre vite?
Se vogliamo salvarci, e lo dobbiamo fare non solo per noi ma per tutta l’umanità dobbiamo nuovamente liberare le nostre migliori forze di lotta e di progresso, a cominciare dalla più importante quella della ragione e della intelligenza. Dobbiamo ricominciare da Salamina resa possibile dal sacrificio di Termopili, laddove i Greci hanno sconfitto, più con la forza della intelligenza e del coraggio che non con quella delle armi l’immensa potenza teocratica dei Serse rendendo possibile; ieri Roma e oggi l’Europa.
L’uomo è la misura del tutto e non il tutto la misura dell’uomo! Dobbiamo impugnare nuovamente la croce dalla parte dell’elsa per piantarla in modo definitivo sulle colline di Sion e portare in tutto quel meraviglioso mondo intorno a Betlemme e Gerusalemme le tavole di Mosè. Dobbiamo rimandare la Mezza Luna al suo ruolo di satellite lontano da ogni interferenza con il progresso del figlio dell’uomo. Tutto ciò anche con altre risorse ove quelle intellettuali non bastassero. Come Darwin ci insegna! Non deve assolutamente succedere che l’oscurantismo possa vincere sulla luce. E occorre dirlo con tutta la forza del nostro passato. L’Occidente Giudaico Cristiano è la luce. L’Oriente della mezzaluna è l’oscurantismo nel quale guazzano regressione e barbarie. Il dialogo? Sarà’ solo possibile dopo aver ristabilito le gerarchie darwiniane nella lotta per la selezione della specie. Questa è l’inesorabile legge che regge la sfida del creato. E secondo quella legge alla sommità della gerarchia dei valori e dei principi vi è l’uomo con la dichiarazione universale dei diritti umani.
Coloro che nel mondo occidentale si affannano ad autoflagellarsi e a flagellare la nostra Storia devono dare le dimissioni da questa società e sono fortemente incoraggiati a lasciare l’Occidente e finire i loro giorni come schiavi nella regressione e nella barbarie, ossia in Oriente, ma non in quello persiano, bensì in quello islamico.
Il primo leader che occorre incoraggiare a fare una tale scelta di dimissioni è proprio la Cancellieria Angela Merkel che di fronte ad una vera e propria invasione di musulmani così stupidamente chiamati migranti e poi rifugiati è crollata sotto una miriade di scelte autodistruttive sia per la Germania che per l’Europa. Parigi e Colonia sono solo le due ultime tappe di un processo di invasione e di distruzione che è in atto ormai da anni. Oggi i musulmani che a vario titolo scorrazzano liberi di fare ciò che vogliono in Europa sono più di 35 milioni! Ripeto 35 milioni. Si dice che molti di essi si siano in qualche modo europeizzati. Personalmente lo spero ma ci cedo poco perché basta vedere come vivono nelle nostre città, dove interi quartieri non sono più accessibili agli occidentali o come allevano i loro figli nella più pura tradizione islamica e quando non vi si uniformino li uccidono.
Ciò però che ha reso il caso della Germania un vero e proprio baratro verso la sua autodistruzione e con essa quella dell’Europa è che a fronte di una popolazione giovanile tedesca di poco più 10 milioni di unità nel breve volgere di pochi mesi sono arrivati in quel Paese più di un milione di giovani ventenni, altri 200.000 sono attesi quest’anno. Il che significa l’assoluta impossibilità di assorbire l’impatto demografico che una tale popolazione in età riproduttiva provocherà sulla natura stessa della Germania. Voglio dire che nel giro di qualche anno metà della popolazione tedesca sarà costituita da Medio Orientali e Nord Africani tutti rigorosamente musulmani. Ma la stessa cosa è accaduta anche in Italia , attraversano gli inesistenti confini, installandosi nelle nostre città, costruendo la nostra fine e badate bene: il tutto a nostre spese! Credo che non esista altro caso nella lunga storia dell’uomo di un suicidio di popoli così ben pianificato, organizzato e condotto a termine con precisione. Questo è il disastro storico che Merkel e compagni stanno producendo.
Verso la fine del XX° secolo comincia a delinearsi un nuovo procedimento: la globalizzazione, la quale dapprima nel campo economico e poi in quello politico distrugge i confini degli Stati e poi ne distrugge il senso stesso per cui sono nati. Ovvero, la promozione e la difesa dei valori distintivi della comunità umana che in quei valori e principi si riconosce. I confini territoriali faticosamente costruiti per difendere quei principi e quei valori prima ancora che gli uomini e le donne che vi si riconoscono vengono distrutti dal feticcio “Globalizzazione” o piegati agli interessi delle multinazionali. Ricordate il cavallo di Troia con il quale i greci aprirono le porte della città di ILO, fino allora inespugnabile? Quel cavallo di Troia è oggi la globalizzazione e quelle mura profanate della città di ILO sono oggi i confini territoriali. La soppressione dei confini territoriali oggi sta producendo le stesse disastrose conseguenze prodotte allora alla città di Troia. Distruzione e morte ! Altro che scemenze quali integrazione, fecondazione reciproca, multiculturalismo o più se ne metta. Di Troia non è rimasto altro che qualche rudere di mura. E dei Troiani tutt’al più possiamo forse accettare la leggenda di Enea, Anchise e Ascanio e niente altro. Dell’Occidente con il trionfo dell’ISIS islamico non rimarrebbe neanche quel rudere! Come ci dimostrano i loro atti.
Le sciocchezze disinformative del circuito mediatico, le criminali acquiescenze della classe dirigente politica e la resa sincretistica del clero cattolico romano sono i sottoprodotti della più esplosiva delle miscele distruttive ossia: la chiusura della mente di fronte alle sfide di questo tempo, una totale ignoranza di quello che avviene nel mondo reale, il tutto intriso di una inconsapevole codardia morale e civile.
Eccomi quindi rivolgermi a tutti coloro che hanno la responsabilità di informare, ma anche di formare coscienze e consapevolezze, più che con un grido di dolore, è con una richiesta di ritorno alla realtà. Si deve abbandonare la superficialità degli slogan che fin ha solo contribuito ad anestetizzare le coscienze del popolo. Occorre ritornare a quel lungo esercizio di ragione, di analisi e di approfondimento solo attraverso i quali si può poi pervenire alla sintesi dei fatti e delle loro cause. Solo dopo sarà possibile comunicare ai cittadini in quanto individuo e in quanto comunità di popolo ciò che realmente sta succedendo che personalmente trasduco così:
- un progetto politico di dominazione totalitaria – Islam - da sempre in guerra contro il Mondo, oggi convinto di essere ritornato al rapporto di forze di Medina, ha ripreso ad avanzare contro l’Occidente. Il suo alleato più letale, tanto inconsapevole quanto stolido, è la classe dirigente occidentale, nella quale quella dell’informazione si è assunta il ruolo di anestesista delle coscienze.
Ancora una volta il popolo è solo in questa guerra di sopravvivenza e l’Italia è chiamata questa volta non solo al riscatto verso uno Stato dei suoi cittadini e non della “Roma imperiale”. Questa volta è proprio in gioco la sua sopravvivenza fisica come cittadini e come Comunità. Questo Stato criminale e criminogeno con la distruzione dei suoi confini, intesi come argine alle invasioni, ha creato le condizioni perché un’alluvione possa diventare vero e proprio tsunami. Questo bisogna dire ai cittadini. Questo bisogna dire : non accettare la sottomissione.
Marco Affatigato
Circolano, sui giornali come sui media di rete, tante di quelle sciocchezze autolesionistiche, per giunta masochistiche per non dire suicide, che è giunto il momento di mettere un poco di ordine e di verità su quella fenomenologia, ferocemente distruttiva, che si chiama islamismo.
Attraverso fasi alterne più o meno virulente i suoi atti politici e militari con le sue sanguinarie e distruttive conseguenze sociali e morali si dispiegano ormai da 1.500 anni. Ovvero, dal 627 A.D, da quando cioè Maometto dichiarò guerra al mondo trucidando a Medina gli Ebrei allora i suoi alleati contro le tribù ribelli dell’Asir. Né San Bernardino né l’attacco di massa alle donne di Colonia, tanto meno gli attacchi jihadisti che ormai , quotidianamente, colpiscono ogni parte del Mondo hanno minimamente scosso la idiota sicurezza con la quale l’intera classe dirigente, a questo punto non solo più italiana, ma europea e statunitense, sta drammaticamente accelerando la nostra fine – oggi civile ma domani fisica.
Questo nuovo anno si è aperto con il più inquietante dei segni distruttivi: I cosiddetti migranti, che altro non sono che clandestini invasori, con le massicce aggressioni alle donne di Colonia e delle altre città del Nord Europa hanno mostrato la capacità e la volontà di attaccare una intera società, ovunque e comunque, e, senza nemmeno il bisogno ricorrere alle armi.
