venerdì 18 aprile 2014

LA TESTIMONIANZA DEL SABOTAGGIO DEL CENTRO ITALIA:




 Mattia Vicarelli, responsabile di Forza Nuova Perugia e Massimiliano Argenio, responsabile provinciale, sono due delle voci più significative nella vicenda di vero e proprio sabotaggio che ha colpito il movimento in occasione delle elezioni europee, per quello che riguarda il Centro Italia.

“E’ stato davvero assurdo” - raccontano Argenio e Vica...relli -“Dovevamo andare a consegnare il materiale elettorale a Roma, ma non avendo possibilità di recarci fin lì , ci eravamo messi d’accordo con altri militanti toscani, con cui ci saremmo incontrati ad Arezzo e a cui avremmo consegnato i moduli umbri. Sarebbe stato poi loro compito prendere anche quelli della Toscana e portarli direttamente nella Capitale. Una volta arrivati ad Arezzo, abbiamo ricevuto una loro telefonata: avevano avuto dei problemi e sarebbero arrivati con un po’ di ritardo. Per guadagnare tempo, hanno chiesto a noi di andare all’ufficio elettorale aretino e ritirare il materiale. Non potendo assolutamente prevedere cosa sarebbe successo di lì a poco, siamo andati tranquillamente all’Ufficio elettorale. Gli addetti inizialmente si sono mostrati disponibili e ci hanno detto che in una trentina di minuti i certificati di cui avevamo bisogno sarebbero stati pronti. Peccato che circa tre quarti d’ora dopo non solo non ci avevano ancora dato nulla, anzi : mentre noi aspettavamo, erano stati chiamati due agenti in borghese. Senza troppe spiegazioni ci hanno portato in questura, e ci hanno sottoposto ad una serie di interrogatori assurdi, riguardanti ipotetiche indagini in merito a raccolte di firme false. Questi interrogatori si sono svolti sotto forma di “testimonianza” , ma senza alcun avvocato presente, e senza che alla fine ci fosse consegnato alcun documento riportante le nostre dichiarazioni. Ciò che conferma inoltre l’assurdità della situazione è come, dopo gli interrogatori, siamo stati congedati dalla questura e rimandati all’ufficio elettorale, in cui alla fine i certificati ci sono stati dati senza problemi. Se davvero fossimo stati sospettati di aver operato con firme false, non avrebbero dovuto consegnarceli. La verità è che faceva tutto parte di una strategia ben definita. Siamo stati trattenuti in questura abbastanza tempo affinché si facesse tardi, e quando siamo riusciti ad incontrare i nostri camerati toscani, era ben chiaro che non sarebbero mai riusciti ad arrivare a Roma in tempo per la consegna.”
 
GRIFFIN INTERVIENE A STRASBURGO SULLO SCANDALO DEL SABOTAGGIO CONTRO FORZA NUOVA


 

 
 
 
"Ipocriti EU!" Come regime di occupazione Bruxelles sospende la democrazia in Italia, un Parlamento europeo colpevole gag Nick Griffin.

Il regime fantoccio di austerità EU in Italia ha scatenato un'ondata di repressione della polizia per impedire il nazionalista radicale Forza Nuova vincendo un seggio nelle elezioni europee del prossimo mese.

FN ha tenuto una seduta tra il 2004 e il 2009, ma è stato privato di esso, quando è stata introdotta una soglia artificiale per 'proteggere' la Costituzione italiana dall'impatto della vera rappresentanza proporzionale.

Questa volta, tuttavia, organizzazione crescente supporto, combinato con una successo legale sfida la stessa soglia di artificiale in Germania dai nazionalisti e Forza Nuova li ha fatti quote a prendere un posto a sedere.

Inorridito dalla prospettiva del leader carismatico di FN, Roberto Fiore, restituendo al Parlamento, il regime fantoccio di Roma spostato ieri per abolire anche la pretesa di democrazia in Italia.

Per levarsi in piedi, ogni partito ha raccogliere un impressionante totale di 300.000 firme. Anche con la sua forte attivista di base, questo era un ordine alto per FN, ma ieri erano suoi funzionari locali in ogni regione sulla casa diritto di raccogliere e presentare il numero richiesto.

Così il regime ordinato un'ondata di RAID della polizia. Militanti di FN sono stati trascinati dalle strade o le loro automobili, sono stati sequestrati migliaia di moduli di candidatura firmata e decine di attivisti si sono svolte nelle stazioni di polizia per ore.

Coloro che sono stati incarcerati ingiustamente si tennero fino a poco dopo la scadenza per l'invio dei moduli di candidatura e le loro firme.

"Significa che essi hanno semplicemente castrato democrazia in Italia ora, in cima a fare lo stesso in Grecia," dice Nick Griffin, che ha lavorato a stretto contatto witb signor Fiore per più di 30 anni.

Signor Griffin è aumentato durante la sessione finale plenaria del Parlamento europeo oggi a sollevare lo scandalo e la domanda di un dibattito d'urgenza.

Lo ha fatto poco prima di una votazione è dovuta soltanto un rapporto molto critico della Russia sopra una presunta mancanza di democrazia. Ma nonostante il fatto che i deputati ordinariamente sono autorizzati ad utilizzare il richiamo a sollevare questioni totalmente scollegati i voti o infatti al Parlamento, semplicemente lui solo nel termine di cinque anni è stato fermato da parlando nella camera enorme avendo il suo microfono tagliato fuori.

Fortunatamente, si può vedere che cosa stava per dire e fare la vostra propria mente quanto a perchè Nick è stato impedito di parlare:

"Signora Presidente,

Ancora una volta voteremo su una relazione piena di folle bellicosi contro la Russia 'antidemocratico' (a questo punto la sinistra e i liberali iniziati ululato!) Ma come il termine candidature per le elezioni europee si avvicinò in Italia ieri, le forze di polizia (a questo punto il microfono è stato tagliato!) del vostro governo di occupazione arrestato numerosi degli attivisti di Forza Nuova, senza alcuna giustificazione, al fine di fermarli presentando le 160.000 firme che essi avevano raccolto con successo per levarsi in piedi.

"Esigo un dibattito d'urgenza sulla strada che, prima in Grecia con la Golden Dawn e ora in Italia, i partiti contrari alla tua regimi di austerità delle marionette sono imprigionati su palesemente falsi pretesti. Questo è negare la gente una scelta reale, democratica.

"Se Putin lo ha fatto, lei urlava blue murder. Ma quando è fatto dai vostri regimi fantoccio nei paesi UE, tutto quello che ottiene è beffardo da ipocriti sul silenzio dai vigliacchi a destra e sinistra.
 