È una vera e propria resa quella che ha manifestato la imbelle e sciagurata Sindachessa di Colonia che commentando in sede istituzionale quelle aggressioni non ha trovato altra soluzione che quella di raccomandare alle donne tedesche “state a distanza di sicurezza dagli aggressori”! Peggio ha fatto il Presidente americano Obama Barack Hussein, il quale nell’ultimo e recentissimo messaggio sullo stato dell’Unione ha impudentemente dichiarato che “Non bisogna odiare i musulmani (che uccidono), ma bisogna prevenire che gli americani dispongano delle armi per difendersi dai musulmani che sono portatori di una religione di pace! Vedi per l’appunto i massacratori di San Bernardino. Ma siccome al peggio non vi è limite la Cancelliera Merkel definita la donna più potente del mondo (sic!) ha dichiarato a qualche giorno fa: “Nulla giustifica l’ondata di islamfobia contro i musulmani che rischia di attraversare l’intera Germania”. Piccolo particolare nel frattempo nella città di Breibel a nord di Colonia si è dovuto impedire ai profughi (ridicola definizione di clandestini musulmani) musulmani l’accesso alla piscina comunale a causa delle continue aggressioni sessuali alle donne.
Come non capire allora che la guerra dichiarata da Maometto, qui da noi in Europa, non ha più nemmeno bisogno delle armi? Essa, ormai, complice la imbelle e idiota classe dirigente, tutta intera da quella politica a quella giudiziaria a quella accademica giù, giù, fino a quella culturale e giornalistica . E, alla luce della cultura di cui sono portatori questi musulmani la donna è il loro primo bersaglio. Una cultura, da rispettare e da temere, che si riassume con il termine “ISLAMISMO” la cui fenomenologia merita la nostra massima attenzione. Intendo qui per fenomenologia dell’Islamismo; quell’insieme delle manifestazioni militari, sociali, morali, e dottrinali del progetto politico di dominio del mondo proprio dell’islamismo: l’Islam Universale.
Progetto che si manifesta attraverso differenti procedimenti, ma tutti storicamente, a grande prevalenza, caratterizzati da campagne militari di conquista, di sottomissione e dunque di dominio.
Nel passato la conquista di un territorio o di uno Stato non poteva che avvenire muovendo eserciti, valicando i confini territoriali, sconfiggendo l’esercito opposto e quindi prendendo violentemente possesso del territorio con tutti i beni umani e materiali che il conseguente saccheggio permetteva. Le immense conquiste arabe sotto l’egida della spada di Allah hanno seguito quel corso. In verità l’espansione coloniale o imperialista, in tutto il mondo è in tutte le epoche, ha seguito, sempre, lo stesso percorso di quello arabo; dalle conquiste cinesi fine a quelle britanniche passando per quelle romane con l’intermezzo di innumerevoli invasioni più o meno barbariche.
In quel piccolo lembo di pianeta che si chiama Europa, a cavallo tra i secoli XV e XVI della nostra epoca, avvengono quattro cesure fisico-concettuali, rispetto al canovaccio storico consolidato nei processi di espansione dell’uomo, le quali avrebbero cambiato il corso della storia di tutta l’umanità. La scoperta dell’America – L’invenzione della stampa – La rivoluzione Copernicana e la Riforma protestante. E ai tanti stolidi relativisti di oggi e ai loro compagni che si sperticano nell’inneggiare al terzomondismo del diverso (vedi la Taqqiya islamica della porta accanto) rinnovo l’invito a meditare sul fatto che tutto ciò è avvenuto in quel lembo di terra fecondata dalle tavole di Mosè e dal messaggio di Cristo. Entrambi, Mosè e Cristo, cacciati, espulsi e mille volte uccisi nel corso dei secoli proprio da coloro che ieri brandivano contro di loro la spada di Allah e che oggi seminano il terrore fra di noi, gli (inconsapevoli) eredi giudeo-cristiani qui in Occidente. Allora e a loro domando: ma come è possibile solo lontanamente comparare o peggio discutere di Corano di Sharia e di Vangelo quando , questi ha portato a quella monumentale conquista umana che si chiama “La dichiarazione universale dei diritti umani”?
L’Occidente ha fornito all’umanità intera i più formidabili strumenti di progresso materiale e spirituale mai immaginati nel corso della sua storia e stiamo qui a perdere il nostro tempo, ma purtroppo anche le nostre vite, di fronte a idee della preistoria umana e a uomini fermi al saccheggio e alla schiavizzazione come strumento di dominio predatore. Tutta la nostra classe dirigente da quella politica a quella della informazione per finire a quella clericale si sono letteralmente bevuti il cervello? La realtà è perfino peggiore: quella classe dirigente è regredita nell’ignoranza e nella codardia! Nell’ignoranza di chi vive beato nella sua piccola oasi e non si avvede che il deserto della ragione, quello che tutto inaridisce e tutto uccide, ne sta distruggendo la risorsa più preziosa; quella intellettuale della conoscenza. Nella codardia di chi ha dimenticato, o lo finge, che il mondo è retto da quello che Darwin ha definito la selezione della specie nella competizione delle risorse.
L’Occidente, in quanto specie è oggi sotto attacco, piaccia o non piaccia. Il passato – l’Islam – sta ponendo in scacco il presente – l’Occidente – e se non riscopriamo Darwin e alla svelta, quel distruttivo passato si mangerà anche il nostro futuro. Ma, la cosa buffa è che sono proprio coloro che non sanno nemmeno chi sia Darwin (gli islamici) a provvedere a ricordarcelo. La tragedia è che uccidendoci, per impadronirsi delle nostre vite e delle nostre risorse, distruggono anche tutto ciò che l’uomo ha costruito, a cominciare dai monumenti, per liberarsi dalla schiavitù primordiale impostaci dalla natura. Il senso di questi avvenimenti di guerra dichiarata è che la guerra è in casa nostra!
Dunque, abbiamo un nemico mortale che ci sta aggredendo, proprio nel momento storico dove dovremmo celebrare il nostro trionfo; il trionfo della dichiarazione universale dei diritti umani. Questo cari signori non è l’inizio dello scontro di civiltà ipotizzato da Huntington, ma in verità è l’Armageddon della barbarie contro la civiltà. Attraverso l’ISIS, ovvero il Califfato, stiamo ripiombando nell’epoca di Salamina, di Poitiers, di Lepanto e di Vienna, il tempo della guerra totale contro l’Occidente! Siamo tutti sotto attacco e dobbiamo assolutamente rendercene conto, almeno noi come popolo se non quella scellerata classe dirigente che sta consumando le nostre vite.
Ma come è potuto succedere che una torma di cavallette primordiali potesse attentare alla nostra civiltà e alle nostre vite?
Se vogliamo salvarci, e lo dobbiamo fare non solo per noi ma per tutta l’umanità dobbiamo nuovamente liberare le nostre migliori forze di lotta e di progresso, a cominciare dalla più importante quella della ragione e della intelligenza. Dobbiamo ricominciare da Salamina resa possibile dal sacrificio di Termopili, laddove i Greci hanno sconfitto, più con la forza della intelligenza e del coraggio che non con quella delle armi l’immensa potenza teocratica dei Serse rendendo possibile; ieri Roma e oggi l’Europa.
L’uomo è la misura del tutto e non il tutto la misura dell’uomo! Dobbiamo impugnare nuovamente la croce dalla parte dell’elsa per piantarla in modo definitivo sulle colline di Sion e portare in tutto quel meraviglioso mondo intorno a Betlemme e Gerusalemme le tavole di Mosè. Dobbiamo rimandare la Mezza Luna al suo ruolo di satellite lontano da ogni interferenza con il progresso del figlio dell’uomo. Tutto ciò anche con altre risorse ove quelle intellettuali non bastassero. Come Darwin ci insegna! Non deve assolutamente succedere che l’oscurantismo possa vincere sulla luce. E occorre dirlo con tutta la forza del nostro passato. L’Occidente Giudaico Cristiano è la luce. L’Oriente della mezzaluna è l’oscurantismo nel quale guazzano regressione e barbarie. Il dialogo? Sarà’ solo possibile dopo aver ristabilito le gerarchie darwiniane nella lotta per la selezione della specie. Questa è l’inesorabile legge che regge la sfida del creato. E secondo quella legge alla sommità della gerarchia dei valori e dei principi vi è l’uomo con la dichiarazione universale dei diritti umani.
Coloro che nel mondo occidentale si affannano ad autoflagellarsi e a flagellare la nostra Storia devono dare le dimissioni da questa società e sono fortemente incoraggiati a lasciare l’Occidente e finire i loro giorni come schiavi nella regressione e nella barbarie, ossia in Oriente, ma non in quello persiano, bensì in quello islamico.
Il primo leader che occorre incoraggiare a fare una tale scelta di dimissioni è proprio la Cancellieria Angela Merkel che di fronte ad una vera e propria invasione di musulmani così stupidamente chiamati migranti e poi rifugiati è crollata sotto una miriade di scelte autodistruttive sia per la Germania che per l’Europa. Parigi e Colonia sono solo le due ultime tappe di un processo di invasione e di distruzione che è in atto ormai da anni. Oggi i musulmani che a vario titolo scorrazzano liberi di fare ciò che vogliono in Europa sono più di 35 milioni! Ripeto 35 milioni. Si dice che molti di essi si siano in qualche modo europeizzati. Personalmente lo spero ma ci cedo poco perché basta vedere come vivono nelle nostre città, dove interi quartieri non sono più accessibili agli occidentali o come allevano i loro figli nella più pura tradizione islamica e quando non vi si uniformino li uccidono.
Ciò però che ha reso il caso della Germania un vero e proprio baratro verso la sua autodistruzione e con essa quella dell’Europa è che a fronte di una popolazione giovanile tedesca di poco più 10 milioni di unità nel breve volgere di pochi mesi sono arrivati in quel Paese più di un milione di giovani ventenni, altri 200.000 sono attesi quest’anno. Il che significa l’assoluta impossibilità di assorbire l’impatto demografico che una tale popolazione in età riproduttiva provocherà sulla natura stessa della Germania. Voglio dire che nel giro di qualche anno metà della popolazione tedesca sarà costituita da Medio Orientali e Nord Africani tutti rigorosamente musulmani. Ma la stessa cosa è accaduta anche in Italia , attraversano gli inesistenti confini, installandosi nelle nostre città, costruendo la nostra fine e badate bene: il tutto a nostre spese! Credo che non esista altro caso nella lunga storia dell’uomo di un suicidio di popoli così ben pianificato, organizzato e condotto a termine con precisione. Questo è il disastro storico che Merkel e compagni stanno producendo.
Verso la fine del XX° secolo comincia a delinearsi un nuovo procedimento: la globalizzazione, la quale dapprima nel campo economico e poi in quello politico distrugge i confini degli Stati e poi ne distrugge il senso stesso per cui sono nati. Ovvero, la promozione e la difesa dei valori distintivi della comunità umana che in quei valori e principi si riconosce. I confini territoriali faticosamente costruiti per difendere quei principi e quei valori prima ancora che gli uomini e le donne che vi si riconoscono vengono distrutti dal feticcio “Globalizzazione” o piegati agli interessi delle multinazionali. Ricordate il cavallo di Troia con il quale i greci aprirono le porte della città di ILO, fino allora inespugnabile? Quel cavallo di Troia è oggi la globalizzazione e quelle mura profanate della città di ILO sono oggi i confini territoriali. La soppressione dei confini territoriali oggi sta producendo le stesse disastrose conseguenze prodotte allora alla città di Troia. Distruzione e morte ! Altro che scemenze quali integrazione, fecondazione reciproca, multiculturalismo o più se ne metta. Di Troia non è rimasto altro che qualche rudere di mura. E dei Troiani tutt’al più possiamo forse accettare la leggenda di Enea, Anchise e Ascanio e niente altro. Dell’Occidente con il trionfo dell’ISIS islamico non rimarrebbe neanche quel rudere! Come ci dimostrano i loro atti.
Le sciocchezze disinformative del circuito mediatico, le criminali acquiescenze della classe dirigente politica e la resa sincretistica del clero cattolico romano sono i sottoprodotti della più esplosiva delle miscele distruttive ossia: la chiusura della mente di fronte alle sfide di questo tempo, una totale ignoranza di quello che avviene nel mondo reale, il tutto intriso di una inconsapevole codardia morale e civile.
Eccomi quindi rivolgermi a tutti coloro che hanno la responsabilità di informare, ma anche di formare coscienze e consapevolezze, più che con un grido di dolore, è con una richiesta di ritorno alla realtà. Si deve abbandonare la superficialità degli slogan che fin ha solo contribuito ad anestetizzare le coscienze del popolo. Occorre ritornare a quel lungo esercizio di ragione, di analisi e di approfondimento solo attraverso i quali si può poi pervenire alla sintesi dei fatti e delle loro cause. Solo dopo sarà possibile comunicare ai cittadini in quanto individuo e in quanto comunità di popolo ciò che realmente sta succedendo che personalmente trasduco così:
- un progetto politico di dominazione totalitaria – Islam - da sempre in guerra contro il Mondo, oggi convinto di essere ritornato al rapporto di forze di Medina, ha ripreso ad avanzare contro l’Occidente. Il suo alleato più letale, tanto inconsapevole quanto stolido, è la classe dirigente occidentale, nella quale quella dell’informazione si è assunta il ruolo di anestesista delle coscienze.
Ancora una volta il popolo è solo in questa guerra di sopravvivenza e l’Italia è chiamata questa volta non solo al riscatto verso uno Stato dei suoi cittadini e non della “Roma imperiale”. Questa volta è proprio in gioco la sua sopravvivenza fisica come cittadini e come Comunità. Questo Stato criminale e criminogeno con la distruzione dei suoi confini, intesi come argine alle invasioni, ha creato le condizioni perché un’alluvione possa diventare vero e proprio tsunami. Questo bisogna dire ai cittadini. Questo bisogna dire : non accettare la sottomissione.
RENDERE GLI ITALIANI ALL’ITALIA E L'ITALIA AGLI ITALIANI
Art. Camerata
Marco Affatigato.
Se l’Italia vuole risolvere le crisi che l’attraversano, deve innanzi tutto ritrovare la sua identità e le sue radici. Rendere l'Italia agli italiani e gli italiani si può fare attraverso i referendum.
Cos’è essere italiani ? Cosa significa appartenere ad una Nazione ? Cosa vuol dire essere figli di un popolo ? Ecco le tre domande tabù per i politicamente corretti.
In Italia , sul nostro suolo, ci sono numerosi individui che sono amministrativamente italiani: hanno una Carta d’Identità e se vogliono pure un Passaporto italiano, ma si rifiutano di “condividere” l’eredità nazionale ed il destino comune o addirittura ancor peggio li combattono.
In questi ultimi trent’anni (dagli anni ’90 del secolo scorso) per il piacere degli utopisti del multiculturalismo e degli ideologhi mondialisti, l’Italia ha accolto delle popolazioni di lavoratori « a buon mercato» che arrivavano dall’Asia (Pakistan , Cina in maggioranza) come dall’Africa centrale e del nord (Tunisia , Marocco, Nigeria, Senegal , Costa d’Avorio, Somalia in maggioranza) e questo non tanto per “l’occupazione” che ne aveva necessità ma perché gli “sfruttatori” di turno avevano così della mano d’opera a basso costo e sotto il minimo previsto per legge e inoltre delle “entrate” a nero , grazie alla locazione di “stanze” a tre, quattro/sei immigrati (regolari e non, ha poca importanza per loro) a 200/300 euro a cranio al mese. Tanto non potevano reclamare per paura di non lavorare e di non avere un tetto dove dormire. Questa l’Italia dei politicamente corretti. Quella stessa Italia che non dice una sola parola , non s’indigna per la scomparsa di 5mila bambini registrati come “entrati” in Italia nel 2015 e che Europol suppone siano stati rapiti e uccisi per il traffico d’organi, che economicamente garantirà la sopravvivenza ai soliti “sfruttatori”. Ma non andiamo fuori tema. Dicevo che in questi ultimi trent’anni l’Italia ha dato a questi immigrati sfruttati dei “documenti d’identità” e pure , se ormai residenti, il diritto di voto attivo e passivo a livello comunale. Ora i politicamente corretti si battono affinchè possano avere il diritto di voto attivo e passivo a livello nazionale e non solo i residenti ma tutti i titolari di un permesso di soggiorno. Dimenticando però di farne dei veri italiani, membri della nostra Nazione e della nostra comunità di destino. Già ! Perché se domani decidono di rientrare al loro paese di origine se ne andranno con i “contributi pensionistici” versati percependoli anticipatamente. Per citarne una , senza poi parlare dei “contributi” per il reinserimento nel proprio paese d’origine o per l’inizio di attività nel proprio paese d’origine . Leggi italiane votate dal Parlamento italiano. Ripeto : leggi italiane. Ed ecco che si apre qui il dibattito .
Se sono leggi (ed è ciò che sono) esse possono essere modificate se non addirittura abrogate. Ecco il vero dibattito che va al di là delle articolazioni scritturali su Facebook e delle dichiarazioni senza poi seguito (perché non proporre referendum abrogativi ? ) e quindi superficiali se non costruttivi. E’ necessario rimetterci in causa e cessare di chiacchierare per passare all’azione: organizzare dei referendum abrogativi .
L’Italia è generosa ! Certamente ! su questo non c’è alcun dubbio. Ma è necessario per primo essere generosi con gli italiani ed è attraverso questi “referendum” che potranno essere rimesse in causa tutte quelle leggi amministrative che favoriscono invece gli immigrati extracomunitari che, salvo alcuni casi, di essere italiani ben poco interessa loro perchè l’Italia non è la loro Storia, la loro cultura, la loro famiglia …il loro Paese.
giovedì 4 febbraio 2016
CI SONO VALORI CHE NON SONO NEGOZIABILI
Art. Camerata Marco Affatigato.
Oggi esiste un Italia che non si rassegna , un Italia che non si sottomette e che vuole lottare per cambiare …ma ha bisogno di guide. Le guide devono essere veritiere, nelle intenzioni, nelle idee, nel linguaggio e nei comportamenti.
La manifestazione di sabato 30 gennaio ha portato alla luce l’esistenza di un’altra Italia, ben diversa da quella relativista e pornomane che ci viene presentata dai media come l’unica reale.
L’Italia che è di quel giorno è quella porzione di popolo, più ampia di quanto si possa immaginare, che è rimasta fedele, o ha riconquistato negli ultimi anni, quelli che Benedetto XVI ha definito «valori non negoziabili»: la vita, la famiglia, l’educazione dei figli, nella convinzione che solo su questi pilastri possa fondarsi una società bene ordinata. Quell’Italia si pone come antitetica all’Italia della legge Cirinnà, che prende nome dal disegno di legge presentato dalla senatrice Monica Cirinnà, per introdurre matrimonio civile e adozioni omosessuali nel nostro Paese.