 
 
 
 
 

giovedì 17 aprile 2014

Franca Rame,Dario Fo Jacopo fo ed il rogo di primavalle.

Scritto da Eugenio Cortigiano .


Achille Lollo, terrorista di Potere Operaio, uno dei responsabili del rogo di Primavalle nella quale persero la vita i fratelli Mattei, Stefano 10 anni, e Virgilio 22, il 28 aprile 1973 ricevette questa lettera da Franca Rame e Dario Fo:

"Caro Achille,
ti ho spedito un telegramma non appena saputo del tuo arresto, ma oggi ho saputo che i telegrammi in partenza da Milano hanno anche 15 giorni di ritardo. Arriverà che sarai già uscito. Ieri e oggi i giornali parlano di te dando ottime notizie. Caduta l'imputazione di strage. Bene! Sono contenta.
Quello in cui spero tanto è che al giudice Sica capiti quello che è capitato anche a Provenzale. Così, dopo aver provato sulla propria pelle quello che vuol dire la prossima volta staranno attenti (a loro o ad un loro figlio).
Comunque credo che tu sia un pò contento. Anche il fatto ridicolo degli esplosivi seguirà l'altro, anche perchè di esplosivi non ne avevi.
Io non ti conosco, ma come molti sono stata in grande angoscia per te. Ho provato dolore ed umiliazione nel vedere gente che mente, senza rispetto nemmeno dei propri morti.
Dolore di saperti protagonista di quel dramma scritto da un pessimo autore.
Ti ho inserito nel Soccorso rosso militante.
Riceverai denaro dai compagni, e lettere, così ti sentirai meno solo. Comunicami immediatamente la tua scarcerazione, che avverrà prestissimo. Se puoi scrivi.
Un fortissimo abbraccio."

Franca Rame e Dario Fo non si sono mai dissociati da questa missiva.
Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo sono tutt'ora latitanti. Il Brasile ed il Nicaragua hanno rifiutato l'estradizione dei primi 2. Clavo non è mai stato rintracciato. Tutti e 3 sono stati aiutati da Soccorso rosso militante e dai comunisti francesi a fuggire.
 
Jacopo Fò, figlio dei due, arrivò perfino a scherzare sul rogo di Primavalle, e sulla morte dei fratelli Mattei di 10 e 22 anni, pubblicando delle vignette satiriche per convincere l'opinione pubblica dell'innocenza di Lollo.
 
 
 

Diretta video METODI TAVISTOCK E DI ELITES E GOLPE SCIENTIFICO EVERSIONE...


Ruggeri e gli anni di piombo: chi non stava coi “compagni” rischiava grosso…




«Un altro video che arriva da un amico che mi rinfresca la memoria. È del ’77 e nel pieno degli anni di piombo i Decibel si presentano con Il leader… Il “movimento” non la prese bene. E in quegli anni si rischiava la vita per molto meno…». L’amarcord è firmato da Enrico Ruggeri sulla sua bacheca Fb. Un tuffo nel passato per il cantautore milanese, oggi anche presentatore tv, che ha ricordato la vita difficile di chi negli anni settanta non era allineato a sinistra. La canzone, realizzata dal gruppo del quale Ruggeri era il leader, metteva in ridicolo la contestazione studentesca dell’epoca. Un brano che non ha nulla di criptico: «Stamattina c’è un bel collettivo/io ci vado e mi sento più vivo/Sto giocando un ruolo vitale/nella lotta contro il capitale/Una bella emozione/per fare l’occupazione/ma di idee io però non ne ho». E ancora: «Ascolta, fai qualcosa nel ruolo che hai/ed un vero compagno sarai/quando tu parlerai per lottare/e non solo per farti guardare». Un vero e proprio atto d’accusa, irriverente e sulfureo com’era nello stile dei Decibel, arrivati alla notorietà con il brano in gara al Festival di Sanremo Contessa. Il ricordo di Ruggeri serve a rinfrescare la memoria a quanti hanno trasformato gli anni settanta e il periodo della contestazione studentesca una celebrazione della “meglio gioventù”. Una condizione che riguardava solo chi si consegnava, armi bagagli e volto, in braccio al Partito comunista e ai suoi partiti satelliti dell’epoca. A fare le spese di questa intimidazione nei confronti degli artisti non allineati, anche cantautori al di sopra di ogni sospetto come Francesco De Gregori. Clamoroso quanto accadde al Palalido di Milano, il 2 aprile del ’76, De Gregori viene ferocemente contestato sul palco dagli autonomi, che lo sottopongono a una sorta di processo pubblico. L’atto di accusa? Il cantautore romano si servirebbe di temi politici nelle sue canzoni per arricchirsi. Una intimidazione che lasciò il segno: De Gregori interruppe il tour e, addirittura, spaventato dalle minacce si ritirò dalle scene per quasi due anni decidendo addirittura di cambiare mestiere mettendosi a lavorare in una libreria. Il ricordo di Ruggeri su Fb è servito anche a questo: far conoscere ai giovani pagine ignorate della storia recente. Storie che alla sinistra non conviene ricordare.



fonte art.
http://www.secoloditalia.it
 

Europee: CasaPound Italia, 80mila firme raccolte ma una legge liberticida impedirà agli italiani di votarci




Roma – ”Una legge elettorale liberticida impedirà agli italiani di votare per CasaPound Italia alle europee del 25 maggio prossimo”. Lo afferma in una nota Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia.
”Nonostante l’incredibile sforzo militante che ha consentito alle nostre sezioni sul territorio di raccogliere 80mila firme in tutta Italia – spiega Di Stefano -, non siamo riusciti a raggiungere l’assurdo numero di sottoscrizioni necessario per presentare la nostra candidatura. Non è una sorpresa: richiedere cifre record, come 30mila firme in Sicilia e Sardegna o 3mila in piccole regioni come la Valle d’Aosta e il Molise, è un ovvio escamotage per eliminare ogni possibilità di partecipazione al voto da parte di forze non presenti in parlamento. Certo, viene da chiedersi come e quando abbiano raccolto le firme liste che non esistono nella realtà della vita politica di questa Nazione, che non hanno attivisti sul territorio figurarsi sezioni, e che sono sconosciute ai più, e quale buffa legge possa consentire la candidatura in nome di un deputato eletto chissà dove o in’altra lista anni addietro”.
”Abbiamo avuto, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’ulteriore conferma di un sistema pronto a tutto pur di negare spazio vitale a ogni forza indipendente e non conforme – conclude Di Stefano – Una logica che rifiutiamo senza se e senza ma: CasaPound Italia forse sarà tenuta lontana dai palazzi ma continuerà la sua battaglia nelle strade e nelle città, concentrando il suo sforzo sui tanti Comuni dove è presente alle prossime amministrative, a partire da territori difficili come Terni, Cremona o Novate Milanese, dove candidata sindaco sarà il consigliere comunale uscente Angela De Rosa, bersaglio negli ultimi mesi di un’indegna campagna da parte di chi avrebbe voluto estromettere il gruppo di CasaPound Italia dal consiglio comunale”.
 