L’Italia di quel giorno non è solo un’Italia che difende l’istituto famigliare, è anche un’Italia che si schiera contro i nemici della famiglia, a cominciare dal gruppo di attivisti che, dietro lo schermo della legge Cirinnà, vuole imporre al Paese un’ideologia e una pratica pansessualista. Questa minoranza è supportata dall’Unione Europea, dalle lobby marx-communitariste che purtroppo godono anche della simpatia e della benevolenza di una parte dei vescovi sotto la guida di mons. Nunzio Galantino, segretario della Conferenza Episcopale Italiana e dei movimenti cattolici come come Comunione Liberazione, l’Agesci, i Focolari, il Rinnovamento dello Spirito.
Mons, Galantino ha cercato in tutti i modi di evitare la manifestazione di sabato 30 gennaio, poi nell’impossibilità di fermare la mobilitazione, avrebbe voluto imporre ad essa un altro obiettivo: quello, come osserva Riccardo Cascioli su La Nuova Bussola quotidiana del 1 febbraio di «arrivare a una legge sulle unioni civili che le tenga ben distinte dalla famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna e che eviti l’adozione. In altre parole la CEI vuole i DICO contro cui aveva combattuto otto anni fa». (La legalizzazione dei DICO fu opposta nel 2007 dai vescovi italiani poiché legge che veniva presentata, giustamente, come porta aperta al pseudo-matrimonio civile omosessuale) ed oggi si sente raccontare, dal maggior esponente dei vescovi della Chiesa, che bisognerebbe accettare le unioni civili, proprio per evitare il cosiddetto matrimonio gay. Lo racconta, tra gli altri, in un’intervista, mons. Marcello Semeraro, vescovo di Albano: «In linea di principio, non ho obiezioni al fatto che sotto il profilo pubblico si dia consistenza giuridica a queste unioni. Mi sembra che la reazione riguardi il tema della generatività, le adozioni, non il riconoscimento pubblico delle unioni. L’importante è che non vengano assimilate alla realtà del matrimonio». E, a scanso di equivoci, aggiunge: «Una legge sulle unioni civili si può senz’altro fare» (Corriere della Sera 31 gennaio). La posizione è chiara: no all’adozione omosessuale, sì alla legalizzazione delle unioni omosessuali, purché non vengano ufficialmente definite matrimonio. Se dal disegno di legge Cirinnà fossero tolti alcuni elementi che equiparano in tutto le unioni civili omosessuali al matrimonio, allora un cattolico potrebbe consentirvi. Mons. Semeraro è considerato, come mons. Galatino, un uomo di fiducia di Papa Francesco. Sorge quindi spontanea la domanda: qual’è la posizione del Papa in proposito? Antonio Socci, su Libero del 31 gennaio, rileva come sia stata «evidentissima l’assenza e palpabile la freddezza» di Papa Francesco, il quale non ha inviato nemmeno un saluto ai manifestanti del 30 gennaio e non vi ha fatto accenno né nel discorso dell’udienza del sabato mattina, né nell’Angelus del giorno successivo. Come giudicare questo silenzio, nel momento in cui il Governo e il Parlamento italiano si apprestano a infliggere una ferita morale al nostro Paese?
La battaglia in atto non è infatti politica, ma culturale, e non si vince tanto con la mobilitazione delle masse, quanto con la forza delle idee che si contrappongono all’avversario. È una battaglia tra due visioni del mondo, fondate entrambe su alcuni princìpi cardine. Se si ammette che esiste la verità assoluta e l’assoluto Bene, che è Dio, nessun cedimento è possibile. La difesa della verità deve essere condotta fino al martirio.
La parola martire significa testimone della verità e oggi, accanto al martirio cruento dei cristiani, che si rinnova in tante parti del mondo, esiste un martirio incruento, ma non meno terribile, inflitto attraverso le armi mediatiche, giuridiche e psicologiche, con l’intento di ridicolizzare, far tacere, e se possibile imprigionare i difensori dell’ordine naturale e cristiano.
La Manif pour tous francese, portò per la prima volta quasi un milione di persone in piazza il 13 gennaio 2013, qualche settimana prima della discussione in Parlamento della legge Taubira, ma continuò a manifestare, con vigore ancora maggiore, anche dopo l’approvazione del pseudo matrimonio omosessuale, innescando un movimento che ha aperto la strada a tanti altri in Europa.
Personalmente mi aspetto in Italia nuove manifestazioni, condotte con forza e determinazione, anche se il numero dei partecipanti dovesse essere minore, perché ciò che conta non è l’ampiezza del numero, ma la forza del messaggio che la manifestazione può dare: di un Italia che non è rassegnata, che non è sottomessa , di un Italia che vuole lottare e ha bisogno di guide. Le guide devono essere veritiere, nelle intenzioni, nelle idee, nel linguaggio e nei comportamenti.
MIGRANTI CLANDESTINI .
MIGRANTI CLANDESTINI E RIFUGIATI
QUALCHE CIFRA CHE EMERGONO DALLA “OPERAZIONE PORTE APERTE” DELLA COMMISSIONE EUROPEA.
Art. Camerata Marco Affatigato.
Le cifre sul “vivere insieme” che provengono dai Paesi Bassi: 8.000 reati . Immaginate un attimo il numero dei reati su scala europea.
La parola “ipocrisia”sembra ormai molto timorosa per descrivere l’invasione di un Europa in metastasi culturale. Mi limiterò quindi ai dati che il ministero dell’Interno dei Paesi Bassi ha voluto rendere pubblici (perché non lo fa anche l’Italia ? ).
In Olanda, gli agenti di polizia o gli altri membri delle forze dell’ordine incaricati del controllo stradale e delle frontiere sembrano lamentarsi delle regole troppo costringenti e restrittive che , secondo loro, nuociono all’efficacia del loro lavoro. Incaricati di lottare contro il traffico umano che ha luogo anche nei confront dei richiedenti asilo, constatano spesso che non sono neanche autorizzati a poter controllare le bauliere delle auto o altri spazi di carico. Come bloccare i trafficanti, allora, si domandano?
La relazione è partita da un fatto. La notte di sabato/domenica del 23/24 gennaio scorso , decine di richiedenti asilo hanno aggredito gli ambulanzieri ch’erano venuti a soccorrere un « rifugiato » nel Centro di Accoglienza di Zaandam che aveva tentato il suicidio al fine di protestare contro le sue condizioni di alloggio e la qualità del cibo. Tre principali quotidiani (Telegraaf, Algemeen Dagblad, de Volkskrant) hanno fatto da eco alla relazione del ministro dell’Interno aggiungendo anche le statistiche ufficiali del COA (Organo Centrale di Accoglienza dei Richiedenti Asilo) a riguardo di « incidenti » che implichino i richiedenti asilo durante il 2015. Il totale degli incidenti contabilizzati è di 8.000. Dato confermato dal ministro. Fra questi oltre 5000 considerati « rivolte » , 369 tentativi di « autodistruzione » con scioperi della fame e 4 tentativi di suicidio.
Riguardo le “aggressioni sessuali” ,il livello è trevolte più elevato nelle strutture di “accoglimento” che fra la popolazione neederlandese ( 55 nei confronti di “donne” neederlandesi contro 168 nei confronti di donne nei Centri d’Accoglienza, in maggioranza di religione cristiana e minori, aggressioni commessa da e nei confronti di richiedenti asilo)
8.000 « incidenti » (così vengono definiti nella relazione) solo nei Paesi Bassi, lascio quindi a voi immaginare se tutti i ministri dell’Interni dei Paesi membri dell’Unione Europe ache hanno accolto i migranti clandestini facessero la loro « relazione ». Del resto non capisco perché non vi sia un solo parlamentare italiano che interroghi il ministro dell’Interno , Alfano, su questo punto.
8.000 reati : una magnifica lezione boldriniana sul « vivere insieme » che ci viene data in realtà. Se poi aggiungiamo a questo il dato Europol di quei 10mila bambini rifugiati “registrati” come entrati in Europa e che oggi mancano all’appello e quindi vengono dichiarati “scomparsi” nelle maglie dei trafficanti di organi umani : solo in Italia , secondo i dati Europol sarebbero 5mila – anche qui che cosa ci dice il inistro dell’Interno Alfano ? è possibile che non vi sia nessun giornalista che riprenda questo orribile dato.
mercoledì 3 febbraio 2016
CANONE RAI IN BOLLETTA E DISOBBEDIENZA CIVILE
Art. camerata Marco Affatigato.
m.affatigato@libero.it .
Da settimane la Rai sta ossessivamente martellando di comunicati sul canone TV inserito nella bolletta elettrica come prescritto dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 28/12/2015 n. 208). Grazie a questo martellamento alcuni contribuenti ideologicamente plagiati sono arrivati ad affermare: «Finalmente, adesso tutti dovranno pagare il canone TV.» Certo sarebbe giusto se …se come , accade in altri Paesi d’Europa, dove viene pagato un canone per sostenere la televisione pubblica, non ci fosse la pubblicità e gli stipendi fossero regolamentati. Purtroppo in Italia questo non succede.
Sapete quanti sono coloro che nel 2014 hanno spedito la “disdetta del canone Rai” ovvero il “suggellamento” ? Nel bilancio 2014 di Rai Spa viene inserita la cifra di 326.174.