 
 
Fonte art.
 
 

mercoledì 16 aprile 2014

Linea dura del questore Al corteo per Ramelli no celtiche e "presente


Prima il divieto a «qualsiasi manifestazione che possa, per le sue modalità, costituire pregiudizio per l'ordine e la sicurezza pubblica» imposto dal questore Luigi Savina alla richiesta dell'associazione Memoria antifascista e ieri la concessione del corteo al Comitato che organizza la giornata per ricordare le morti di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, ma con tre diffide rigidissime: niente croci celtiche, niente tamburi a cadenzare la marcia e niente «presente» con le braccia tese per ricordare il diciannovenne del Fronte della gioventù sprangato a morte da Avanguardia operaia sotto gli occhi della madre Anita, un mite avvocato con la sola colpa di essere consigliere provinciale del Msi trucidato nel 1976 da un commando dei Comitati comunisti rivoluzionari mentre andava proprio alla commemorazione di Ramelli e una medaglia d'oro al valor militare e cieco di guerra fucilato dai partigiani a conflitto finito e trascinato cadavere su un carretto dell'immondizia.

Tre morti accomunate dall'oblio in cui sono state costrette per lunghissimi anni e dalla data del 29 aprile diventata un appuntamento che di anno in anno attira sempre più persone a commemorare questo sangue di vinti.
Anche quest'anno sarà così, ma il tentativo della Rete antifascista che proprio per il 29 aprile ha proclamato una data «Nazisti no grazie, giornata di lotta contro il fascismo, il razzismo e la xenofobia» e la difficoltà ad accettare il diktat del questore già manifestato dalle diverse sigle che hanno aderito al corteo tra cui Fratelli d'Italia, Forza nuova, Casa Pound e Lealtà e azione, rischiano di fare di martedì una giornata ad altissima tensione. Perché nessun divieto c'è per il percorso che come ogni anno andrà da piazzale Susa al marciapiede di via Paladini sotto la casa di Ramelli dove gli fu sfondato il cranio con i colpi dell'allora famigerata chiave inglese «Hazet 36» brandita dai servizi d'ordine della sinistra e poi da piazzale Piola fino a casa Pedenovi in viale Lombardia.
Durissimo il comunicato del Comitato organizzatore. «Negare la piazza ai “sinistri” è stato un atto dovuto visto che la provocazione insita nella richiesta di quel presidio era talmente evidente da risultare addirittura malignamente stupida. Se anche i soliti fomentatori d'odio della sinistra milanese, sindaco Pisapia in testa, non avranno il presidio, la Questura con le sue diffide ha comunque fatto il “lavoro sporco” per questi figuri, notificando divieti assurdi con l'intento di minare nel profondo un corteo che si svolge da anni dando esempio di ordine e disciplina, cosa sconosciuta ad altri cortei». Solo la premessa per arrivare a negare la possibilità di una resa alle richieste del questore. «Nessuno - si legge - potrà toglierci l'Onore di sfilare in loro memoria, inquadrati ed ordinati, al ritmo dei tamburi, dietro le nostre bandiere, per arrivare a volgere l'unico saluto degno a chi è caduto per l'Idea!».

fonte art.
http://www.ilgiornale.it
 

Le "marocchinate", la parte censurata della nostra "liberazione"

A cura di Alessandro Raffa per nocensura.com

Liberazione........???

 Sui libri di storia che fanno studiare nelle nostro scuole non c'è scritto niente. 
Nessun tribunale internazionale si è mai interessato alla vicenda, e nessun soldato è mai stato punito per "crimini di guerra" o contro l'umanità.

Stiamo parlando delle cosiddette "marocchinate". Con questo termine vengono chiamati gli stupri di massa, gli abusi e le feroci torture subite dal popolo italiano nel 1944, quando inquadrati nel "Corpo di spedizione francese in Italia" sbarcarono in Italia i soldati marocchini, passati alla storia come liberatori.

Gli "alleati" avevano bisogno di soldati per scacciare i tedeschi dall'Italia, e pensarono bene di assoldare le truppe marocchine, con una promessa: il diritto di preda: tra i cosiddetti Goumiers fu distribuito un volantino, redatto dai francesi, che recitava quanto segue: (fonte: Wikipedia)


« Soldati! Questa volta non è solo la libertà delle vostre terre che vi offro se vincerete questa battaglia. Alle spalle del nemico vi sono donne, case, c'è un vino tra i migliori del mondo, c'è dell'oro. Tutto ciò sarà vostro se vincerete. Dovrete uccidere i tedeschi fino all’ultimo uomo e passare ad ogni costo. Quello che vi ho detto e promesso mantengo. Per cinquanta ore sarete i padroni assoluti di ciò che troverete al di là del nemico. Nessuno vi punirà per ciò che farete, nessuno vi chiederà conto di ciò che prenderete »
(Traduzione dell'associazione nazionale vittime civili)
Ed è proprio così che andarono le cose. Le truppe marocchine scacciarono i tedeschi, e ne combinarono di tutti i colori. Furti nelle abitazioni, violenze, omicidi, feroci stupri di gruppo ai danni prevalentemente di donne e bambini, ma anche di uomini.

Le violenze non durarono solamente 50 ore; andarono ben oltre al lasso temporale di anarchia concesso dai francesi alle truppe marocchine, anche se certamente quelle ore furono le più terrificanti, con i soldati marocchini che spadroneggiavano come predatori, saccheggiando, picchiando, stuprando, uccidendo.

Giovanni Gentile.