326.174 capi famiglia . Tutti certamente avranno avuto i loro buoni motivi per richiedere il “suggellamento” e quindi non pagare il “canone Rai”. Ma io penso che principalmente sia stata una “ragione politica” come quella che il Servizio Pubblico vada sganciato dai partiti e sia messo nelle mani dei cittadini. Giusto come deliberato dal cosiddetto popolo sovrano con il referendum del 1995, nel quale fu decisa la privatizzazione della Rai.
Nel 2014, la cosiddetta legge Gasparri: Legge 3/5/2004 n. 112, all’art. 21 stabilisce come venga meno la partecipazione dello Stato nella Rai, e come questa divenga una Società per Azioni. Al comma 3 è sancito come entro quattro mesi sia avviato il procedimento di alienazione delle azioni per offerta pubblica. Al comma 4 viene detto che una parte di queste azioni è riservata a coloro che dimostrino di essere in regola da almeno un anno con il pagamento dell’abbonamento. La mia domanda è: quale privato ha mai posseduto un’azione Rai? Se c’è che alzi la mano!
La legge stabilisce che Rai Spa è assoggettata alla disciplina generale delle società per azioni (art. 20, Comma, 2, ma non solo). Il Consiglio d’Amministrazione è composto da nove membri ed è nominato dall’Assemblea, e naturalmente l’Assemblea è composta dagli azionisti (art. 20 comma 3). L’elezione degli amministratori avviene mediante voto di lista (art. 20 comma 6).
Il governo ha nominato il C.d.A. scegliendo fra persone naturalmente competenti, ma non scelte dai cittadini che sostanzialmente ne sono i proprietari. Al contrario, la maggioranza partitocratica con il beneplacito dell’opposizione ha deciso per tutti. Si veda l’articolo de “Il Sole 24 Ore” del 4/8/2015 che scrive: «la Commissione parlamentare di vigilanza ha indicato i sette (su nove) membri del Consiglio di amministrazione di viale Mazzini di sua competenza: si tratta di Carlo Freccero (proposto da M5S e Sel, con 6 voti), Arturo Diaconale (FI, 5), Franco Siddi (Pd, 5), Rita Borioni (Pd, 5), Guelfo Guelfi (Pd, 6), Paolo Messa (Ap, 4) e Giancarlo Mazzucca (FI, 4)». Dove sono i cittadini-contribuenti? Dove sono gli abbonati? Eppure essi sono formalmente i proprietari della Rai.
E proseguendo. L’art. 20, Comma 1, della predetta Legge Gasparri indica in dodici anni la concessione del servizio pubblico alla Rai, perciò dovrebbe scadere a maggio 2016. Perché dovremmo pagare il canone alla Rai Spa nella bolletta elettrica a partire da Luglio 2016? Hanno già deciso chi gestirà il servizio pubblico radio-televisivo con buona pace per le altre emittenti? Queste ultime per i nostri governanti non sono all’altezza? Niente appalti pubblici ma nomine dall’alto? Questa no è una democrazia ma una dittatura. Volevate la motivazione per la lotta contro il canone? Eccola servita su un piatto d’argento. Una televisione governativa ce l’hanno le dittature, non le democrazie.
Ecco perché tutti i cittadini possono unirsi in questa battaglia contro questi soprusi. Rimanere inerti significa condividere questo stato di cose. Significa essere complici di una ulteriore angheria contro il cittadino-contribuente. E come diceva il senatore a vita Giulio Andreotti: «A pensare male si fa peccato ma, spesso si indovina»”.
Ma c’è un partito, un movimento che voglia portare avanti questa battaglia? C’è un partito o un movimento che voglia assumersi l’onere di essere in prima fila ?
Dal bilancio Rai 2014, con il canone ha incassato la cifra di 1.590.600.000,00 euro …un miliardo cinquecento novanta milioni e seicento mila euro….difficile persino da leggere. Si consideri poi che le trasmissioni Rai sono infarcite di pubblicità, e che a questa voce sempre nel 2014 ha incassato 579.700.000,00 euro …cinquecento novantasette milioni e settecento mila euro…c’è da rimanere sbalorditi quando si sente dire che Rai è in deficit . Ma c’è da rimanere altrettanto sbalorditi dall’arroganza della partitocrazia, non solo del governo Renzi.
Si consideri poi che l’invito al pagamento e i solleciti di pagamento “l’abbonamento” alla Rai non costavano niente. Le lettere che arrivavano con il bollettino erano tutte con il sigillo “Agenzia delle Entrate”, ovvero dello Stato, e perciò già a spese dei contribuenti. Adesso tutto è cambiato per favorire circa 460 gestori dell’energia elettrica, che sicuramente non lavoreranno gratis. Questi “gestori dell’energia elettrica” guadagneranno da due parti: inoltrando la “spesa” alla Rai per il servizio reso e fatturando la spesa (più Iva) degli invii al titolare del canone. Perché ?
Ma veniamo nello specifico della legge di stabilità 2016. Qui è l’articolo 158 che più c’interessa. Vi si dice: «non è più esercitabile la facoltà di presentare la denunzia di cessazione dell’abbonamento radiotelevisivo per suggellamento, di cui all’art. 10, primo comma, del RDLgs 21/2/38 n. 246 convertito dalla legge 4/6/1938 n. 880″». In proposito questo articolo ha tolto l’unico esercizio di libertà che aveva l’utente per non subire. Rispettando norme precise, si poteva disdire. Si dovevano versare 5,16 euro, e poi fare una raccomandata AR chiedendo il suggellamento del televisore entro il 31 dicembre. La validità della disdetta partiva dal primo gennaio dell’anno successivo. Tutto semplice e facile.
Adesso tuttavia la richiesta di recessione dell’abbonamento, a mio parere, si può fare in qualsiasi momento dell’anno, perché in tutti gli articoli di legge si fa sempre menzione di canone di abbonamento. Dunque il canone TV è un abbonamento e non una tassa sul possesso o un’imposta, anche se la Corte Costituzionale parla di “prestazione tributaria”, il canone non è una tassa e neanche un’imposta, è un abbonamento.
A tal proposito è utile consultare il Codice del Consumo che dà direttive esatte su cosa si deve fare per sottoscrivere un abbonamento. Per tale sottoscrizione ci vuole un contratto scritto. Tant’è che un tempo l’Agenzia delle Entrate spediva a casa dei non abbonati una lettera nella quale si spiegava che l’abbonamento alla TV è obbligatorio, e per facilitarne il pagamento allegavano un bollettino postale. L’utente pagando quel bollettino automaticamente sottoscriveva il nuovo abbonamento che, come recita l’art. 2 del RDLgs 246/38: è tacitamente rinnovabile di anno in anno.
Vale a dire che fino a quando il contribuente non decide di disdirlo nei modi e nei metodi consentiti dalla legge stessa, associare automaticamente l’abbonamento alla bolletta dell’energia elettrica a tutti gli utenti è fuorilegge. Il contribuente non sottoscrive niente. Far pagare ciò che non è stato sottoscritto è un abuso, e tutto ciò che è contrario alla legge è nullo. Ripeto: inserire l’abbonamento nella bolletta elettrica senza il consenso dell’utente è illegittimo.
Ma c’è dell’altro: la tassa è dovuta dal titolare dell’abbonamento Rai, di solito il capo anagrafico della famiglia. Se nella stessa famiglia non vi fosse coincidenza tra il titolare dell’abbonamento e l’intestatario della bolletta energetica la circostanza andrà segnalata all’Agenzia delle Entrate, o allo stesso esercente il servizio elettrico. Ed anche altre situazioni andranno comunicate sempre ai fini dell’esenzione dal pagamento del canone. Anzitutto il non possesso della TV per vincere la presunzione di legge che vuole tutti i titolari di bollette elettriche detentori dell’apparecchio. Il cambio di residenza. La vendita o cessione della TV. La rottamazione documentata. Il decesso del titolare. L’affitto di casa con contratto energetico intestato al proprietario-locatore. Il ricovero. L’emigrazione. L’esenzione ci sarà per gli ultra 75enni con reddito annuo non superiore a 8.000 euro; ma se nel nucleo famigliare ci sono due pensionati ultra 75enni il reddito è cumulato, e lo sgravio annullato.
Sempre commentando l’art. 154 la legge di stabilità. Nell’art. 154 è sancito che per scoprire coloro che evadono il canone-abbonamento ci sarà una sinergia d’intenti tra i gestori di gas, energia elettrica, acqua, con l’Agenzia delle Entrate, e altri soggetti pubblici o privati. Questo significa che il Governo ancora una volta calpesterà una legge: quella sulla privacy, poiché darà mandato ai negozi che vendono televisori di fornire i nominativi degli acquirenti alla Rai, oppure chiederà a Sky e Mediaset di fare i “segnalatori” dei loro utenti all’Agenzia delle Entrate.
È un ritorno agli anni 1980? Allora la Rai (via Cernaia a Torino) concedeva ai rivenditori che fornivano i nomi di coloro che acquistavano un televisore un compenso: 100 mila lire per 10 nominativi; 200 mila lire per 20 nomi; 300 mila lire per 30 nomi; 500 mila lire per 40 nomi, e per 50 nominativi un milione di lire. Non ci si deve stupire se questo metodo di denuncia è andato avanti fino al 2003 e da quel momento , in barba alla “privacy” , con la complicità del regolamento UE e delle banche per “scovare gli evasori” lo Stato si avvale del Software denominato “ Whisleblowing” .
Come scritto sopra , a Bilancio 2014 della Rai sono ben 326.174 che hanno richiesto il “suggellamento” oppure che hanno detto chiaramente di non volere né detenere un televisore. I loro nomi e indirizzi sono noti alla Rai come all’erario. Da ciò mi sorgono spontanee alcune domande che di seguito elenco:
1) Non sembra persecutorio il pretendere loro ulteriori dichiarazioni?
2) Quando hanno deciso di pagare secondo legge per il servizio di suggellamento della TV, perché lo Stato non ha provveduto?
3) Allora , se le loro richieste non hanno più valore , perché non vengono loro restituiti i soldi con i dovuti interessi?
4) In questa omissione può ravvedersi una appropriazione indebita materializzata dall’Agenzia delle Entrate ai danni di questi cittadini?
5) Se questa ipotesi venisse confermata, l’Agenzia delle Entrate non sarebbe costretto a rimborsare alcuni milioni di euro i cittadini che avevano pagato per ottenere il suggellamento?
6) Che dire poi di coloro che dopo aver richiesto l’annullamento dell’abbonamento si sono visti recapitare una lettera della stessa Agenzia nella quale si accettava la disdetta, dov’era dichiarata la chiusura dell’abbonamento?
7) Perché questi contribuenti dovrebbero tornare a perdere tempo e sborsare soldi in comunicazioni di qua e di là, se è già stato notificato che loro non ne vogliono più sapere dello pseudo servizio pubblico della Rai?”.
Poi c’è l’art. 153, Comma a, che ammonisce l’utente dall’effettuare dichiarazioni mendaci. Del resto in questo nostro paese ci sono decine di migliaia di falsi invalidi che frodano l’INPS; persone che non denunciano la morte dei congiunti per continuare a ricevere una pensione; gente che viaggia senza assicurazione; la patente sembra essere diventata un optional, vista l’ultima legge che depenalizza chi ne è sprovvisto. Ci sarà veramente qualcuno che sarà spaventato nel dichiarare il falso? È una questione penale ovviamente; ma anche quanto detto più sopra dovrebbe esserlo, eppure lo si continua a fare.
Concludendo esorto coloro che hanno dato a suo tempo la disdetta al canone TV, come coloro che hanno intenzione di non subire le illegittime imposizioni della partitocrazia, a “non sottomettersi”. Come esorto che ci sia un partito o un movimento che voglia ufficialmente opporsi prendendo in mano le redini di una rivolta contro il canone di abbonamento Rai così come determinato oggi.
Non si tratta solo di una battaglia contro una imposizione fiscale iniqua ma di una battaglia per la libertà d’informazione, e contro la dittatura di questa partitocrazia.
Per quel partito o movimento che voglia organizzare la “disobbedienza civile” già dico che sono a sua disposizione , come anche per tutti coloro che vogliano agire in proprio: m.affatigato@libero.it .
MIGRANTI CLANDESTINI : ECCO COME IL “SISTEMA DELL’ACCOGLIENZA” LI GETTA NELLE MANI DEI TRAFFICANTI
Art. camerata Marco Affatigato.
La denuncia non proviene da me, ma da Europol e dal rapporto di “Medici Senza Frontiere” .
Vogliamo veramente aiutarli ? Fermare l’immigrazione clandestina e il sistema di accoglienza.
Ho potuto leggere il rapporto di Medici Senza Frontiere riguardo alle “operazioni di salvataggio in mare” e alla “assistenza medica a terra” dei migranti clandestini che approdano sulle nostre coste e quelle greche. Per loro, i migranti, attraversare il mare è sofferenza , violenza, stupri e in molti casi morte. In un anno e mezzo , fra il 2014 e il 2015, 10mila giovani migranti sono stati uccisi per il traffico d’organi e le ragazze inviate alla prostituzione in Turchia e anche nei “paesi d’accoglienza” come la Germania, l’Italia e la Francia da trafficanti albanesi e turchi. L’immigrazione massiva in provenienza dal Medio Oriente è una nuova cuccagna per tutti i gruppi criminali. Un rapporto come questo dovrebbe far gridare la indignazione internazionale e rivedere immediatamente la politica europea sull’immigrazione, riportandola ad essere una “immigrazione controllata”. Ed invece niente di tutto questo ! Si direbbe che Stalin aveva ragione dicendo che : « La morte di un uomo è una tragedia. La morte di un milione di un milione di uomini è una statistica » . Ha fatyo più rumore la foto di quel bambino siriano morto, annegato e ritrovato sulla spiaggia che 10mila bambini scomparsi, assassinati nel “traffico d’organi”. Nemmeno ci si domanda a chi profittano quegli organi ? Qualcuno potrebbe insinuare che quel numero , 10mila, possa essere una cifra inventata da chi è contro questa migrazione massiccia e invasiva ed invece è un dato fornito da Brian Donald, direttore dell’Europol (Ufficio di Polizia Criminale intergovernamentale incaricata di facilitare gli scambi di informazioni nei paesi membri dell’Unione Europea e non solo) . Questi 10mila ragazzi sono « i bambini di cui si è persa traccia dopo la loro registrazione da parte delle autorità europee al loro arrivo», ha dichiarato aggiungendo anche che « la metà di loro , circa 5mila, sono scomparsi in Italia e mille in Svezia». Mentre il Regno Unito « ha visto raddopiare il numero degli scomparsi nel 2015». In breve , conclude il direttore dell’Europol , « una infrastruttura ciminale di grande importanza sarebbe all’opera sul continente europeo” e la loro fonte sono i Centri di Accoglienza.
Secondo le ONG (Organizzazioni Non Governative) le cifre sono ancora più allarmanti. Per « Save the Children International » che gestisceun Centro d’Accoglienza a Preševo, in Serbia, stima che « 26.000 i minori scomparsi dopo l’arrivo in Europa nel 2015 ». Del resto Europol ammette che la sua stima di 10mila scomparsi è senza dubbio ben al di sotto della verità tenuto conto che ben il 27% di un milione di richiedenti asilo arrivati in Europa nel 2015 erano minori.
Le « guerre per la democrazia » portate avanti dalla Nato in Serbia , nei Balcani vi hanno creato una florida situazione per tutte le mafie, notoriamente per quella albanese. L’immigrazione massiccia proveniente dal Medio Oriente è una cuccagna per questi gruppi criminali. Ed a loro si uniscono Mafia , Camorra e ‘ndranghete. Così che « le organizzazioni criminali che da un lato gestiscono il « passaggio clandestino » di questi migranti sono ormai in relazione con le altre organizzazioni criminali che , in Europa, gestiscono la prostituzione e il traffico di organi umani ; come sono anche in contatto con quelle organizzazioni jihadiste che invece gestiscono lo schiavismo in Africa come in Medio Oriente. ». I migranti adolescenti sono “carne fresca” per il mercato del sesso e per il “ricambio d’organi” . Non c’è più bisogno di andare dall’altra parte del Mondo : la merce è ormai consegnata a domicilio. E il traffico d’organi è un mercato che fornisce “a nero” il 15% dei trapianti….e per un trapianto d’organi è necessario avere delle sale chirurgiche ben adeguate oltre che di personale. Possibile che i servizi di intelligence non siano informati circa la loro ubicazione ?
Nel rapporto diffuso a livello internazionale MSF denuncia il catastrofico fallimento dell’Unione Europea nel rispondere ai bisogni umanitari di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nel 2015 e presenta una fotografia drammatica, emersa dai progetti MSF per la migrazione, dell’impatto medico-umanitario delle politiche europee su migliaia di persone in fuga
“Non solo l’Unione Europea e i governi hanno fallito collettivamente nell’affrontare la crisi, ma con le loro barriere e la risposta caotica ai bisogni umanitari delle persone in fuga hanno di fatto peggiorato le condizioni di migliaia di uomini, donne e bambini già vulnerabili” ha dichiarato Brice de le Vingne, direttore delle operazioni di MSF.
Attraverso le testimonianze dirette di operatori e pazienti di MSF e i dati medici raccolti in decine di progetti, il rapporto “Corsa a ostacoli verso l’Europa” mostra le conseguenze umanitarie delle decisioni europee e dimostra come le politiche di deterrenza abbiano costretto MSF e altre organizzazioni ad aumentare drasticamente le proprie attività nei punti di ingresso all’Europa sostituendosi agli Stati.
“Mai prima d’ora abbiamo dovuto avviare così tanti progetti in Europa o imbarcarci per salvare vite in mare. Mai prima d’ora abbiamo dovuto assistere così tanti disperati alle frontiere, curando le conseguenze fisiche e psicologiche dei drammatici viaggi, delle violenze subite e della mancanza di assistenza” ha detto la dott.sa Federica Zamatto, responsabile medico progetti migrazione MSF. “Nel 2016 i paesi europei devono fare un bilancio del costo umano delle loro decisioni, assumersi le loro responsabilità e imparare dagli errori commessi per mettere al centro i bisogni dei più vulnerabili.”