 


Centro Documentazione Rsi
Giovanni Gentile, il grande filosofo assassinato dai partigiani comunisti italiani
 


15 APRILE 1944- 15 APRILE 2014
Settant'anni fa veniva vigliaccamente ucciso Giovanni Gentile, in un'imboscata codarda, atta a carpire con l'inganno la sua buonafede di uomo di cultura, pronto ad ascoltare i giovani studenti.
Lo ricordiamo con una sua frase attualissima :" Lo stato non si restaura se non si restaurano le forze morali che nello stato trovano la loro forma concreta, organizzata, perfetta. Lo stato non si restaura se non si restaura la famiglia, e nella famiglia l'uomo, che è la sostanza della famiglia, della scuola, dello stato".

lunedì 7 aprile 2014

Ungheria Lo straordinario risultato dei nostri alleati di Jobbik, che diventano la terza forza del paese.




Il Segretario Nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore in merito al risultato delle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo in Ungheria dichiara: “ Lo straordinario risultato dei nostri alleati di Jobbik, che diventano la terza forza del paese, rappresenta l'ennesimo segnale, dopo la vittoria del Front National in Francia, della sofferenza dei popoli europei per quella che diversi coraggiosi... economisti non allineati al pensiero dominante hanno definito “ Euro dittatura”.
In quanto unici alleati italiani di Jobbik e da sempre schierati contro le imposizioni europee, i trattati internazionali che limitano la nostra sovranità ed il fiscal compact, non possiamo che applaudire al successo ungherese che rappresenta senza ombra di dubbio un'onda inarrestabile ed un segnale di speranza e di progresso per i popoli europei.
Il segnale dato dai francesi e dagli ungheresi è chiaro: no ai tatticismi da vecchia politica, disprezzo per coloro che solo da poche settimane hanno scoperto di essere contrari all'unione europea, la necessità vitale di riappropriarsi della propria sovranità nazionale e monetaria.
Diffidare delle imitazioni, è il primo passo per la riscossa degli italiani e per la Rivoluzione Nazionale.

Il Magistrato Paolo Ferraro lancia un appello al Nuovo Ordine Mondiale.



GUARDA ANCHE QUESTO FILMATO!:

Un appello semplice e diretto al quale aderiamo senz'altro. Il Magistrato Paolo Ferraro ha subito l'oppressione del sistema perché aveva scoperto che il programma di manipolazione e controllo mentale denominato Mk-Ultra (o Monarch) era, ed è, utilizzato correntemente in Italia da un insieme insolito di personaggi militari e civili da anni. Si tratta dell'operazione di rapimento e condizionamento di donne, uomini e bambini per fini inconfessabili e sinceramente disgustosi da descrivere. Giustamente il Magistrato include in un solo appello istanze solo apparentemente distanti come il controllo dell'acqua e dell'aria attraverso la ridicola scusa economica e la ferale manipolazione delle scie chimiche. Si tratta solo di diversi aspetti della stessa volontà omicida e disumana che si sta impossessando di tutto il pianeta. Anche questa miserrima crisi finanziaria che ci attanaglia e deprime è solo il frutto di una strategia concertata per annichilirci e renderci innocui e proni. Dimostriamogli che hanno sbagliato a fare i conti e che un'umanità forte e determinata è sveglia e pronta a dargli ciò che meritano!

Io accetto.





Realizzato da Il destino dell’umanità è quello di essere schiava dei poteri forti? (Io accetto)

Chiara Lyn e Mason Massy James




Canale https://www.youtube.com/user/ma55y 

il Globo in camicia nera....

Foglio informativo di Liberazione Nazionale
Siamfatticosì
 
chi l'avrebbe mai ipotizzato,visto il disastroso esito dell'aprile 1945 ?
Sono nato e cresciuto in "democrazia".
Dall'asilo in poi mi sono ritrovato obbligato a cantare "bella ciao",a studiare la costituzione "antifascista",a celebrare il 25 aprile e le "glorie" partigiane,ad essere tormentato dall'olocausto e dalle Fosse Ardeatine e tutto il resto del campionario. Mai risparmiato a nessuno dei "nuovi" italiani repubblicani.
Mi sono prestissimo "distinto",assieme a non pochi altri cittadini,per aver "deviato" dalla retta via abbracciando (piú o meno negli anni '60) la bieca,defunta,ideologia.
Fascista,secondo quel che andavo capendo man mano che crescevo.
Tra vecchi rottami sconfitti dalla gloriosa "resistenza" ma,colpevolmente,non domi e giovani virgulti che come me,chissà per quale degenerazione molecolare od altro,guardavo alle camicie nere di Mussolini piuttosto che al "radioso futuro" promesso dai capi dell'epoca,bianchi e rossi che fossero (uno lo ricordo bene,si chiamava Napolitano e gli piaceva il Patto di Varsavia).
Per una volta scrivo con riferimenti autobiografici perché non so se sia correto estendere questi ricordi e valutazioni di ieri ed oggi pure agli "altri".
Della mia area o di quella opposta,passando per coloro che ritengano pure opportuno fregarsene di entrambi.
Così riprendo,saltando sinteticamente al dunque.
In una nazione (l'Italia),in un continente (l'Europa) in un mondo dominato e controllato dai vincitori (pure tramite Onu con diritto di veto su tutto),guarda un poco cosa viene fuori : il Fascismo è vivo,vegeto e pure al potere !
Dell'Italia avevo già scritto : con un parlamento pieno di fascisti violenti (vedi vicendevoli scambi di accuse tra pidieini e grillini) e la presenza di ex gerarchi convertiti alla La Russa,Gasparri e soci, viene facile dedurre da chi siamo governati.
Sull'Europa,precedenti a parte,c'è ampia libertà di scelta.
L'Ucraina è oggi retta da un governo "fascista" di forte connotazione razzista (fonte Putin).
L'Ungheria costituisce un pericolo di "infezione" xenofoba per l'intero continente (lo ripetono gli UEisti a Bruxelles e tutti i media loro vicini).
Serbia,Croazia,Romania,Bosnia e Macedonia vedono la presenza di forti componenti "fasciste" di estremo pericolo per le istituzioni democratiche.
Non scriviamo della Grecia,addirittura in rischio di finire "nazista" malgrado la "buona volontà" della "troika" comunitaria.
Poi un lungo elenco,sempre preso da fonti "antifasciste" (facilmente rintracciabili su internet),di "derive" presenti in tutta Europa,dalla Finlandia a Malta.
Che il monarca repubblicano (sempre quello degli anni '50) indica in transito da "populismo a fascismo".
Rischio che,quotidianamente,viene suggellato dalle comunità ebraiche costantemente alla ricerca dei "criminali" di ieri ed oggi.
Ora leggo e vedo,sempre via telematica,che il presidente del Venezuela,Maduro,è sotto attacco "fascista".
Uribe (mi ricorda un gran calciatore,ma non è lui),ex capo di stato colombiano,è alla testa di truppe continentali che si battono in Venezuela ed in tutta l'America del Sud contro "el  pueblo unido".
Oddio,ci siamo pure lì.....,questo ho pensato con un palpitare di emozioni.
Avevo sentito di "camerati nazisti" fuggiti da quelle parti a fine guerra,ma pensavo fossero morti...senza eredi.
Approfondendo un pochino cosa vengo a scoprire ?
Fascisti in Bolivia,Equador,Argentina e Cile,qualcuno si è visto pure in Perù.
E,quì è certificato pure dall'Fbi,fascisti e nazisti sono presenti ed attivi anche negli Usa : malgrado (o forse proprio per questo) Obama,le logge massoniche e Wall Street (piú i soliti ebrei).
Addirittura sembra osino riproporre la secessione del Texas e la annessione dell'Alaska alla Russia.
Finora ho scritto di "fascisti" ufficiali,ovvero di movimenti o partiti che si vedono così definiti,con o senza la loro accettazione.
Ma,nel Mondo,dilaga pure il "fascismo di fatto".
Ovvero..."sei fascista e non lo sai".
Non si salva nessuno,né stato né governo.
Putin...."fascista" ! Obama....pure !
Anche la Cina è "fascista...rossa" (per tibetani e varianti).
Tokio ? Sapeste cosa cova...!
L'Australia ? Su una buona strada a leggere le parole delle organizzazioni umanitarie riguardo le leggi anti-immigrazione.
Mi mancano tanti altri,in primis Assad e consimili,un continente (l'Africa) intero..,ma fa niente.
Sono tanto stupito quanto orgoglioso e fiero di queste verità da volerle comunicare a chi voglia pubblicarle sul web.
Fascismo,altro che morto e sepolto :
il Globo veste camicia nera !

domenica 6 aprile 2014

Clandestini, è festa 600mila in arrivo. Hanno saputo che non è più reato

L'Italia è la non frontiera dell'Europa. Passano tutti. Il Mare Nostrum è una fabbrica di illusioni
Arriveranno. In tanti e senza sosta, disperati, clandestini, ingannati, con i barconi della speranza in cerca di un posto che non c'è.

Passano tutti. Il Mare Nostrum è una fabbrica di illusioni. Che fare? A questo punto solo assistere agli sbarchi, con Alfano che di vedetta urla: «Secondo le nostre informazioni ci sono, in Nord Africa, 600mila persone in arrivo».
Undicimila sono già approdati in questi primi tre mesi, sette volte di più rispetto all'anno scorso. Stupiti? Scontato. E la vera cattiveria è che li stanno ingannando. Quando si è disperati si crede a tutto: anche che questa Italia sia un mezzo paradiso. È la propaganda dei tour operator del finto buonismo. Venite gente. Qui ci sono lavoro, accoglienza, soldi e possibilità.
Mica ti succede qualcosa se arrivi di nascosto, sfidando il mare e la guardia costiera. È tutto depenalizzato. Non si rischia nulla. Pazienza se poi fate la fame. Questo l'agenzia Boldrini non ve lo dice. Al massimo lo scrive nel contratto a caratteri minuscoli e in burocratese, lingua incomprensibile. La fatina promette il paese dei balocchi. Quelli che mettono piede a Lampedusa dovrebbero essere accolti in resort, alberghi a cinque stelle, sauna, massaggi, maggiordomi e un reddito di cittadinanza. Tutto gratis, naturalmente. Non è vero. Ma perché non crederci? È questa la truffa. Illudere chi racimola pochi risparmi per comprare un biglietto da squallidi scafisti. È un viaggio di morte. E quando arrivi scopri che la sauna promessa è l'inferno.

Fonte.
http://www.ilgiornale.it 

 

2016, fine della democrazia: il privilegio sarà legge

 
Si chiama Ttip, Trattato Transatlantico, e se va in porto siamo rovinati. A decidere su tutto – lavoro, salute, cibo, energia, sicurezza – non saranno più gli Stati, ma direttamente le multinazionali. I loro super-consulenti, attraverso lobby onnipotenti come Business Europe e Trans-Atlantic Business Dialogue, in questi mesi stanno dettando le loro condizioni alle autorità di Bruxelles e di Washington, che nel giro di due anni contano di trasformarle in legge. A quel punto, la democrazia come la conosciamo sarà tecnicamente finita: nessuna autorità statale, infatti, oserà più opporsi ai diktat di questa o quella corporation, perché la semplice accusa di  aver causato “mancati profitti” esporrà lo Stato nazionale – governo, magistratura – al rischio di pagare sanzioni salatissime. Già oggi, vari Stati hanno dovuto versare 400 milioni di dollari alle multinazionali. La loro “colpa”? Aver vietato prodotti tossici e introdotto normative a tutela dell’acqua, del suolo e delle foreste. E le richieste di danni raggiungono già i 14 miliardi di dollari. La novità: quello che oggi è un incubo, domani sarà legge.
Se sarà approvato il Trattato Transatlatico, avverte Lori Wallach su “Le Monde Diplomatique”, niente fermerà più l’appetito privatizzatore dei “padroni dell’universo”, specie nei settori di maggior interesse strategico: brevetti medici e fonti fossili di energia. Un sogno, a quel punto, concepire politiche di lotta all’inquinamento e per la protezione del clima terrestre. Il Ttip «aggraverebbe ulteriormente il peso di questa estorsione legalizzata», che giù oggi ricatta molti Stati, dal Canada alla Germania. Il grande business lavora per eliminare le leggi statali per far posto a quella degli affari. Attualmente, negli Usa sono presenti 3.300 aziende europee con 24.000 filiali. Ognuna di esse, dice Wallach, «può ritenere di avere buone ragioni per chiedere, un giorno o l’altro, riparazione per un “pregiudizio commerciale”». Peggio ancora per gli europei: sono addirittura 14.400 le compagnie statunitensi dislocate nell’Unione Europea, con una rete di 50.800 filiali. «In totale, sono 75.000 le società che potrebbero gettarsi nella caccia ai tesori pubblici».
L’aspetto più inquietante del “cantiere” del Trattato, un dispositivo destinato – se approvato – a sconvolgere la vita democratica di tutto l’Occidente – è la sua massima segretezza: la stampa è stata espressamente invitata a starsene alla larga. Si tratta di un ordinamento decisamente eversivo: il grande business si prepara ad emanare i propri diktat non più di nascosto, attraverso le lobby e politici compiacenti del Congresso e della Commissione Europea, ma ormai alla luce del sole, trasformando addirittura in legge il privilegio di una minoranza, contro la stragrande maggioranza della popolazione. L’autonomia istituzionale dello Stato? Completamente aggirata, disabilitata, in ogni settore: dalla protezione dell’ambiente a quello sanitario, dalle pensioni alla finanza, dai contratti di lavoro alla gestione dei beni comuni primari, come l’acqua potabile. Si avvicina la “grande privatizzazione definitiva” del mondo occidentale.
Sicurezza degli alimenti, norme sulla tossicità, assicurazione sanitaria, prezzo dei medicinali. E ancora: libertà del web, protezione della privacy, cultura e diritti d’autore, risorse naturali, formazione professionale, strutture pubbliche, immigrazione. «Non c’è una sfera di interesse generale che non passerà sotto le forche caudine del libero scambio istituzionalizzato», scrive Lori Wallach. Rispetto al Trattato Transatlantico, le condizioni-capestro oggi imposte dal Wto sono considerate “soft”. A decidere su tutto saranno tribunali speciali, formati da avvocati d’affari che si baseranno sulle “leggi” della Banca Mondiale. Fine della democrazia: «L’azione politica degli eletti si limiterà a negoziare presso le aziende o i loro mandatari locali le briciole di sovranità che questi vorranno concedere loro». Neppure la fantasia di Orwell era arrivata a tanto. Eppure, è esattamente l’incubo che ci sta aspettando, se nessuno lo fermerà. Ed è inutile farsi illusioni: per ora, del “mostro” non parla nessuno. Non una parola, ovviamente, dalle comparse della politica, e neppure da giornali e televisioni. La grande minaccia si sta avvicinando indisturbata, all’insaputa di tutti.