Nel 2015 i numeri dell’azione MSF per la migrazione in Europa sono triplicati. Tra il 1° gennaio e il 15 dicembre, MSF ha effettuato oltre 100.000 consultazioni mediche e psicologiche – sulle navi di ricerca e soccorso e nei progetti in Italia, Grecia e Balcani – e tra maggio e dicembre ha soccorso 23.747 persone in mare. In tutto MSF ha speso circa 31,5 milioni di euro e mobilitato 535 operatori umanitari per rispondere ai bisogni di rifugiati e migranti in Europa e nel Mediterraneo.
Ecco alcuni passi del rapporto.
“Sono rimasta tre mesi a Tripoli. Non ho parole per descrivere la mia vita lì. È il peggior posto al mondo. Ci hanno trattato come animali. Hanno separato le donne dagli uomini e ogni giorno prendevano una di noi per soddisfare i loro istinti. Chi vorrebbe rimanere in Libia in queste condizioni? Non voglio subire altri abusi! Non avevamo altra scelta. È vero, sapevamo che saremmo potuti morire in mare ma era una nostra scelta”
– Testimonianza di donna eritrea sulla nave MSF Bourbon Argos, Luglio 2015.
Il 2015 è stato l’anno con la più alta mortalità nel Mediterraneo: almeno 3.771 persone sono morte nel tentativo di raggiungere L’Europa.
Non mostrando alcuna volontà politica di offrire alternative legali e sicure alla drammatica trasversata del mare, l’UE e i governi europei hanno di fatto spinto oltre un milione di persone nelle mani di trafficanti e su barconi sovraffollati diretti in Europa.
I racconti di deliberati atti di violenza perpetrati nel mar Egeo sono particolarmente inquietanti. Le equipe di MSF a Lesbo e Kos hanno raccolto molte storie che vedevano gruppi dal volto coperto rapinare i migranti o gettare in mare i loro oggetti personali. A maggio, dopo la chiusura dell’operazione Mare Nostrum, MSF ha preso la decisione senza precedenti di avviare attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo e da giugno ha messo in mare tre navi. In otto mesi La Bourbon Argos, La Dignity I e la MY Phoenix hanno soccorso direttamente 20.129 persone nel Mediterraneo e assistito altre migliaia di persone trasferite da altre navi. A fine novembre MSF ha anche avviato operazioni di salvataggio nell’Egeo in collaborazione con Greenpeace, soccorrendo oltre 6.000 persone solo nel primo mese.
Le equipe di MSF hanno assistito a migliaia di scene agli arrivi in Italia e Grecia dopo essere sopravvissute alla traversata in mare, a molti sono stati negati i bisogni più elementari.
GRECIA
L’accoglienza: da inesistente a disumana
“Viviamo in una tenda sporca. Non ci sono materassi per dormire, solo scatole di cartone. Non ci sono coperte ma sporcizia. Non vogliamo nemmeno avvicinarci ai bagni. L’acqua non è pulita, non possiamo lavarci. Non posso credere che sto vivendo in queste condizioni con la mia famiglia. Ero un’insegnante e mio marito un contabile, guardateci adesso. Tutto questo è disumano”
Testimonianza di donna siriana, Grecia.
In Grecia, non solo le autorità non hanno organizzato un sistema di accoglienza adeguato e umano, ma hanno anche impedito attivamente alle organizzazioni umanitarie di intervenire per coprire le lacune. Negli ultimi mesi, le equipe di MSF a Kos, Lesbo e Leros hanno lottato senza tregua per ottenere l’autorizzazione a fornire assistenza umanitaria ai nuovi arrivati. A Kos, per esempio, a ottobre arrivavano 200-500 persone ogni giorno, ma non esiste ancora un servizio di accoglienza e le autorità continuano a opporsi alla creazione di una qualunque struttura di ricezione o transito. Le autorità greche hanno fallito anche nel fornire accesso tempestivo alle procedure di registrazione e alle informazioni sulle procedure di asilo e i servizi di base. “Abbiamo visto donne incinte e bambini in fila per giorni nel fango, bagnati fradici sotto la pioggia battente, senza alcuna protezione, alcuni con indosso soltanto una t-shirt. Le persone non possono più stare in piedi perché i loro piedi sono gonfi. La polizia non permette loro di lasciare la fila per avere accesso alle cure mediche. È assolutamente disumano”
- Coordinatore MSF, Lesbo.
Tra giugno e novembre 2015, due terzi dei pazienti di MSF in Grecia soffrivano di infezioni alle vie respiratorie, malattie della pelle e traumi, tutti legati alle condizioni di pericolo e scarsa igiene in cui stavano vivendo. La situazione – già preoccupante in estate – è peggiorata con il freddo e la pioggia dell’inverno. Tra luglio e ottobre le infezioni respiratorie sono aumentate del 160%.
Degli 851.319 uomini, donne e bambini arrivati in Grecia nel 2015, la grande maggioranza ha poi cercato asilo nei paesi dell’Europa settentrionale e occidentale, percorrendo la rotta balcanica. Ma questa rotta, anche se sulla terraferma, è piena di pericoli. A partire dall’estate i governi europei hanno continuato a giocare con la salute, la dignità e il benessere delle persone in fuga aprendo e chiudendo le frontiere in modo incostante, senza alcuna pianificazione o informazione adeguata. Nel 2015 decisioni unilaterali e irresponsabili di chiusura delle frontiere e una mancanza di coordinamento tra gli stati europei ha creato stress e pericolo per migliaia di persone. Ogni volta che una frontiera veniva chiusa, migliaia di persone venivano brutalmente fermate, bloccate in una terra di nessuno, con assistenza umanitaria scarsa o inesistente, costrette a scegliere strade più pericolose o a mettersi in mano ai trafficanti. Lungi dal fermare i flussi in arrivo, queste restrizioni hanno reso questi viaggi verso la sicurezza più pericolosi, miserabili e molto costosi. La maggior parte dei problemi medici trattati da MSF in tutta Europa potevano essere prevenuti con vie sicure e adeguate condizioni di accoglienza. In Serbia, l’80% delle consultazioni mediche di MSF hanno trattato condizioni conseguenti al viaggio, come infezioni del tratto respiratorio (42%), traumi e problemi ossei e muscolari (19%) e problemi della pelle (9%). Oltre alle difficoltà create dalla chiusura delle frontiere, il viaggio verso l’Europa nord-occidentale è estremamente duro soprattutto per la mancanza di assistenza da parte delle agenzie governative e per le violenze costanti. Tutto questo ha un grave impatto sulla salute mentale delle persone. A luglio, quando la Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (FRYOM) ha organizzato un passaggio sicuro verso la Serbia, le persone hanno viaggiato in condizioni decenti, sono state raramente esposte a violenza o costrette a rivolgersi ai trafficanti e sono arrivate a destinazione in condizioni di salute relativamente buone. Al contrario, nel novembre 2015 a Idomeni, gli psicologi di MSF hanno notato un aumento significativo di attacchi di panico e tendenze autolesioniste, diretta conseguenza delle aspre condizioni alle frontiere e dall’incertezza costante sul futuro.
ITALIA
Emergenza senza fine Una delle principali vie di accesso per richiedenti asilo e migranti negli ultimi anni, l’Italia ha un sistema di accoglienza funzionante ma largamente insufficiente, che non riesce a provvedere in modo adeguato ai nuovi arrivi. All’arrivo le persone sono generalmente stipate in centri sovraffollati con scarso accesso a servizi essenziali come assistenza medica, assistenza psicologica, supporto legale e amministrativo.
Mancano mediatori culturali qualificati e interpreti che potrebbero aiutare i nuovi arrivati a dare un senso a ciò che stanno vivendo e adattarsi alla vita in Europa. Alla fine del 2015, MSF ha lasciato il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA) di Pozzallo, designato come hotspot dall’UE, perché le condizioni poco dignitose e inumane nel centro hanno reso insostenibile la collaborazione tra MSF e le autorità locali. A Pozzallo, la priorità delle autorità è identificare i nuovi arrivati più che rispondere ai loro bisogni medici e umanitari, e questo ha reso difficile per medici, infermieri e psicologi fare il proprio lavoro.
“Era scesa dalla Bourbon Argos con un lungo vestito, ultima tra le 700 persone sbarcate, ed era sola. Abbiamo subito capito che aveva subìto una violenza durante la sua traversata del deserto. Aveva subito anche una mutilazione genitale. Abbiamo avvertito le autorità e chiesto di mandare Fatima in una struttura specializzata, ma non abbiamo ricevuto risposta. La lunga attesa all’interno del centro sovraffollato ha destabilizzato ancora di più la sua salute mentale e ha reso necessario il trasferimento in un centro psichiatrico. Per noi è stato un fallimento”
– Medico MSF a Pozzallo, Italia.
2016
Come organizzazione medico-umanitaria, MSF non può risolvere la crisi migratoria globale. Come medici, infermieri e psicologi miriamo ad alleviare le conseguenze delle politiche restrittive sulla salute e le vite dei nostri pazienti. Ma la priorità data dall’Europa al controllo delle frontiere, alla sicurezza e alla deterrenza rispetto alla salute e al benessere delle persone in fuga è estremamente difficile da curare. L’Europa e i suoi stati membri possono e devono agire per dare priorità alla vita di chi fugge. Nei progetti di MSF, tutti i segnali indicano che questa crisi continuerà lungo tutto il 2016. Ci sono oltre 60 milioni di persone in fuga nel mondo e violenza e instabilità continuano a spingere milioni di persone a lasciare le proprie case. È ora che l’Europa metta fine a questa corsa a ostacoli e fornisca assistenza e un passaggio sicuro ai richiedenti asilo, rifugiati e migranti che fuggono da condizioni di vita disperate.