  Fonte libreidee.org

sabato 5 aprile 2014

Crimini partigiani: una via per Assunta Vannozzi.

 
 

Leonessa: a settant’anni dalla barbara uccisione, il Comitato chiede il giusto riconoscimento

Era il 16 marzo 1944 quando la giovane mamma ventinovenne venne strappata dalle braccia di suo figlio e vilmente assassinata in strada

Aveva solo 29 anni, Assunta Vannozzi, quando fu barbaramente uccisa dai partigiani. 
La sua storia sui libri di scuola non c’è, perché è una storia scomoda, che racconta una verità scomoda. Leonessa, provincia di Rieti, 16 marzo 1944:  un gruppo di partigiani, i volti coperti da passamontagna e fazzoletti, irrompono in casa Vannozzi, nella frazione di Leonessa chiamata Capodacqua. Assunta ha 29 anni, è una giovane mamma ed è a letto malata. 
La accusano di essere una “spia”, le strappano dalle braccia il figlio Luigino, che ha solo due anni, la trascinano in strada, uno di loro le scarica addosso il caricatore di una pistola per poi darle il colpo di grazia alla nuca. Rientrati nell’abitazione, razziano tutto ciò che trovano: corredo di nozze, gioielli, piccoli valori. Assunta Vannozzi, però, è innocente. È solo una giovane mamma che con la sua vita paga il prezzo di un odio senza confini. Ancora oggi l’Anpi parla di lei come di una “prostituta”: settant’anni dopo si tenta di uccidere Assunta Vannozzi per la seconda volta e questo la dice lunga sui personaggi di cui stiamo parlando. Laddove non c’è rispetto per la vita di una mamma innocente ci si aspetta forse rispetto per la sua memoria? Il fatto è che costoro continuano ad autoincensarsi come “eroi”, che in molte realtà territoriali ci sono vie e piazze intitolate ad una sigla, “C.L.N.”, che contava tra le sue fila anche barbari assassini. Crimini nascosti per decenni.
Negli anni che seguono la fine della guerra vengono accusati del brutale omicidio tre partigiani, uno di essi, individuato come l’esecutore materiale, afferma di aver agito su ordine della Brigata Gramsci. Ma la “giustizia” classifica l’orrore perpetrato ai danni di Assunta Vannozzi come “legittimo atto di guerra”, dunque i tre vengono rimessi in libertà, anche se la Magistratura accerta anche l’innocenza di Assunta, considerando il suo assassinio come un “errore di valutazione”. 
Sono trascorsi settant’anni: il Comitato Pro 70° Anniversario della RSI in Provincia di Rieti si è recato nel cimitero di Vallunga, dove Assunta riposa, a portare un fiore sulla sua povera tomba e a chiedere “una pubblica riabilitazione della giovane mamma di Capodacqua”, come riferisce al Giornale di Rieti il dott. Pietro Cappellari, responsabile culturale del Comitato. Così hanno richiesto al sindaco di Leonessa che la via che congiunge Ocre a Capodacqua venga dedicata alla memoria di Assunta Vannozzi e che sul luogo dell’uccisione sia eretta di nuovo la croce che era stata già apposta in passato e poi tolta per lavori stradali e mai ripristinata. 
“Un atto dovuto – ha proseguito Cappellari – che l’intera comunità leonessana deve a una sua concittadina uccisa troppe volte, fisicamente e moralmente. Essere qui oggi per noi è un atto non solo di carità cristiana – ha aggiunto – siamo qui non solo per un giusto tributo ad un’innocente che oltre ad essere stata ingiustamente uccisa e strappata all’affetto dei cari, è stata vilmente vituperata per decenni da personaggi senza scrupoli; ma anche per un dovere morale che avevamo con Luigino Montini, figlio di Assunta, che per tutta la vita ha portato nel suo cuore i segni indelebili di quella tragedia. Oggi che Luigino non è più con noi – ha poi concluso – ma è tornato tra le braccia della mamma che gli fu strappata dall’odio politico quando aveva solo due anni, siamo qui per ricostruire quello che realmente avvenne, abbattendo definitivamente il muro di omertà costruito dalla vulgata antifascista. Speriamo che Assunta e Luigino, da lassù dove ci guardano, finalmente, possano ora riposare in pace”. 
 
Art di Emma Moriconi.
Fonte.
 
 
 

Alla sinistra non basta più che Ramelli non sia ricordato. A Milano l’Anpi invoca l’arresto per chi commemora

Di solito è la sinistra antagonista a fare da apripista: sotto la minaccia di problemi di ordine pubblico, cerca di impedire la commemorazione di Sergio Ramelli. Quest’anno, invece, l’iniziativa è stata presa direttamente dai gruppi della sinistra istituzionale: in due consigli di zona di Milano, il 2 e l’8, sono state presentate mozioni pressoché identiche per chiedere che il sindaco Giuliano Pisapia e la giunta comunale impongano il divieto. Entrambe, con un notevole salto logico, lo fanno partendo dalla legge Scelba e dalla legge Mancino. In particolare, il consiglio di zona 2, su iniziativa del gruppo Sinistra per Pisapia, chiede «alla giunta comunale che il ricordo di un giovane militante di estrema destra, ucciso da avversari politici durante gli anni settanta, non sia il pretesto per dare vita a una parata in stile nazista che attraversa la zona est di Milano da ormai 5 anni, i quali (sic!) possono ricordare i propri caduti, così come accade da sempre, davanti ai luoghi dove sono presenti targhe o lapidi in ricordo».
Al di là della grammatica zoppicante, ciò che colpisce è il tentativo di tenere “nascosto” alla città il ricordo, di cancellare la memoria collettiva di Ramelli, che viene indicato come un caduto di parte, etichettato per quello che non era, un estremista di destra, e mai chiamato per nome. È come se si dicesse che se proprio i “fascisti” devono ricordare questo loro caduto almeno lo facciano senza disturbare troppo, un po’ ricalcando lo schema che in quella primavera del 1975 impedì il corteo funebre ai funerali del ragazzo. Ancora più esplicita, poi, la richiesta avanzata dalla sinistra in zona 8. Lì la mozione, con uno stile da rapporto di polizia, chiede «al sindaco agire con urgenza nei confronti organismi competenti», perché «non vengano più autorizzate manifestazioni pubbliche dal chiaro stampo nazi-fascista, negazionista e antisemita nella città di Milano, rappresentando il fatto che tali manifestazioni sono in violazione della legge Mancino. Particolare attenzione, fin da subito, va posta alla manifestazione del 29 aprile, durante la quale negli anni scorsi un triste anniversario è diventato il pretesto per esibire emblemi fascisti». Di nuovo si riscontra il tentativo di cancellazione, stavolta ancora più estremo di quello della zona 2, visto che l’assassinio di un diciottenne viene trasformato in un generico «triste anniversario».
Inoltre, c’è da sottolineare che il centrosinistra dei due consigli strumentalizza la morte di Ramelli per attaccare presenze politiche sgradite: sia sul territorio della zona 2 sia su quello della zona 8 ci sono sedi di di associazioni di destra, che vengono ampiamente citate con la richiesta al Comune di «vigilare» e intervenire. Nessuno dei due consigli di zona, invece, ha competenza sul luogo in cui Ramelli è stato ucciso, che si trova in zona 3. Lì, la mozione per impedire la commemorazione è stata presentata già lo scorso anno. Quest’anno, invece, il presidente di zona, Renato Sacristani, insieme a Camera del Lavoro e Anpi provinciale, ha presentato un esposto al prefetto e al questore di Milano, in cui si legge che, poiché alla commemorazione ci sono tra l’altro delle bandiere con la croce celtica, «la manifestazione del 29 aprile, nelle sue edizioni precedenti oltre ad avere certamente offeso Milano, città medaglia d’oro alla resistenza, costituisce altresì una palese violazione delle leggi poste a tutela del bene giuridico più importante da tutelare, vale a dire la nostra democrazia». Per questo, richiamando ancora una volta la legge Scelba e la legge Mancino e ricordando «la possibilità di attività preventiva di polizia» e «la facoltà di arresto in flagranza», i firmatari dell’esposto «confidano» che «le autorità competenti possano preventivamente porre in essere ogni più opportuna misura diretta a evitare che il prossimo 29 aprile 2014 si debba assistere a palesi violazioni di apologia del fascismo»

Fonte art.
http://www.secoloditalia.it


 

giovedì 3 aprile 2014

Grecia, il segretario generale ammette: “Abbiamo perseguitato gli euroscettici con accuse false”



VIDEO – Scandalo in Grecia: il braccio destro del primo ministro greco confessa che le accuse agli euroscettici di Alba Dorata erano inventate per screditare il movimento.
Scandalo in Grecia: il segretario generale Takis Baltakos si è dimesso dopo la pubblicazione del video in cui svelava come il governo greco abbia fatto pressione ai giudici per perseguitare e screditare Alba Dorata, il cui segretario e altri iscritti sono stati arrestati con accuse farlocche.
Il braccio destro di Samaras, premier non eletto e messo al potere solo per fare gli interessi dell’Unione Europea, è stato ripreso mentre spiega come gli arresti degli esponenti del partito euroscettico siano stati un vero e proprio boicottaggio politico. L’indipendenza fa paura.

Fonte art.   http://www.mattinonline.  

mercoledì 2 aprile 2014

Léon Degrelle “seppur morto egli arde”

La vita come una lotta, l'ideale come forza per vincere questa lotta, e l'amore come un dono che rende l'uomo felice, libero da un'esistenza in schiavitù. La critica ad una vita che si lascia vivere, e l'esaltazione di un'esistenza valida al servizio del prossimo prima che di se stessi.

31 marzo 1994 – 31 marzo 2014. Vent’anni fa moriva Leon Degrelle, fondatore del Rexismo, movimento nazionalista belga di matrice ed ispirazione cattolica. A causa del suo passato, delle sue idee e delle sue posizioni politiche, la sua opera, e insieme ad essa la sua figura, è stata da i più messa all’indice, bollata come nazionalsocialista.
Ma se, emancipati dal pregiudizio, i moderni provassero a leggere i brevi saggi di Degrelle, a capirne il pensiero ed analizzarne il contenuto andando oltre la connotazione politica dell’autore, scoprirebbero che questi libelli calzano in maniera perfetta con la società odierna, profetici rispetto al mondo in cui viviamo. Un intellettuale, oltre che un politico. Un pensatore, oltre che un soldato. Le sue riflessioni sul mondo, sull’uomo e sulla società sono state spesso gettate nel dimenticatoio, a fronte della sua simpatia per i regimi autoritari del XX secolo, e la vicinanza ai diversi fascismi d’Europa. Militia la sua opera più famosa, pubblicata nel 1964.
Degrelle parla di “cuori vuoti”, denunciando la decadenza del mondo moderno, un mondo in cui i giardini interiori dell’uomo hanno perduto i loro colori e i loro canti di uccelli. Egli denuncia la società che va formandosi ed affermandosi, una società priva d’amore, un secolo che non sprofonda per mancanza di supporto materiale, poiché l’universo non è mai stato così ricco, colmo di tanto benessere, di risorse e di un così grande numero di beni disponibili. Per Degrelle è il cuore dell’uomo ad essere in stato fallimentare. È per mancanza di amore, è per mancanza di fede e capacità di donarsi, che il mondo stesso si abbatte sotto i suoi stessi colpi. La vita come una lotta, l’ideale come forza per vincere questa lotta, e l’amore come un dono che rende l’uomo felice, libero da un’esistenza in schiavitù. La critica ad una vita che si lascia vivere, e l’esaltazione di un’esistenza valida al servizio del prossimo prima che di se stessi. L’attacco ad una società sempre più brutale e meschina, basata sulle lotte tra le classi sociali e sulla smodata ricerca di beni materiali il cui possesso rivela il nulla e alimenta l’odio tra gli uomini.
Un pensatore moderno, attuale, profondo, che guarda all’uomo con speranza, scorgendo un’unica uscita dal decadimento morale, sociale e politico del suo tempo, come del nostro: un’immensa rettificazione morale, che insegni all’uomo a sacrificarsi per l’altro e a lottare per una società priva di egoismo e di individualismo. “La materia, sola a se stessa, o muore o si suicida”.