Per il 2016, MSF chiede all’Europa e agli stati membri di garantire un passaggio sicuro attraverso:
– La creazione tempestiva di canali legali e sicuri per i richiedenti asilo: in particolare, consentire alle persone di chiedere asilo alle frontiere di terra (compresa quella di Evros tra la Turchia e la Grecia) e favorire un più ampio utilizzo di opzioni e procedure esistenti, come la riunificazione familiare, i visti umanitari, reinsediamenti e ricollocamenti.
- La creazione di percorsi di migrazione legali per diminuire la necessità di migrazioni irregolari e pericolose e di affidarsi a reti di trafficanti.
– Un meccanismo ambizioso di ricerca e soccorso per salvare vite in mare, da implementare il più vicino possibile alle coste di partenza e con punti di sbarco predefiniti in cui vengano garantite condizioni di disimbarco umane, assistenza medica e valutazione delle vulnerabilità.
– Investimenti nell’accoglienza secondo gli standard UE invece che in misure deterrenti. L’Europa deve prendere le distanze da un approccio “difensivo” e passare a un approccio di accoglienza per rispondere ai bisogni e alle vulnerabilità specifiche delle persone in arrivo.
– In assenza di un sistema di asilo europeo comune e funzionante, schemi più ambiziosi di ricollocamento in Europa e la creazione di un passaggio sicuro attraverso l’Europa.
Scandaloso: L’ex brigatista Faranda darà lezioni ai giovani magistrati. Scoppia la rissa tra toghe .
Ci risiamo. Un’altra ex terrorista rossa in cattedra, come già in passato i vari Curcio, Franceschini e Morucci. Stavolta è l’invito rivolto ad Adriana Faranda a partecipare nella sede della Scuola della magistratura a un corso di formazione per i giudici sulla giustizia riparativa, che si aprirà domani a Scandicci, a provocare una polemica tra le toghe.
E sulla mailing list delle correnti di sinistra della magistratura si apre un dibattito acceso tra chi difende l’iniziativa e chi invece la ritiene “assurda” . È “attonita”, prima ancora che “amareggiata”, Alessandra Galli, figlia del giudice Guido ucciso da Prima Linea, che esprime il suo “sconcerto” non per l’argomento dell’incontro,”ma per la decisione di invitarvi Adriana Faranda. È inaccettabile il dialogo in una sede istituzionale come questa con chi ha ucciso per sovvertire lo Stato e la Costituzione alla quale noi, come magistrati abbiamo giurato fedeltà”. Analoghe le riserve del procuratore di Torino Armando Spataro, che fu tra i più importanti collaboratori del generale Dalla Chiesa nella lotta al terrorismo, insieme a tanti altri eroi dimenticati, come si ricorda in questo libro: “Le mie perplessità non sono affatto collegate all’oggetto del corso, ma alla presenza di ex terroristi in una Scuola di Formazione per Magistrati”, dice Spataro.
Chi è l’ex Br Adriana Faranda
Adriana Faranda era una delle esponenti di spicco delle Br. Dopo aver militato in alcune formazioni minori di lotta armata attive a Roma, entrò a far parte delle Brigate Rosse, insieme al suo compagno Valerio Morucci, nell’autunno 1976, dirigendo la colonna romana e svolgendo un ruolo importante durante il sequestro Moro. Si distaccò dalle Brigate Rosse per contrasti sulle scelte strategiche dell’associazione terroristica nel gennaio 1979. Partecipò attivamente all’organizzazione del sequestro Moro. Arrestata il 30 maggio 1979 insieme a Morucci, durante gli anni ottanta si è dissociata dal terrorismo beneficiando successivamente delle riduzioni di pena, uscendo dal carcere nel 1994 .
Fonte Art. http://www.riscattonazionale.it
CANONE RAI: COME PAGARE LA BOLLETTA SENZA PAGARE IL CANONE RAI
Marco Affatigato.
m.affatigato@libero.it
Chi ritiene di non dover pagare il Canone Rai deve muoversi in anticipo
Chi ritiene di non dover pagare il Canone Rai inserito nella bolletta della luce deve muoversi in anticipo effettuando una apposita comunicazione (secondo il modello qui sotto riportato). L’autocertificazione andrà spedita, con raccomandata a.r., all’Agenzia delle Entrate di Torino (in alternativa si può decidere di consegnarla a mani presso l’Ufficio delle Entrate più vicino al luogo della propria residenza). Nella dichiarazione andrà indicata la causa per cui non si è tenuto al versamento del Canone Rai, causa che potrebbe consistere, per esempio, in una delle seguenti (valide) ragioni:
- soggetto titolare di esenzione dal pagamento del Canone Rai (persona con almeno 75 anni di età e un reddito, sommato a quello del proprio coniuge, non superiore a 6.713,98 euro annui, non convivente con altri soggetti);
- versamento già eseguito dall’altro coniuge attraverso il bollettino postale tradizionale;
- casa data in affitto, la cui utenza della luce sia rimasta intestata al titolare dell’immobile, ma la disponibilità del televisore è solo degli inquilini;
- immobile privo di televisione;
- seconda casa (in verità, in questi casi, il problema non dovrebbe porsi perché il canone Rai – secondo le previsioni della legge di Stabilità 2016 – sarà addebitato solo sulle abitazioni principali adibite a residenza del nucleo familiare. Restano, quindi, escluse le ulteriori abitazioni : case al mare, in montagna, immobili a uso investimento, ottenuti in eredità, ecc. per le quali, già a monte, la società erogatrice del servizio elettrico dovrà evitare l’addebito del canone - probabilmente, già in sede di stipula del contratto dovrà essere effettuata apposita comunicazione circa l’uso dell’immobile). Questo anche perché la normativa sul canone Rai prevede che lo stesso debba essere pagato una sola volta per nucleo familiare, a prescindere dal numero di apparecchi televisivi o di immobili posseduti. In ogni caso, qualora si dovessero presentare eventuali disguidi e il contribuente che dovesse trovarsi addebitato il Canone sulla bolletta della luce della seconda casa, sarà bene che proceda per come qui di seguito spiegherò;
- altre cause che potrebbero anche consistere nella stessa volontà, del contribuente, di sottrarsi all’imposizione fiscale, ferme restando tutte le conseguenze previste dalla legge.
CHI NON PAGA IL CANONE RAI NON POTRA’ SUBIRE L’INTERRUZIONE DELLA FORNITURA DEL SERVIZIO ELETTRICO . Insomma non viene tagliata la luce. Il contribuente, pertanto, resta libero di scegliere di pagare la bolletta della luce decurtando dalla stessa l’importo dovuto a titolo di Canone Rai. Se, tuttavia, l’imposta sulla TV è dovuta, le conseguenze saranno le seguenti:
- accertamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, eventualmente previo controllo da parte della Guardia di Finanza;
- irrogazione di una sanzione pari a cinque volte il canone stesso;
- in caso di ulteriore inadempimento, l’importo viene iscritto a ruolo e la riscossione affidata a Equitalia, che potrà procedere attraverso le vie ordinarie come, ad esempio, previa notifica della cartella di pagamento, con l’iscrizione del fermo auto e la successiva vendita.
Nel caso in cui il contribuente non sia tenuto a versare il Canone Rai per una delle ragioni appena esposte sarà comunque meglio che ne informi l’Agenzia delle Entrate inviando una autocertificazione secondo il modello qui di seguito.
Dichiarazione sostitutiva di certificazione
(art. 46 D.P.R.28 dicembre 2000 n. 445 )
1) Spettle. Agenzia delle Entrate, ufficio Torino 1, SAT Sportello Abbonamento TV
Cas. Postale n. 22, 10121 Torino
2) Spett.le Società dell’Energia Elettrica ………………
Oggetto: autocertificazione di non possesso del televisore; esenzione dal pagamento del canone Rai
La/Il sottoscritta/o ……………… residente in ………………, (cap) ………………, (città/Prov.) ………………, consapevole che chiunque rilascia dichiarazioni mendaci è punito ai sensi del codice penale e delle leggi speciali in materia, ai sensi e per gli effetti dell’art. 46 D.P.R. n. 445/2000
DICHIARA
di non avere il possesso di alcuna televisione con riferimento all’utenza di energia elettrica di cui al contratto n. ……………… stipulato in data ……………… con la società ……………… relativo all’immobile sito in ……………… via ……………… (cap) ……………… (prov) ………………
oppure:
che l’utenza di energia elettrica di cui al contratto n. ……………… stipulato in data ……………… con la società ……………… relativo all’immobile sito in ……………… via ……………… (cap) ……………… (prov) ……………… si riferisce a [a seconda del caso]:
– immobile adibito a seconda casa
– residenza estiva
– immobile dato in locazione
e che, pertanto, non è dovuto alcun canone Rai, essendo lo stesso già collegato al contratto n. ……………… stipulato in data ……………… con la società ……………… relativo all’immobile sito in ……………… via ……………… (cap) ……………… (prov) ………………
Se desideri ulteriori informazioni o costituire un « Comitato per l’abrogazione del Canone Rai » , contattami : m.affatigato@libero.it
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