Fonte art.  http://www.lintellettualedissidente.it  

 

Imbrattare i monumenti si può, se ci sono di mezzo i partigiani...

Assolti dal Tribunale di Tivoli i giovani che danneggiarono il mausoleo a Rodolfo Graziani, ad Affile

Art. di Emma Moriconi.
Fonte   http://www.ilgiornaleditalia.org 

Era stato un combattente nella Grande Guerra, pluridecorato, Reggente del Vicereame d’Etiopia, grazie a lui vennero realizzati lavori pubblici che consentirono l’arrivo della civiltà nei domini italiani, devastati dall’anarchia, negli anni Trenta. Parliamo di Rodolfo Graziani. Il periodo è quello della politica imperialista dell’Italia, la sola tentata nel corso dei secoli: mentre Inghilterra, Francia, Spagna avevano fatto, nel corso del tempo, della colonizzazione la propria chiave di volta, l’Italia subiva ancora gli effetti della vittoria mutilata della Grande Guerra.
A Graziani il Comune di Affile, dove egli visse durante l’ultimo periodo della sua vita, ha dedicato un monumento. Ne derivò un polverone, com’è facilmente immaginabile. Il sindaco, Ercole Viri, aveva risposto senza mezzi termini: “tanti affiliani orgogliosamente rivendicano la lealtà, la coerenza e l’eroicità del loro grande concittadino”.
Nel frattempo, l’atteggiamento polemico e pretestuoso di molti personaggi della politica e delle istituzioni, ma anche di associazioni come l’Anpi, ha fatto si che alcuni ragazzi si sentissero autorizzati ad imbrattare il mausoleo: E imbrattare un monumento, c’è da dirlo, è incivile. E penalmente perseguibile.
Non la pensa così, evidentemente, il Tribunale di Tivoli, che ha assolto ieri i tre ragazzi autori della brutta performance. Naturalmente l’Anpi si è immediatamente attivata per diffondere un comunicato stampa di “soddisfazione” precisando che “il proscioglimento dei tre ragazzi restituisce loro la dignità”. Sono parole di Ernesto Nassi, presidente dell’Anpi di Roma, che ora è in attesa dell’esito della denuncia a Viri per “apologia di Fascismo” e che – aggiunge con enfasi – continuerà la battaglia finché il mausoleo non verrà abbattuto”.
Seguendo il ragionamento di Nassi, qualcuno potrebbe avere voglia di preparare una raccolta firme per far abbattere il Colosseo, o le statue di Giulio Cesare, o addirittura le piramidi di Giza. In fondo, si tratta di monumenti che ricordano epoche in cui c’era addirittura la schiavitù. O, forse, sarà sufficiente alzare un po’ i toni per autorizzare, implicitamente ma nemmeno tanto, chissà quanti giovani ad imbrattarli. Tanto poi un Tribunale che li assolve si trova sempre… 

martedì 1 aprile 2014

“Voglio morire, sono stanco di soffrire”. Cristian non ce la fa più: “Nessuno aiuta mio figlio, perchè?”

 
 
Sono queste le parole “nude e crude” che Cristian, ragazzone di 25 anni, ha detto e ridetto in questi ultimi giorni alla madre, Maria Rita Lo Verso.
Il giovane ragazzo dieci anni fa, all’età di 15 anni, era un omone alto, moro ed in perfetta salute, quando un giorno uscendo da casa accadde l’inimmaginabile.

CONDIVIDETE GRAZIE
Chiedo gentilmente anche alle Pagine Fb di condividere questo appello..non c'e' piu' tempo..
stiamo telefonando da settimane a Dottori e Tv perche' questa storia emerga e che Cristian sia SERIAMENTE AIUTATO.Questi i miei numeri 373 7193726
389 5268154.Grazie


MAURO MERLINO

(LEGGI LA STORIA DI CRISTIAN)
“Stava per raggiungere la sala giochi poco distante da casa – racconta la madre – e ad attenderlo c’erano i suoi amici che purtroppo, però, quel pomeriggio non lo hanno visto mai arrivare. Cristian, infatti, all’improvviso poco prima di arrivare in sala giochi si accasciò a terra”.
I danni provocati dal ritardo nei soccorsi si materializzarono come irreversibili e per il quindicenne la condanna fu pesantissima: Cristian vivrà in stato vegetativo.
Eppure il coraggio della madre lo ha portato sino ad oggi.
“Oggi non ce la facciamo più, dopo i nostri continui appelli – dichiara la madre, Maria Rita Lo Verso – nessuno si è fatto sentire, nessuno. A parole tanta solidarietà, ma concretamente nulla. Anche i giornalisti ci hanno abbandonato, dopo esser andati sul Tg di Rai2”.
La madre, così come il piccolo – grande Cristian, è allo stremo delle forze e non ce la fa più.
“Cristian continua ad urlare senza sosta (GUARDA IL VIDEO) e non sappiamo cosa abbia, così non possiamo curarlo. Si può vivere così? Abbandonati da tutti? Ma è possibile?”.
Anche la sanità locale Sarda non fa eccezione
“La riabilitazione motoria concessa dall’Asp si è ridotta a pochi minuti a settimana, mentre il logopedista non c’è neanche più”.
Mamma Maria Rita deve pagare di tasca sua se vuole riabilitarlo, ma deve pagare anche visite e medicine costosissime. “Da dove prendo tutti questi soldi per curare mio figlio, devo andare a rubare?”.
Aiutate questa madre, fatelo se potete. Oggi aiutarla è davvero un’opera di Dio, più di ogni altra cosa.